Lo scrutinio al buio colpisce il centrodestra. L’intesa con Forza Italia e Lega non regge. Il Parlamento boccia l’emendamento di FdI, Nm e Udc. Bagarre in Aula e cori “dimissioni” ed “elezioni”. Il capo del M5s: “La premier ora si prenda la responsabilità delle sue decisioni”

Immagine di I franchi tiratori bocciano l'emendamento sulle preferenze alla legge elettorale. Maggioranza sotto. E Conte: "Meloni tragga le conseguenze"

(ilfoglio.it) – Clamoroso colpo di scena a Montecitorio. Con un solo voto di scarto l’Aula di Montecitorio ha bocciato l’emendamento di FdI, Nm e Udc per introdurre un sistema misto di preferenze alla legge elettorale. L’intesa raggiunta in extremis in mattinata con Lega e Forza Italia che non avevano inizialmente sottoscritto l’emendamento non ha retto allo scrutinio segreto richiesto anche per gli emendamenti dalle opposizioni. A votare contro l’emendamento 188 deputati, contro i 187 che hanno votato a favore. Il voto è stato accolto dal boato dell’Aula. Le opposizioni hanno cominciato a intonare due cori eloquenti: “Elezioni, elezioni, elezioni” e “Dimissioni, dimissioni, dimissioni”.

Il primo a intervenire dopo il voto per attaccare il governo è stato il deputato vannacciano Edoardo Ziello: “Quest’Aula ha dato un’immagine indegna con questo voto che di fatto mostra una spaccatura all’interno della maggioranza perché è evidente, lo dico agli amici di FdI, che i deputati di Lega e Forza Italia hanno tradito il vostro accordo nel voto segreto. E celandosi nell’oscurità di questa pulsantiera hanno affossato le preferenze che il generale Vannacci aveva invocato. Se questa è la dimostrazione di gestire il paese ci fate capire che siete totalmente inadatti”. Subito dopo anche il deputato e capo del M5s Giuseppe Conte è andato all’attacco, chiedendo: “Ci sono dei momenti in cui quando si ha un alto incarico di governo bisogna anche assumersi la responsabilità delle proprie decisioni”.

La Camera boccia le preferenze per un voto: vincono i franchi tiratori. L’opposizione: “Elezioni”

La maggioranza si era compattata sull’emendamento. Il Pd chiede il voto segreto, Schlein: “Il Melonellum è l’unica vera priorità della destra”. L’ultimo appello di Meloni: “Mettere la faccia sullo scrutinio”. Cori dai banchi delle opposizioni: “Dimissioni”

AULA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

(di Giovanna Vitale – repubblica.it) – L’aula della Camera, a voto segreto, ha bocciato l’emendamento sulle preferenze. Dietro lo scrutinio nascosto lo scarto è di appena un voto: 188 No alle preferenze contro 187 Sì, nonostante governo e commissione avessero espresso parere favorevole alla proposta di modifica. Dopo la bocciatura delle preferenze dai banchi delle opposizioni si sono levati i cori “elezioni” e “dimissioni”. “Questo è un voto contro l’arroganza” attacca in Aula la segretaria del Pd, Elly Schlein. Per il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, con questo voto la maggioranza “ha sfiduciato la premier”. Riccardo Magi (Più Europa) e Angelo Bonelli (Avs): “Meloni salga al Colle”.

In mattinata si era registrato il dietrofront di Forza Italia e Lega su uno dei punti più dibattuti della nuova legge elettorale oggi in aula a Montecitorio. All’assemblea del gruppo convocata in mattinata il presidente dei deputati azzurri Enrico Costa ha annunciato il cambio di orientamento sull’emendamento, proposto da FdI e Noi moderati – poi appoggiato anche da Forza Italia e Lega – per reintrodurre le preferenze, sebbene con un sistema semi-bloccato: capolista indicato dalle segreterie di partito e scelta degli altri candidati attraverso un gioco di crocette che finirebbe per penalizzare l’alternanza di genere. “A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se i partiti di opposizione che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani – commenta la premier Giorgia Meloni – C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”.

Alla fine comunque la presidenza della Camera ha dato il via libera al voto segreto su un centinaio di emendamenti su 200 presentati, e agli articoli 1, 2 e 3. La richiesta delle opposizioni di scrutinio segreto, ha spiegato il presidente di turno Fabio Rampelli, “può essere accolta per tutte le proposte emendative e gli articoli del provvedimento per cui sussistono i requisiti”. Rampelli ha quindi ha annunciato la distribuzione di una tabella “con l’elenco di tutte le votazioni a scrutinio segreto accolte, a cui si aggiungerà anche la votazione finale”.

Una clamorosa retromarcia dei berlusconiani – dopo mesi di tensioni e liti interne alla maggioranza – seguita anche dai leghisti. “In vista dei voti previsti da oggi in aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l’emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc. Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto”, si legge in una nota del partito di Matteo Salvini. “Nessuna marcia indietro. Noi ci eravamo espressi a favore del testo originale. C’è stata fatta questa proposta da parte di Fratelli d’Italia, che è una proposta di compromesso che può essere accettabile perché rimane il principio fondamentale della legge – taglia corto il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, dopo la riunione dei gruppi parlamentari – Tutto il centrodestra si è dichiarato a favore. Lungi da noi – ha aggiunto – l’idea di voler dividere il centrodestra. La nostra è una scelta di tipo culturale. Io sono sempre stato eletto con le preferenze”. Tajani ammette però il problema “che riguarda le donne, ma io ho garantito comunque avranno ampia rappresentanza nelle liste che presenteremo”, fa sapere.

Roberto Vannacci? L’ex generale non è d’accordo ma voterà l’emendamento di FdI come ha spiegato sui social: “Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio: il loro emendamento mantiene i capolista bloccati e lascia il potere nelle segreterie di partito, poi dà un contentino nelle posizioni successive. Noi non siamo d’accordo, vorremmo che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze. Oggi però voteremo anche questo emendamento, perché è meno peggio, e manterremo il nostro che è per le preferenze pure, per ridare la sovranità al popolo. Vedremo chi crede nella democrazia e lo voterà”.

Le opposizioni hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sulla riforma elettorale sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi del Pd, M5S e Avs, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale. Il Pd, infatti, ha riunito i suoi deputati alle 9 per chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti per i quali è consentito dal regolamento, incluso quello sulle preferenze. Ciò significa che al riparo dell’urna può succedere di tutto. E se a destra entreranno in azione i franchi tiratori non è scontato che la modifica voluta fortissimamente da Giorgia Meloni infine passerà. “Tra la produzione industriale in calo continuo, i prezzi dell’energia più cari d’Europa e gli stipendi più bassi, la priorità di questo governo è la legge elettorale”, sottolinea la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Il Movimento 5 Stelle, fa sapere il capogruppo in commissione Affari costituzionali alla Camera Alfonso Colucci, non vota l’emendamento di Fratelli d’Italia. “Non abbiamo nemmeno avuto bisogno di discuterne – aggiunge al termine della riunione del gruppo a Montecitorio – sono preferenze finte e votiamo no”.

Legge elettorale, il crollo del centrodestra sull’emendamento per le preferenze. La Camera boccia il testo di Fdi. Meloni ko con il voto segreto (188 a 187)

La Camera respinge l’emendamento di Fdi sulle preferenze

(ilfattoquotidiano.it) – Per un solo voto la maggioranza va sotto. L’emendamento di Fdi sulle preferenze è stato bocciato. Sui 375 votanti, 188 hanno votato contro187 a favore. Prima del voto Forza Italia e Lega avevano dato indicazione di voto favorevole.

Conte: “Meloni sfiduciata dalla maggioranza, vada a casa”

“Bisogna assumersi la responsabilità delle proprie decisioni”. “Dopo quattro anni, il governo” vuole “cambiare le regole del gioco”, con il “il tentativo proditorio di FdI e di Meloni di prendere in giro gli italiani con un finto emendamento sulle preferenze”. “Meloni ha lanciato una sfida a metterci la faccia, ce l’avete messa e avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio“. Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte. Conte ha chiesto di “aprire la crisi di governo e andare a casa“.

Cori delle opposizioni: “Elezioni” e “dimissioni”

Elezioni” e “dimissioni“. Dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze si sono levati questi cori dall’opposizione.

Magi: “Presidente Meloni vada al Colle”

“Il governo non ha avuto la cautela di rimettersi all’Aula su questo emendamento, la ministra Casellati ha aderito al parere favorevole dei relatori e quindi significa che è un voto di sfiducia pieno nei confronti del governo Meloni che dovrebbe trarne le conseguenze immediatamente. Non avete più i numeri, dovete prenderne atto. Presidente Meloni vada al Colle“. Lo dice Riccardo Magi, segretario di +Europa, intervenendo nell’aula della Camera dopo che è stato bocciato l’emendamento sulle preferenze.

Schlein: “Voto contro l’arroganza. Avete fallito, tornate a casa”

“È stato un voto contro l’arroganza” di “una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nell’Aula della Camera dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze. “È il momento di tornare a casa e di dare al paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa”, ha aggiunto.