
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Ha fatto bene il generale Vannacci a prendere le distanze dal suo caporalmaggiore marchigiano, l’imprenditore del lusso Giuseppe Barboni, che a dispetto del cognome traffica in riccanza e si è meritato il soprannome di Briatore 3.0 (aspettiamo con qualche ansia il 4). Barboni è salito al disonore delle cronache per avere gettato a terra un immigrato che bloccava il traffico. L’anima sensibile di Vannacci è rimasta segnata dalla crudezza delle immagini, suppongo da una in particolare: prima di menare l’immigrato, Barboni ha aspettato di finire il gelato. Ci ha discusso a lungo, tra una leccata e l’altra, ma è passato all’azione solo quando ha potuto liberare le mani dal cono. Non ha picchiato sotto l’effetto dell’ira, ma della vaniglia, nel pieno delle sue facoltà mentali e palatali. Al punto che, lungi dal provarne imbarazzo, ha subito postato la sua prodezza sui social.
Vannacci lo ha sconfessato, dopo averci riflettuto a lungo. Evidentemente era incerto tra il cono e la coppetta. Così in queste ore un po’ tutti si stanno chiedendo: da chi Barboni avrà preso la passione per le vie spicce e la cultura dell’intolleranza verso coloro che con affetto ha definito «melme ingrate»? Chi mai gli avrà trasmesso il culto per i giustizieri, i semplificatori, i privati cittadini che risolvono problemi senza far perdere tempo alle forze dell’ordine? Forse, nel nuovo mondo al contrario, Barboni si nasce, mentre Vannacci si diventa.
Vabbè.., il portavoce della sinistra deve dire qualcosa di male di vannacci per confermare da che parte stà. Lungi da me l’idea è la necessità di difendere il generalissimo ma se certi cantori ogni tanto facessero il mestiere per cui sono pagati sarebbero più credibili.
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Ma cosa vuoi che abbia sconfessato, che appena ieri, al grido di “me ne frego”, ha incitato la folla che lo inneggiava col saluto romano. Scena questa di una violenza che fa male lo stomaco.
Questo testa di c. arriva al 15% e il Barboni ce lo ritroviamo ministro dei balilla.
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Il problema vero è un altro. Chi esercita violenza per impedire l’arbitrio di chi blocca il traffico o lo intralcia ( non per una protesta ma perché è fuori di testa) può aver esagerato, e si è preso un compito non suo ( spetta alle forze dell’ordine intervenire) ma non indica alcun “fascistume” o razzismo come qualcuno sostiene.
Lo indicherebbe solo se chi è intervenuto NON lo avrebbe fatto, a parità di fastidio e provocazione ( e di fuori di testa…), se il disturbatore fosse stato bianco e italiano.
Allora sì. Sarebbe uno xenofobo.
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Il problema è la propensione alla violenza di alcune persone. Ho visto il video e sarei intervenuto anch’io per spostare la bici ma non avrei mai e poi mai picchiato quel tizio. La forza si usa per contenere non per fare male.
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