
(Tommaso Merlo) – Gli americani hanno tradito il memorandum e ricominciato a bombardare l’Iran che ha risposto chiudendo lo Stretto di Hormuz e martellando le basi americane nel Golfo. Il circo mainstream manipola ma sono gli americani gli aggressori e gli impostori. Lo sono da sempre e grazie a Trump è tutto più palese. Da Teheran hanno fatto sapere che per loro il controllo dello Stretto è più importante del nucleare e sono pronti allo scontro finale. Ed è questa l’incognita adesso, vedere se Teheran tratterà ancora con quei truffatori oppure se deciderà di andare fino in fondo e combattere fino all’ultimo missile. Del resto per gli iraniani è una questione di sopravvivenza, gli americani e i loro padroni sionisti li vogliono annientare e quindi per l’Iran non ha senso una soluzione provvisoria o venire logorati in attesa del colpo di grazia come successo ad altri paesi finiti nel mirino dell’impero. Oggi poi all’Iran titubare conviene ancora meno. Perché grazie ad un mentecatto come presidente, il folle sistema turbocapitalista americano è sull’orlo dell’implosione anche psicologica per una guerra costosissima e per conto terzi ripugnante anche per i cittadini più moderati. L’Iran ha invece ritrovato unità e perfino entusiasmi rivoluzionari, non solo orgoglio persiano ma anche slancio politico. Dalle strade di Teheran echeggiano strali di vendetta ma anche volontà di liberarsi da decenni di persecuzione imperiale e riprendersi le redini del proprio destino. Il circo mainstream manipola ma con gli americani è così, se non fai quello che vogliono loro o ti bombardano o ti ricattano economicamente oppure lo stato profondo promuove ribellioni intestine poi spacciate alle masse come genuini moti democratici. Se l’Iran di oggi è così militarizzato non è perché malvagio e male intenzionato, ma perché attendeva questa resa dei conti da decenni. Gli americani non gli hanno mai perdonato di aver cacciato il loro fantoccio impedendogli di piazzare basi militari e servirsi di petrolio e gas a piacimento. Hanno osato intraprendere una strada da padroni a casa loro fregandosene degli ipocriti benpensanti imperiali e dei ricatti. E se non bastasse, a Teheran si sono messi pure in testa di schierarsi dalla parte dei palestinesi mentre i sionisti corrompevano anche i piccioni in quel di Washington. Il circo mainstream manipola ma è così. L’Iran era in cima alla lista nera degli americani da decenni, ma essendo ostico e imponente, speravano di evitare la soluzione militare col lavoro sporco dello stato profondo e soprattutto con lo strangolamento economico, altra specialità imperiale, la punizione collettiva con una miriade di morti silenziosi dall’Iraq di ieri fino alla Cuba di oggi passando per Gaza. Ed invece l’Iran si è messo a scavare sotto le montagne e a spremersi le meningi per capire come sfruttare le nuove tecnologie per difendersi con gli scarsi mezzi a disposizione. È storia recente, dopo avere resistito ad una delle aggressioni aeree più devastanti di sempre ed aver risposto veementemente, l’Iran ancora resiste ai giochetti sporchi di quel mentecatto di Trump e alle bombe che hanno ricominciato a cadere dopo aver tradito il memorandum. Era la solita truffa per prendere tempo e riempire cannoni e cisterne di petrolio. Ed eccoci all’incognita. Gli strali che echeggiano da Teheran fanno pensare che persa ogni fiducia e pazienza, gli iraniani possano optare per uno scontro finale all’ultimo missile. E i possibili esiti sono tre. L’ennesima vittoria dell’impero americano che distrugge l’Iran come la Libia o l’Iraq per la felicità dei sionisti che potranno coronare il sogno della Grande Israele soggiogando con la violenza e il terrore arabi e persiani il tutto protetti da un circo mainstream raggiante per il trionfo della superiore civiltà occidentale e delle proprie carriere. Oppure si potrebbe arrivare all’inaspettata quanto storica vittoria dell’Iran con l’impero americano che cacciato malamente dal Golfo Persico perde l’egemonia globale sia militare che monetaria lasciando spazio all’era cinese mentre un Iran padrone in Asia Occidentale conquista libertà e benessere per se stesso e completa l’opera con la liberazione del Libano e soprattutto del martoriato popolo palestinese imponendo una soluzione politica dignitosa e definitiva per la felicità delle persone libere e perbene del mondo intero e l’imbarazzo del circo. Terzo scenario l’allargamento del conflitto ad Europa, Russia e Cina a causa dello Stretto di Hormuz nello stupore del circo mainstream, una escalation mondiale atomica che riduce mezzo mondo come Gaza nella speranza che a quel punto gli esseri umani superstiti capiscano quanto sia deleteria la guerra anche mediatica e che l’unico modo per trovare soluzioni intelligenti è rimanere umani, rimuovere i muri anche mentali e dialogare e ragionare da persone civili.
TM è uno dei pochi commentatori (forse l’unico alla fine) che ha definitivamente abbandonato categorie e schemi del XIX e XX secolo inventandosi un modo proprio ed originale di commentare fatti, cose e persone che avvengono. non è semplicemente post-ideologico è nuovo nel suo pensiero tanto da sorprendere e far riflettere. Le analisi sono spesso impeccabili, informative (anche se mancano degli iperlink o dei riferimenti) e sufficentemente propositive. la operatività non può essere chiesta e la capacità predittiva appare forzata. infatti quando cerca di fare scenari, cade nel banale oppure già visto. anche in questo caso i tre scenari sono alla Fabbri ossia tautologici come una terna da schedina 1 X 2. il fatto che i primi due scenari non esistono nemmeno in risiko, in quanto presuppongo boots on ground libia, afghanistan, irak, libano, gaza, donbass, cecenia, siria… insegnano. il terzo non è contemplato in quanto estraneo alla guerra dei fossili in corso. il confronto per Hormuz riguarda USA-Israele contro Iran. i contendenti si assomigliano molto più di quanto s’immagina e nessuno ha intenzione di immolarsi per risolvere la contesa in una precisa direzione. Se è vero che l’Iran sembra prevalere per sostanziale resilienza, questo fatto non cambia le sorti di alcunchè perchè l’obiettivo è proprio depotenziare la rotta persica non rafforzarla. prepariamoci semmai alle continue fiammate da qui a ottobre…solo la Cina potrebbe interrompere questo rituale inutile, sanguinolento ed esibizionista. Ma al momento non pare tra le sue priorità.
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Un ringraziamento a Tommaso Merlo per un articolo che va a fotografare il sistema politico affaristico dell’impero americano.
L’economia USA si basa principalmente sulle aggressioni agli altri popoli, infatti:
L’ambasciata cinese ha pubblicato l’elenco dei Paesi bombardati dagli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale:
Giappone: 6 e 9 agosto 1945
Corea e Cina: 1950-1953 (guerra di Corea)
Guatemala: 1954, 1960, 1967-1969
Indonesia: 1958
Cuba: 1959-1961
Vietnam : 1961-1973
Congo : 1964
Laos : 1964-1973
Cambogia: 1969-1970
Granata : 1983
Libano: 1983, 1984 (attacchi contro obiettivi in Libano e Siria)
Libye : 1986, 2011, 2015
Salvador : 1980
Nicaragua: 1980
Iran: 1987, 2026
Panama: 1989
Iraq: 1991 (guerra del Golfo), 1991-2003 (invasioni americane e britanniche), 2003-2015
Kuwait: 1991
Somalia: 1993, 2007-2008, 2011
Bosnia: 1994, 1995
Sudan: 1998
Afghanistan: 1998, 2001-2015
Jugoslavia: 1999
Yemen: 2002, 2009, 2011, 2024 2025
Pakistan: 2007-2015
Siria: 2014-2015
Venezuela: 2025
Questo elenco comprende circa 30 Paesi.
In ordine alfabetico:
Afghanistan: 1998, 2001-2015
Bosnia: 1994, 1995
Cambogia: 1969-1970
Congo: 1964
Corea e Cina: 1950-1953 (guerra di Corea)
Cuba: 1959-1961
Giappone: 6 e 9 agosto 1945
Granata: 1983
Guatemala: 1954, 1960, 1967-1969
Indonesia: 1958
Iran: 1987, 2026
Iraq: 1991 (guerra del Golfo), 1991-2003 (invasioni americane e britanniche), 2003-2015
Jugoslavia: 1999
Kuwait: 1991
Laos: 1964-1973
Libano: 1983, 1984 (attacchi contro obiettivi in Libano e Siria)
Libya: 1986, 2011, 2015
Nicaragua: 1980
Pakistan: 2007-2015
Panama: 1989
Salvador: 1980
Siria: 2014-2015
Somalia: 1993, 2007-2008, 2011
Sudan: 1998
Venezuela: 2025
Vietnam: 1961-1973
Yemen: 2002, 2009, 2011, 2024 2025
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