(di Nicola Borzi – ilfattoquotidiano.it) – In un’Italia dove la meritocrazia è un optional, l’Università di Roma Tor Vergata – che ci vede lungo – ha premiato l’eccellenza manageriale dimostrata nell’indebitarsi sino al collo da Leonardo Maria Del Vecchio. Alla presenza dei ministri Bernini e Schillaci, forse invitati perché il 31enne aveva affermato “Mi piace l’Italia di questi tre anni e mezzo di governo”, Lmdv ha ricevuto la laurea honoris causa in Diritto e Innovazione per aver distribuito gratis ai bisognosi gli occhiali dell’azienda di famiglia. Nella sua lectio magistralis “Scegliete la difficoltà giusta” (ah, saperlo prima!), il neo dottore ha filosofeggiato su un futuro che corre senza travolgere le persone. Parla per esperienza, Leonardo Maria: le banche hanno sin qui travolto lui e il suo piano da 11 miliardi per scalare la cassaforte di famiglia Delfin, divisa con altri sette eredi, perché non si fidano a finanziarlo dopo che ha già speso a debito 1 miliardo dei 55 dell’eredità in una forsennata campagna acquisti, tra giornali di destra e il Twiga di Briatore (auguri!). Lmdv si è chiesto “quello che sto costruendo può durare, e servire, anche quando non sarò più io al centro della scena?”: se lo chiedono pure gli azionisti di EssilorLuxottica, col titolo crollato del 40% da novembre.

Per fortuna l’erede stavolta non ha parlato a braccio, come nel suicidio catodico del 29 gennaio scorso a Otto e Mezzo. Di fronte a Lilli Gruber, il “visionario” aveva balbettato ovvietà imbarazzanti, finendo perculato da meme e parodie. Aveva persino giustificato il suo incidente del 16 novembre in Ferrari sulla tangenziale di Milano, per cui è stato indagato per le ipotesi di sostituzione di persona in concorso e omissione di soccorso, come un impiccio che gli impediva di aspettare la polizia per improrogabili “impegni di lavoro”. Forse allora la “difficoltà giusta” per Lmdv è laurearsi senza riuscire a finire una frase. Ma per l’ateneo di Roma Tor Vergata e due ministri del governo Meloni, se in Tv non sai parlare ma apprezzi Giorgia, il merito non è affatto un problema.