(Dott. Paolo Caruso) – Mugugni e rimbrotti di Trump per tutti ad Ankara non ne sono mancati. I sedicenti alleati NATO ancora una volta senza dignità hanno subito in silenzio le accuse di tradimento perché a dire del Tycoon lo hanno privato dell’ utilizzo delle basi dislocate in Europa, penalizzando le operazioni di guerra contro l’Iran. Nel mirino soprattutto Italia e Spagna. L’ Italia alla fine messa meglio perché Sanchez gli risulta particolarmente indigesto. Per Trump, la “Meloni resta sempre la bella ragazza ma non affidabile”. E comunque niente self. La Groenlandia fu di nuovo motivo di lagna. Strategicamente importante per “il bisonte americano”, la Danimarca farebbe bene a venderla agli USA. Le ricchezze sottomarine, emerse dallo scioglimento dei ghiacciai, in quella parte dell’artico gli fanno gola. Soprattutto però lo preoccupano le rotte navali russe e cinesi, che transitano a loro comodo e da lì controllano gli USA. Ad Ankara fu un summit della NATO strascicato tra recriminazioni, lamentele e ai margini qualche proposito. Non ci fu la spaccatura paventata, ma con Trump, l’imprevedibile, è sempre dietro l’angolo. Nuovi però i vassallaggi economici. Manco a dirlo. Con Trump si deve sempre parlare di affari. La firma della Meloni al programma di riarmo nazionale di difesa costerà all’Italia il 5% del PIL. Miliardi da non destinare più alla Sanità o alla Istruzione, ma agli armamenti. Da comprare a prezzi esorbitanti e non concorrenziali esclusivamente dagli USA. Un vero e proprio salasso per le già anemiche casse dello Stato italiano. In questo un grazie va alla nostra “Sovranista della Garbatella”. Dollari da portare in dote al Tycoon, per riequilibrare lo spaventoso debito americano contratto soprattutto con la Cina. Agli occhi di Donald gli Europei sono scrocconi, e vivono alle sue spalle. Proprio di lui stramaledettamente più ricco da quando è tornato a pontificare sul mondo. Trump è un marpione e attua la teoria dei “due forni”, l’altro è lo zar russo. Durante il vertice avrà tenuto aperto il contatto con il compare del Cremlino. Ufficialmente, alla fine del summit, si è promesso aiuto all’Ucraina, ma dei Patriot anti missili contro la Russia, solo gli schemi per costruirli sono stati concessi dagli Usa all’Ucraina. Ora che l’ innamoramento servile a Tramp non ha prodotto benefici e il ruolo di pontiera è venuto meno, la Meloni ha fatto di necessità virtù. Ha cambiato polarità. Pare che l’Europa sia ora la sua vocazione. Pardon! Quella dell’Italia. Cosa succederà? Intanto Trump ha ripreso a bombardare l’Iran e il petrolio è schizzato di nuovo alle stelle. “Chissà, se finirà?”, cantava Sergio Endrigo…