
(estr. di Daniela Ranieri – ilfattoquotidiano.it) – […] Abbiamo letto con tanta empatia le struggenti cronache dell’uscita dal carcere di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma di Alleanza Nazionale e ministro in due governi Berlusconi (sembra ieri che i camerati ne festeggiavano l’elezione col braccio alzato sotto al Campidoglio), che quasi ci dimenticavamo perché vi era entrato (bagatelle: finanziamento illecito e traffico di influenze, derivante, quest’ultimo, dalla riqualificazione di un episodio di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Mondo di mezzo).
È vero: non a tutti capita la fortuna di ottenere la grazia dal presidente della Repubblica prim’ancora di entrare in carcere, come ha scritto polemicamente Alemanno su Facebook in riferimento alla ex compagna di Popolo della Libertà Nicole Minetti, la notte prima di lasciare la cella di Rebibbia, al lume di una fioca candela; ma scommettiamo che a nessuno dei 64.436 detenuti in Italia tocca il privilegio, una volta scontata la pena e dimessi dalle patrie galere, di venire prelevati dai cancelli e condotti direttamente nella sede di un partito per contribuire alla sua formazione con la disciplina e l’onore guadagnati sul campo. Una cosa risorgimentale, quasi.
[…] Alemanno non entrerà, come sarebbe sembrato naturale, in Forza Italia (dove il carcere vale come un master all’estero, una specializzazione), né in Fratelli d’Italia, a cui pure approdò per un breve periodo, ma farà confluire la sua creatura chiamata Indipendenza! dentro Futuro Nazionale, il partito di “destra autentica” già oltre il 5% nei sondaggi guidato dal generale in pensione Roberto Vannacci, tornato appositamente da Bruxelles per dare il benvenuto al nuovo sodale.
Nei 18 mesi di reclusione, scattata perché l’ex sindaco, a cui il tribunale aveva concesso la messa in prova ai servizi sociali, aveva più volte violato le prescrizioni con assenze ingiustificate, uscite da casa fuori dall’orario consentito, documenti falsi e incontri con pregiudicati, Alemanno ha tenuto un diario carcerario in cui ha denunciato le pessime condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti, problema di cui non risulta si sia mai occupato prima di farne parte. Ma come, direte voi, i detenuti hanno accesso ai social? Abbiamo dimenticato il caso di Doina Mattei, condannata a 16 anni di carcere per omicidio, che nel 2015 in regime di semilibertà pubblicò su Facebook delle foto che la ritraevano in spiaggia e fu perciò costretta dal tribunale di Sorveglianza di Venezia a tornare in cella a tempo pieno, sulla base della sentenza della Cassazione per cui condividere contenuti o chattare su Facebook equivale a evadere e a comunicare con l’esterno? E a Fabrizio Corona non capitò più volte di dover rientrare in galera per l’uso non autorizzato dei social durante i domiciliari? Ah, ma allora non sapete niente: Alemanno scriveva le sue memorie su fogli di carta che poi consegnava ai suoi legali e familiari, che a loro volta li giravano allo staff incaricato della pubblicazione su Facebook. Tutto regolare.
[…] E tutto è bene quel che finisce bene. Alemanno ha detto che non si candiderà, ed è un peccato, perché in Parlamento stanno drasticamente diminuendo le quote a righe, quelle degli ex galeotti; ma qualche voto di nostalgici vedrete che lo porta a Vannacci, e magari riuscirà a farsi ascoltare da Nordio sulla condizione dei detenuti, sua nuova battaglia (intanto potrebbe consigliare ai colleghi di non delinquere, per esperienza).
La sera della vigilia Alemanno ha scritto: “Mi sembra quasi di disertare una trincea”, e verrebbe da rassicurarlo che volendo può sempre tornarci, anche se il ministro Nordio, con l’abolizione del reato di abuso di ufficio e il depotenziamento di quello di traffico di influenze, che sono i reati in cui è ferrato Alemanno, ha reso sempre più difficili le prove che un politico deve sostenere per accedere alle patrie galere; ma se uno si impegna un modo lo trova.
Chi, il signore insieme al Presidente del Senato, in questa foto ?? Ma daiii…
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Solo chi è stato in cartcertte può capire la necessità di una riforma carceraria per i “politi”….
Ma vi ricordate deòl babbo della lince con Romeo i pizzini trovati nel cestino di quanto avrebbe dovuto dare…stesso reato di alemagno… non successe nulla…e per il reato di abuso d’ufficipo… ora tutto sistemano… non è più reato.
Ecco ora la vera destra.. è riunita in un ristorante per acclamare il nostro eroe che ritornerà in politica per dare il meglio di se stesso e nella speranza di non ritornare a Rebibbia.
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