
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – È davvero incomprensibile questo accanimento del popolo della sinistra (vedi gli ululati degli operai della Fiom) contro la Volpe di Rignano e i geni del Pd ansiosi di rimettersela in casa. A parte la tetragona affidabilità del soggetto, già sperimentata con gioia da Marini, Prodi, Bersani, Letta, B., Zingaretti, Conte, Calenda, Bonino e chiunque altro ha avuto la fortuna di averci a che fare, a imporne il […]
Chi meglio di lui
(Di Marco Travaglio) – È davvero incomprensibile questo accanimento del popolo della sinistra (vedi gli ululati degli operai della Fiom) contro la Volpe di Rignano e i geni del Pd ansiosi di rimettersela in casa. A parte la tetragona affidabilità del soggetto, già sperimentata con gioia da Marini, Prodi, Bersani, Letta, B., Zingaretti, Conte, Calenda, Bonino e chiunque altro ha avuto la fortuna di averci a che fare, a imporne il rientro è l’assoluta compatibilità col programma che ogni progressista sogna per battere l’Armata Brancameloni.
A parte i suoi no al salario minimo, all’art. 18 e al reddito di cittadinanza (raccoglieva firme per abolirlo, anticipando i melones), i sì al Jobs Act per un sano precariato, i voti favorevoli alle porcate di Nordio&C. sulla giustizia, l’amore per la prescrizione e l’impunità parlamentare extralarge, l’allergia a poteri di controllo (soprintendenze incluse), limiti ai conflitti d’interessi e pm che indagano sul potere (ne ha denunciati più lui di B.), il Pantheon con Craxi, Andreotti, B., Dell’Utri, Marchionne, Moratti, Romeo e Briatore, la controriforma della Rai per consegnarla al governo di turno e le epurazioni che han superato quelle berlusconiane (invano i meloniani han tentato di eguagliarle), la schiforma costituzionale a colpi di maggioranza che donò un bel precedente Meloni&Nordio, l’Italicum incostituzionale e il Rosatellum fatto a fine legislatura per far perdere i 5Stelle che vinsero lo stesso (oggi simpatico alibi per il Melonellum), le politiche fiscali su misura per miliardari e/o frodatori, la passione per i contanti (alzò il tetto da mille a tremila euro), le gogne e le cause temerarie ai pochi giornalisti che non lo leccano, i legami internazionali con criminali di guerra e di pace (Dem Usa, lobby israeliana, bin Salman&C.), il “grazie a Trump per Maduro e Khamenei”, gli inciuci con loschi spioni in autogrill, le spifferate di decreti bancari per ingrassare De Benedetti, la Buona Scuola privatizzata, i tagli miliardari alla Sanità pubblica, l’idea (copiata) che “i migranti vanno aiutati a casa loro” o dalle tribù libiche, la passionaccia per trivelle, inceneritori, cementificazioni selvagge, grandi opere inutili e dannose (Tav Torino-Lione e Ponte sullo Stretto), gli aiutini a La Russa presidente del Senato e alla Santanchè contro la sfiducia, la primogenitura sul premierato (pardòn, “sindaco d’Italia”), il sì alla commissione Covid anti-Conte e Speranza, le vantate consulenze a Vannacci, i giudizi mortuari sugli alleati che dovrebbero ricaricarselo (“La fine del Pd sarà sia con Elly sia senza, ma se Schlein diventa segretaria almeno metà del Pd passa con noi”, “Oggi finisce la storia dei 5Stelle, non parliamone più: torniamo alle cose serie, torniamo alla politica”), ecco: a parte queste minuzie, sul resto c’è perfetta identità di vedute. Cosa può mai andare storto?
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“il Pantheon con Craxi, Andreotti, B.”
Si incontrò con B. ad Arcore.
Renzi ad Arcore da Berlusconi: l’ho fatto per Firenze https://video.sky.it/news/politica/video/renzi_ad_arcore_da_berlusconi_lho_fatto_per_firenze-76124
Renzi-Berlusconi ad Arcore
Il Cavaliere: “Tu mi somigli” https://www.repubblica.it/politica/2010/12/07/news/renzi_berlusconi-9907865/
Berlusconi: “Renzi? Mi piacque molto sin da quando venne ad Arcore. Lui non è comunista. Bersani e D’Alema sì” https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/23/berlusconi-renzi-mi-piacque-molto-sin-da-quando-venne-ad-arcore-lui-non-e-comunista-bersani-e-dalema-si/3681383/
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Appena 3 punti – di cui 2 nella coppia di frasi dell’introduzione al suo editoriale ed 1 altro nella chiosa dello stesso – più quello interrogativo speso nella fatidica domanda finale dovrebbero costituire una sorta di record ‘negativo’ per l’abituale sintassi dei corsivi di Travaglio. Gli stava – e mica solo a lui – così sul gozzo tutto quel pattume fatto ingurgitare nel tempo da Bin Rignan – che non ha tirato il fiato manco una volta: un conato omnicomprensivo!
Adesso, però, Marco assumiamo (il plurale maiestatis è dobbligo!) dei liquidi prima possibile, giusto per non rischiare una disidratazione.
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Se per vincere (a che pro pi sarebbe da valutare) riterranno opportuno imbarcarsi con sto sciacqualattuga non vorrò essere considerato complice.
Piuttosto lasciamo questi a finire di sfasciare tutto, forse é l’ultima speranza in un risveglio di orgoglio oppure sia una dichiarazione di cambiamento di valori di cittadinanza.
Poi mi chiedo chi possa esserci dietro a un deficiente, a cui ( non merita nemmeno al quale) non farei neanche parcheggiare una bicicletta, e su che basi possa riporvi un qualsiasi tipo di fiducia.
Che paese strano…
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I simili vogliono battere alle elezioni i propri simili.
Ecco perché nessuno obietta in coalizione (e sui grandi giornali ) per il sicuro ingresso del rignanese.
È una sinistra omeopatica.
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