(Eleonora Gitto) – C’è un errore di fondo nel dibattito politico di queste ore sulla vicenda Meloni-Trump. La tifoseria della Premier è già partita all’attacco, gridando al complotto e all’invidia, mentre molti commentatori sostengono che Trump (fino a ieri stimabile amico), con le sue parole, abbia offeso l’intera Italia.

Oggi Trump delira, è l’orco cattivo che offende tutti. Ieri era un grande statista meritevole del Premio Nobel per la Pace. Oggi tutti contro Trump per fare quadrato intorno alla Meloni “offesa come tanti altri”(giusto per sminuire la gravità del fatto: se lo fa con tutti, è Trump l’unico da condannare) dal prepotente svampito presidente americano che si è legato al dito la questione “basi negate” e che vuole dare dimostrazioni di machismo a una donna. Ma le cose non stanno così.

​In diplomazia la forma è sostanza. Il punto centrale non è stabilire se la famosa foto sia stata elemosinata o meno, ma analizzare la postura con la quale Giorgia Meloni si è presentata davanti al leader americano. Se la “bellap” (come il tycoon l’aveva definita in passato) non avesse avuto un atteggiamento da collegiale che sbava davanti allo studente più carino del liceo, non si sarebbe attirata la derisione e la “pena”di Trump.

Basta guardare foto e filmati. Il corpo della Meloni era sempre proteso verso Trump. Lo inseguiva, gli sorrideva facendo lo sguardo sdolcinato da pesce lesso. Mentre il tycoon distoglieva lo sguardo e quasi la evitava. E guardando la sua postura perché non dovremmo credere che lei quel selfie lo ha “elemosinato” davvero? Ma, come già scritto, il problema non è la foto. Chiesta o no, è irrilevante.

​Se avesse avuto un briciolo di dignità istituzionale e si fosse presentata a schiena dritta, da pari a pari e non da suddita, non avrebbe mai prestato il fianco a certe uscite. Trump si è dimostrato l’idiota patentato che tutti conosciamo, ma ha offeso lei, non l’Italia.

​Ecco perché, in quanto cittadini italiani, non dobbiamo pretendere le scuse da Trump, ma dobbiamo pretenderle da Giorgia Meloni. Un capo di governo ha il dovere di rappresentare la nazione con autorevolezza e fermezza, non di rendersi vulnerabile per poi nascondersi dietro il vittimismo della propria propaganda.