
(Dott. Paolo Caruso) – Pace fatta? “Vittoria di Pirro”, tale fu la resa di Trump agli occhi del mondo intero. La guerra del 28 febbraio scorso contro l’Iran da parte di Trump ha sortito solo gli effetti contrari a quelli immaginati. Hanno ringalluzzito gli ayatollah e ora, più forti con il loro regime, possono tenere in scacco l’economia mondiale, con il controllo dello Stretto di Hormuz. Sarà in futuro la loro arma migliore per non lasciarsi piegare e per ricattare le Nazioni che dipendono dal loro petrolio. Nella manfrina azzardata e non riuscita, hanno guadagnato solo la Russia e la Cina. Quali strateghi oggi possono vantare gli USA? Non hanno previsto con le loro “intelligenze artificiali” il prevedibile per qualsiasi intelletto umano. Il camaleonte proteiforme Trump oggi si ritira a modo suo da vincitore, e con un accordo con l’ Iran peggiore di quello di Obama, da lui tanto criticato. Ne ha bisogno per il suo elettorato. Non capisce, oltre le smargiassate dette e fatte, che ormai ha perso di credibilità. L’onore degli USA con lui è ormai ai minimi storici e risulta essere in caduta libera. La bandiera a stelle e strisce è diventata segno di inadeguatezza e di vergogna. L’ Italia meloniana pontiera delle due sponde dell’ oceano insiste che senza gli USA non possiamo granché. Ma tutto ha un limite, poi si diventa servili. Ci tocca di assistere, non senza imbarazzo, a “Scene di un matrimonio”, come dal film di Bergman. Trump accusa di tradimento la Meloni, e questa, con una remissività non sua, prova a scusarsi per ricucire gli strappi ritenuti da luì gravissimi. Questo accadde all’incontro del G7. La lamentela sarebbe stata più legittima nei confronti della mediocre Von der Leyen, ma Trump non riconosce l’Unione Europea e quindi ….. Insomma tutto ora ritornerà come prima del 28 febbraio. Dopo l’ appoggio criminale al suo anfitrione Netanyahu nel genocidio palestinese dubito fortemente che il Tycoon possa sentire sulla sua coscienza il peso del migliaio di morti che ha causato direttamente e quelli indiretti che il regime di Teheran più irrigidito nella sua ortodossia sanguinaria produrrà con la sua gente? Penserà mai alle duecento bambine uccise a scuola per colpire il già vecchio e malato Khamenei? La strage degli innocenti che ancora oggi si ripresenta e che grida vendetta. Del resto come diceva Papa Francesco ” ogni guerra è ingiusta e scriteriata perché fa morti e distruzioni “. La bestialità degli uomini è però così grande che non gli consente di saper leggere la storia e di trarne le sacrosante conclusioni.
Trump ha perso ma Caruso pure poverino . Vabbè la prossima volta ci proveranno i nostri eroi dell’ EU e sarà tutta un’altra musica. Via shador , via Aiatollah e grande festa nelle monarchie assolute del golfo paesi sponsor di tutte le libertà insieme agli Usa e ad Israele. Verrebbe da dire viva le autocrazie e persino le dittature al posto di questi faisi .
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Guardando i fatti non si può dar torto a quanto scrive Caruso ed altri sul tema.
Gli USA hanno perso il conflitto con l’Iran se saranno confermati i punti discussi nel MoU che è stato appena firmato.
Con Trump è un dubbio che è legittimo avere.
Ma limitarsi al solo dichiarare ha vinto/ha perso mostra una visione superficiale delle cose; bisognerebbe chiedersi anche perchè ha perso.
Il problema emerso nel conflitto con l’Iran riguarda soprattutto la capacità industriale di produrre rapidamente munizionamento avanzato.
Negli ultimi trent’anni l’industria militare occidentale è stata progettata per guerre limitate (Afghanistan, Iraq, Siria), dove si consumavano poche munizioni di precisione; di conseguenza l’industria bellica era dimensionata per quel tipo di produzione.
Una guerra ad alta intensità contro uno Stato con capacità militari maggiori consuma invece migliaia di missili in poche settimane ed il ripristino delle scorte necessita di tempi lunghi, stante appunto la “ridotta” capacità industriale.
Una delle lezioni che probabilmente i governi occidentali trarranno da questo conflitto è la necessità di espandere la capacità produttiva dell’industria della difesa.
Tutti coloro che oggi dunque si rallegrano per la sconfitta degli USA dovrebbero indossare le vesti del contribuente; credo abbiano molti meno motivi per rallegrarsi.
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