
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Autoritratto. “Avevamo ragione: siamo tutti puttane” (Giuliano Ferrara, Foglio, 4.6). Tu di sicuro, ma parla per te. L’arma segreta. “Caro Mattarella, se anche noi come Israele avessimo avuto ai confini dei terroristi come Hezbollah avremmo usato la stessa forza ‘indebita’” (Giuliano Ferrara, Foglio, 3.6). Gli sganciavamo direttamente Ferrara ed era fatta. […]
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Autoritratto. “Avevamo ragione: siamo tutti puttane” (Giuliano Ferrara, Foglio, 4.6). Tu di sicuro, ma parla per te.
L’arma segreta. “Caro Mattarella, se anche noi come Israele avessimo avuto ai confini dei terroristi come Hezbollah avremmo usato la stessa forza ‘indebita’” (Giuliano Ferrara, Foglio, 3.6). Gli sganciavamo direttamente Ferrara ed era fatta.
Merlo-bunga. “Io la grazia a Minetti l’avrei concessa perché libera anche il Paese dal bunga- bunga come destino e perché, come abbiamo visto, era più facile lapidarla che liberarla” (Francesco Merlo, Repubblica, 5.6). Dài che un buono gratuito per la prossima cena elegante dovresti essertelo guadagnato.
Mercenario. “Travaglio Marco, senza un Montanelli o un sacro Biagi a fare da semafori (vite lampeggianti, spese tra bordelli reali prima, imperiali dopo), ancora negherebbe di sapere da quale punto della patta gli emerga il pistolino” (Andrea Marcenaro, Foglio, 5.6). Questo è talmente pirla che, ogni volta che pensa di insultarti, ti erige un monumento.
Da assassino a olgettino. “Quanto agli impresari, le prime pagine con la biancheria di Minetti hanno fatto la loro parte. I risarcimenti, si vedrà: si chiamerà il popolo dei giusti a sottoscrivere” (Adriano Sofri, Foglio, 5.6). Parla quello che ha dovuto risarcire la vedova e gli orfani del commissario Calabresi che aveva fatto trucidare.
L’estraneo. “Speriamo che Travaglio denunci davvero la procura. Intanto, popcorn!” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 6.6). Giustamente, tanto lui col giornalismo che c’entra.
Ha capito tutto. “I fatti sono noti: il Fatto ha costruito un’inchiesta sulla base di testimonianze anonime” (Stefano Cappellini, Repubblica, 5.6). I famosi anonimi che poi devono ritrattare.
Remigrazione. “L’uscita di Pina Picierno dal Pd è una storia drammatica, una donna che è cresciuta tantissimo in tutti questi anni e constata – penso con molto dispiacere – che il Pd non serve più a fare le battaglie importanti nell’età delle guerre e dell’Europa aggredita” (Jacopo Iacoboni della Stampa, X, 4.6). Tre giorni di lutto nazionale, ma come minimo.
Autoironia. “Le primarie aperte a tutti mi fanno ridere. Non è una visione: o si è tutti d’accordo su un Papa straniero, o a guidare tocca al leader del partito più grande” (Romano Prodi, 4.6). Sono talmente ridicole che non può averle inventate che lui.
Contestualizzare Hitler. “Fact checking. La ‘svastica’ nella scuola ucraina è un simbolo solare tradizionale, presente anche nella cultura russa. Durante un flashmob gli studenti hanno composto una svarga, antico simbolo del fuoco nel ricamo popolare ucraino. L’immagine diffusa dai canali filorussi è stata ribaltata e privata del contesto” (David Puente, Open, 2.6). Se è ucraina, la svastica è solare.
Er Tacito dei Parioli. “Sfida sulle statue degli imperatori. La Russa: ‘È il busto di Augusto’. Calenda: ‘Non sa che dice, è Tito’. Il prof. Carandini: ‘Non è Tito, aveva i capelli e questo è calvo. Non rappresenta alcun imperatore romano. Organizzo un corso per entrambi’” (Corriere della sera, 2.6). Sull’arte romana Calenda è persino più attendibile che sull’Ucraina.
Libertà condizionale. “Ma tu cosa avresti fatto se a tua moglie incinta avrebbero tagliato…” (Elisabetta Fiorito di Sky, X, 31.5). Mah, non sapressi, però ora ci pensabbi.
Agenzia Sticazzi. “Silvia Salis e il bagno di folla in Puglia tra pasticciotti, pesce crudo e politica” (Corriere.it, 1.6). E poi dicono che non c’è più il giornalismo d’inchiesta.
Slurp/1. “Sempre diverso ma uguale a se stesso: Carlo Calenda, il Picasso della politica” (David Allegranti, Dubbio, 4.6). Uahahahah.
Slurp/2. “Mattarella faro degli italiani piace anche a chi vota a destra” (Repubblica, 1.6). Duce, tu sei la luce.
Slurp/3. “Silvia Salis, fresca e di ambizione scatenata, di spaventosa determinazione, furba di tre cotte, 40 anni portati magnificamente, bionda e brillante, spregiudicata e competitiva… In questa situazione – un casino, no? – sono tre le personalità che possono provare a mettere, per rango, mestiere e astuzia, un po’ d’ordine: Franceschini, Renzi e Bettini” (Fabrizio Roncone, Corriere della sera, 31.5). Come leccarne quattro con una lingua sola.
I droni sbagliati. “Quei droni nel cielo sopra i Baltici. La vita tra bunker e pattugliamenti. Lettonia, Estonia, Lituania si stanno attrezzando contro l’uso di velivoli senza pilota” (Domani, 7.6). Che, fra l’altro, erano tutti ucraini.
I droni buoni. “Drone ucraino esplode in un porto romeno” (Corriere della sera, 6.6). Stavolta che si fa: si dichiara guerra o si ringrazia?
Ball fiction/1. “Prodi e il gelo su Elly: ‘Ce l’avessimo noi una come Meloni’” (Libero, 7.6). Frase mai pronunciata da Prodi.
Ball fiction/2. “Papa Leone XIV: ‘Putin fermi le violenze in Ucraina’” (Stampa, 7.6). Frase mai pronunciata da Leone XIV.
Il titolo della settimana/1. “Il Colle striglia il Fatto e spiega alla sinistra come funziona la grazia” (Libero, 5.6). Come nella Fattoria degli animali di Orwell.
Il titolo della settimana/2. “Minetti, Mattarella al contrattacco: ‘Sì alla grazia, nessuna segretezza’” (Domani, 5.6). L’ha tenuta segreta, ma con la massima pubblicità.
Il titolo della settimana/3. “Zelensky a Putin: ‘Incontriamoci per finire la guerra’” (manifesto, 5.6). Mi sa che è diventato pure lui putiniano.
Il titolo della settimana/4. “Mafia, archiviati Berlusconi e Dell’Utri. Marina: ‘Trent’anni di fango’” (Stampa, 5.6). E non hai visto i prossimi.
"Mi piace"Piace a 13 people
“Mercenario. “Travaglio Marco, senza un Montanelli o un sacro Biagi a fare da semafori (vite lampeggianti, spese tra bordelli reali prima, imperiali dopo), ancora negherebbe di sapere da quale punto della patta gli emerga il pistolino” (Andrea Marcenaro, Foglio, 5.6). Questo è talmente pirla che, ogni volta che pensa di insultarti, ti erige un monumento.”
Questo del Foglio, sarabbe un giornalista ? Povera Italia…
"Mi piace"Piace a 1 persona
“Sempre diverso ma uguale a se stesso: Carlo Calenda, il Picasso della politica”
Eccolo:
😆
"Mi piace"Piace a 5 people
È davvero deprimente vedere come i “giornali” esultino per il rinnovo della grazia alla Minetti.
Una volta serviva il fascismo per far digerire alla stampa le veline, oggi basta l’assegno annuale sui sussidi di Stato.
"Mi piace"Piace a 5 people
Patrick, non esultano per la Minetti. Esultano contro il Fatto. È tutta una questione personale tra giornali e giornalisti.
"Mi piace"Piace a 4 people
Si, ovviamente intendevo quello.
"Mi piace"Piace a 5 people
chi era ? Mi sembra che fosse la mafia a mettere una testa di cavallo mozzata davanti all’ uscio del delatore per indurlo a tacere o a ritrattare le propria confessione …I tempi cambiano e qualcun’altro utilizza sistemi simili per indurre anche lontano dalla patria un testimone scomodo a cambiare la propria versione dei fatti data spontaneamente .
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie alla Redazione di Infosannio…..
"Mi piace"Piace a 1 persona
Lo sappiamo, qui in Italia non bisogna disturbare il manovratore. Nella vicenda Santa Maria Minetti, è un continuo mandarsi messaggi in codice e tutto ha un suo perché. Un tempo c’erano i muretti a secco, oggi abbiamo mezzi forse meno cruenti ma ugualmente devastanti per chiudere la bocca a chi non si allinea. Lunga vita a Marco Travaglio.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Alla señorita Graciela sono state graziosamente poste le seguenti opzioni: o muori oppuramente diventi ricca! Ovviamente la giudiziosa fanciulla ha scelto la seconda.
In ogni caso quelle che veramente valgono – come sanno gli studenti al primo anno delle facoltà di legge in tutto l’orbe terracqueo – sono le dichiarazioni espresse davanti a un giudice in sede processuale. Tutto il resto, comprese le affermazioni sottoscritte al cospetto di un notaio, non valgono una emerita ceppa! Ma perché si istruisca un processo bisogna che una Procura, milanese o uruguagia poco importa, sulla base di forti indizi o prove, rinvii a giudizio qualcuno/a. Da una parte una dipendente licenziata per non aver voluto sottostare ai voleri dei proprietari del ranch e dall’altra una puta dalla consumata esperienza (provata) in ben due continenti.
La ineffabile procuratrice milanese Nanni, sulla base di un nutrito dossier a carico della “professionista d’alto bordo”, nel frattempo passata al ruolo di maitresse per meriti ottenuti in rinomate alcove d’Italia e Uruguay, dovrebbe rinviare al Gip il carteggio perché decida il rinvio a giudizio e quindi passare la causa nelle mani di un Gup anziché, per non disturbare il presidente della Repubblica, chiudere l’incartamento con il timbro dell’archiviazione.
Vogliono trascinare sul banco degli imputati il direttore del Fatto?? Facciano pure! Il processo sarà svolto in diretta televisiva mondiale. Il FQ diventerà il primo (per vendite) quotidiano d’Italia. Punto.
PS. Mattarella farebbe bene a richiedere alla procura milanese e al ministro Nordio una ri-ulteriore indagine conoscitiva a carico della “puta dei due mondi”. La quale, in un processo, potrebbe gettare più luce sui festini di Arcore con esiti ancor più compromissori per la stessa memoria della buonanima, per la cui difesa si è verosimilmente mossa la figliolanza ben introdotta nella procura milanese.
"Mi piace"Piace a 2 people