
(Giuseppe Conte) – Ministro Nordio, ricordo perfettamente quando si presentò in Parlamento, il 5 febbraio 2025, per giustificare gli ostacoli che lei stesso aveva frapposto all’esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti del generale libico Almasri.
Il comportamento del Governo italiano rappresentò una delle pagine più disonorevoli per uno Stato di diritto: rimpatriare con un volo di Stato un uomo accusato di gravissimi crimini di guerra, in aperta violazione degli obblighi derivanti dalla giustizia internazionale.
Quel giorno lei sostenne argomentazioni a dir poco surreali: che la documentazione fosse in inglese; che vi fosse un’imprecisione nelle date; che l’arresto fosse stato eseguito, ma nel modo sbagliato perché si sarebbe dovuta attendere una sua richiesta; soprattutto, che la sua decisione non costituisse un “atto dovuto”, perché le sarebbe spettata una valutazione discrezionale sul merito della richiesta della Corte penale internazionale.
Ascoltai quelle spiegazioni con profondo sconcerto, incredulo che principi fondamentali della giustizia internazionale potessero essere piegati fino a questo punto.
Oggi è stata depositata la sentenza n. 143 del 2026 della Corte costituzionale, dedicata proprio al caso Almasri. Ed è una sentenza che smonta, punto per punto, quella ricostruzione e certifica ancora una volta l’inadeguatezza del vostro Governo.
La Corte chiarisce, anche a futura memoria, che la legge n. 237 del 2012, con cui l’Italia ha dato attuazione allo Statuto della Corte penale internazionale, non attribuisce alcuna discrezionalità al Ministro della Giustizia. Al contrario, gli impone di dare pronta esecuzione alla richiesta della Corte, trasmettendo immediatamente gli atti al Procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma. Solo in presenza dell’esigenza di tutelare principi costituzionali preminenti — come i diritti fondamentali o l’identità costituzionale della Repubblica — il Ministro può seguire un diverso percorso, ma anche in quel caso è tenuto ad agire con la stessa immediatezza.
In altre parole, la Corte costituzionale ha dovuto intervenire con una pronuncia additiva per impedire che interpretazioni arbitrarie della legge potessero ripetersi.
Ministro Nordio, ora che la Corte costituzionale l’ha smentita in modo così netto, cosa intende fare? Ritiene di trarne le conseguenze? Oppure resterà al suo posto, come se nulla fosse accaduto?
Temo di conoscere già la risposta.
Del resto, da un Governo che ha scelto di proteggere e rimpatriare un presunto criminale di guerra come Almasri, potevamo davvero aspettarci che non facesse scudo anche attorno al sottosegretario Delmastro?
Dubito che agli italiani freghi qualcosa di Almasri.
Giggina Meloni va inchiodata al muro sulla sicurezza, sull’economia e le difficoltà delle famiglie italiane, sulle cose che interessano all’italiano medio, povero, precario, tartassato. Il 95% della popolazione insomma.
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