Intervista al vicepresidente dei 5 stelle che boccia il nuovo sistema di voto

(di Gabriella Cerami – repubblica.it) – La legge elettorale è «politicamente sbagliata nel merito e anche nei tempi, visto che arriva a fine legislatura e in un momento in cui il Paese deve affrontare ben altre emergenze». Il vicepresidente del M5S, Michele Gubitosa, boccia la riforma e rifiuta l’invito della maggioranza a trattare.
Perché neanche un tentativo di dialogo con i partiti di governo?
«Non ci sono le condizioni, visto che in commissione è arrivato un testo palesemente blindato, con un impianto per noi non sostenibile».
PUBBLICITÀ
In che modo pensate di agire?
«Non ci si limiterà a dire che politicamente non siamo d’accordo. Troveremo il modo e lo strumento per fare le nostre proposte in Parlamento».
Sarà una proposta dell’intero campo largo con emendamenti comuni?
«Non è escluso, ma non abbiamo ancora avuto modo di discuterne perché la maggioranza ci ha buttato addosso una legge elettorale con una accelerazione che hanno voluto imprimere dopo che sono usciti sconfitti dal referendum sulla giustizia».
E come M5S cosa contestate di questa legge?
«È una legge che allontana ancora di più gli eletti dagli elettori. Ed è palese il tentativo della maggioranza di provare a rimanere arroccati al potere ora che stanno perdendo consensi».
Dunque, quali saranno le vostre proposte di modifiche?
«Cercheremo di garantire sia la governabilità sia il rispetto dell’intenzione del voto del cittadino, senza pensare a chi potrebbe trarne beneficio guardando i sondaggi».
E il premio di maggioranza?
«È indecente il listino dei 105 parlamentari super nominati, 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama. E poi è troppo alto. Il fatto che in questa versione di legge si sia alzata la soglia per il premio dal 40 a 42% non basta. È positivo invece che abbiano tolto il ballottaggio».
Se la maggioranza presenterà un emendamento sulle preferenze lo voterete?
«Noi siamo sempre stati a favore delle preferenze, ma l’impianto della legge è completamente sbagliato. Aggiungendo o togliendo un elemento, il nostro giudizio complessivo non cambia».
Come sceglierete il candidato premier della coalizione, che avete l’obbligo di indicare?
«Prima vengono i temi, dopo che si trova una convergenza sui temi, si parlerà del candidato premier e a quel punto le primarie potrebbero essere la strada giusta».
“La legge elettorale è «politicamente sbagliata nel merito e anche nei tempi, visto che arriva a fine legislatura e in un momento in cui il Paese deve affrontare ben altre emergenze».”
Come il rosatellum, legge elettorale a marchio pd e approvata quattro mesi prima delle elezioni politiche 2018. Che scopo aveva tale legge?
"Mi piace""Mi piace"
Dite la verità: voi pensate seriamente che i cittadini siano una massa di cOgli0ni, vero?
"Mi piace""Mi piace"
Esito delle politiche 2018, col rosatellum marchiato pd
L’ex segretario del Pd, Matteo Renzi, rivendica il merito di aver fatto esplodere il Movimento 5 Stelle con il suo ‘no’ a una possibile alleanza di governo tra pentastellati e dem: “Sono esplosi i 5 Stelle. E ne rivendico il merito. Quando sono andato da Fazio a dire ‘mai coi 5 Stelle’ l’effetto sul medio periodo è stato la distruzione dei 5 Stelle”.continua su: https://www.fanpage.it/politica/matteo-renzi-con-il-mio-no-ho-distrutto-il-movimento-5-stelle/https://www.fanpage.it/
"Mi piace""Mi piace"
Ma diamo spazio anche alle meravigliose iniziative che ci sono.
Guarda che vero spettacolo 👇
"Mi piace""Mi piace"
Se azioniamo le pale del ventilatore per far schizzare il guano… Accendiamolo
I creatori dello “Scudo. Le regole attuali che disciplinano l’esenzione dalle firme per le elezioni politiche si trovano all’interno del Rosatellum (Legge n. 165/2017).
Questa legge elettorale è stata fortemente voluta, votata e approvata da una specifica maggioranza parlamentare:
PD. Capogruppo dell’epoca, Ettore Rosato,che ha dato il nome alla legge. FI.Lega Nord. Alternativa Popolare guidata da Angelino Alfano.Questo blocco di partiti ha strutturato la legge in modo da garantire l’esenzione totale dalla raccolta firme a due categorie:
1. I partiti già costituiti in gruppo parlamentare autonomo in almeno una delle Camere all’inizio della legislatura.
2. I partiti che avevano presentato liste con il proprio simbolo nelle elezioni precedenti conseguendo almeno un seggio
Chi si è aggregato per evitare le firme (I beneficiari). L’esistenza di queste maglie della legge ha spinto moltissime forze politiche minori (o neonate) a fare vere e proprie “fusioni a freddo” o apparentamenti dell’ultimo minuto solo per ereditare lo scudo dell’esenzione di un partito più grande e non dover scendere nelle piazze a raccogliere decine di migliaia di firme cartacee in pochissimi giorni.Le aggregazioni strategiche più famose avvenute nelle ultime tornate elettorali includono:
Chi si è aggregato Chi ha prestato lo “Scudo”:
Articolo 1, MDP, Sinistra Italiana: Sfruttarono il seggio di Possibile. Si unirono sotto il cartello Liberi e Uguali.
Centro Democratico (Tabacci). Gruppo parlamentare di Tabacci (già esente) Ha “ospitato” nel suo simbolo +Europa nel 2018 e successivamente Impegno Civico(Di Maio) nel 2022, salvandoli dall’obbligo delle firme.
Noi Moderati(Lupi, Brugnaro, Cesa, Toti)
UDC / Coraggio Italia. Hanno fuso quattro sigle diverse in un unico contrassegno per sfruttare le esenzioni dei parlamentari uscenti dei rispettivi movimenti.
Azione(Calenda) e Italia Viva (Renzi) Gruppo parlamentare alla Camera ha creato la lista unica del “Terzo Polo” nel 2022, per evitare la raccolta firme grazie alla presenza dei parlamentari uscenti di Italia Viva.
Il meccanismo della “Matrioska”:Questo sistema permette a un partito titolare del diritto di esenzione di inserire nel proprio contrassegno nazionale il micro-simbolo di un alleato più piccolo. Legalmente la lista risulta presentata dal soggetto esente, ma politicamente permette a chi non ha le firme di comparire sulla scheda elettorale.
In sintesi, i grandi partiti tradizionali (PD, Forza Italia, Lega) hanno blindato il sistema nel 2017 per tutelare se stessi, mentre le forze centriste, di sinistra radicale o i neonati movimenti di rottura hanno sistematicamente sfruttato la nascita di coalizioni e “liste civetta” parlamentari per aggirare l’ostacolo burocratico delle firme.
"Mi piace"Piace a 1 persona