
((estr. Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Ogni volta che apre bocca Carlo Nordio ci ricorda che è ancora ministro della Giustizia e fornisce nuovi elementi di incredulità a chi si domanda come sia possibile. L’altroieri era partito bene: “Non ho la più pallida idea del delitto di Garlasco e anche se l’avessi non la direi perché non posso pronunciarmi su un procedimento in corso”. Infatti si è subito pronunciato con un bell’assist a chi pretende la revisione della condanna di Stasi: “Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta da una Corte d’Assise e da una Corte d’appello? È un paradosso che nasce da una legislazione che andrebbe cambiata”. Quindi, se va cambiata, non c’è nessun paradosso nella condanna di Stasi in base alle regole vigenti. E nessuno può saperlo meglio di Nordio che nel 2001, pm a Venezia, sporse una querela temeraria contro Dario Fo e Francia Rame per un articolo satirico: i due artisti furono assolti in Tribunale e in Corte d’appello, ma lui fece ricorso in Cassazione, non ritenendolo affatto un paradosso, neanche quando gli diede torto pure quella. Del resto il giudizio di legittimità sulla conformità delle sentenze di merito alla legge e alla Costituzione può darlo solo la Cassazione: e su tutte, di condanna e di assoluzione. Perché l’errore giudiziario è la condanna dell’ innocente, ma anche l’assoluzione del colpevole (come si scoprì essere Stasi proprio grazie all’annullamento dell’assoluzione).
[…]
Su un punto però Nordio ha ragione: non ha la più pallida idea di ciò di cui parla. Stasi non fu affatto “assolto da una Corte d’assise”, ma da un gup di Vigevano (Vitelli, che ci ha pure scritto un libro) in udienza preliminare, perché aveva scelto il rito abbreviato. E il gup, grazie al maresciallo Marchetto (condannato e poi prescritto per falsa testimonianza) che non l’aveva sequestrata, non poté valutare una delle prove regine: la bici nera da donna della famiglia Stasi vista da due testimoni poggiata al muretto di casa Poggi all’ora del delitto e poi sparita. Così assolse Stasi in base all’art. 530 comma 2 Cpp (la vecchia insufficienza di prove). La bici non entrò neppure nel processo in Corte d’Assise d’appello, che incredibilmente respinse l’istanza dei Poggi di riaprire il dibattimento. Fu grazie all’annullamento in Cassazione (anche per quel buco nei primi due giudizi) che nel secondo appello si svolse finalmente una istruttoria regolare e completa. Anche sulla bici. Infatti Stasi fu condannato a 16 anni (24 meno lo sconto per l’abbreviato) su una serie di “indizi gravi, precisi e concordanti”: bici inclusa. E la Cassazione confermò “oltre ogni ragionevole dubbio”. Qui l’unico paradosso è che Nordio sia ancora ministro della Giustizia.
QUESTO E’ QUELLO DI IERI
UN PIED-A-TERRE ALLA COPPIA SCHLEIN-RENZI PRIMA DI CONVOLARE A (IN)GIUSTE NOZZE
Ritorno al passato
di Marco Travaglio
Una domanda a Elly Schlein, senza polemica: ma che senso ha incontrare nel 2026 Barack Obama, emblema delle sconfitte del centrosinistra passato promosso a spirito guida per la vittoria del centrosinistra futuro? A parte l’estetica della photo opportunity a Toronto che ritrae lui di fronte e lei di spalle, come una giovane fan che chiede l’autografo alla rockstar, c’è un aspetto politico che riassume alla perfezione l’equivoco della leadership schleiniana.
L’ex attivista diventata famosa nel 2013 con Occupy Pd dopo il tradimento dei 101 franchi tiratori contro Prodi al Quirinale, poi uscita dal partito per le porcate renziane, poi rientrata nel 2023 per esser eletta segretaria dagli elettori (gl’iscritti avevano scelto Bonaccini), doveva cambiare il partito. Invece continua a comportarsi come se il partito avesse cambiato lei: ha riaccolto pure la tenia Renzi che lo corrose dall’interno fino alla disfatta del 2018 e all ’operazione Draghi del 2021, e ora è uno dei suoi più ascoltati consiglieri in attesa di nidificare con qualche fedelissimo nelle liste del Pd dopo il decesso di Italia Morta. E infatti, dopo il giusto omaggio a Sánchez, che è un contemporaneo e tiene posizioni coraggiose, Elly è retrocessa a Obama, già idolo di Renzi con Blair, Clinton, Trudeau, Valls e altri cari estinti della “terza via” che ha distrutto la sinistra mondiale. E continua con la “quarta via” di quell’ altro genio di Starmer, premier da 22 mesi e già bollito.
Che diavolo potrà mai insegnare Obama ai progressisti del 2026? Doveva chiudere il lager di Guantanamo, che è ancora lì. Doveva assicurare un futuro di pace (gli diedero persino il Nobel sulla fiducia) e in otto anni di presidenza bombardò sette Paesi: Afghanistan e Iraq, da cui si guardò bene dal ritirarsi; e poi Siria, Libia, Somalia, Yemen e Pakistan, con migliaia di vittime civili. Il disastro in Nordafrica dovremmo ricordarlo bene, visto che lo paghiamo tuttora: le “primavere arabe ”sostenute manu militari da Obama produssero, oltre all’assassinio di Gheddafi e alla caduta di Mubarak, lo sfarinamento della Libia e il golpe filoccidentale di al Sisi in Egitto (le elezioni democratiche le avevano vinte i Fratelli Musulmani, quindi non valevano). E la destabilizzazione dell’Ucraina, usata come testa d’ariete contro la Russia e l’Europa, iniziò con Bush jr. e proseguì con Obama, con il vice Biden e la loro mestatrice Nuland al grido di “Fuck Europe!”. Le piazze progressiste piene di giovani che contestano da tre anni lo sterminio israeliano a Gaza, i doppi standard dei “buoni ” e le loro guerre illegali tutto chiedono fuorché un ritorno al peggiore passato: quello della “sinistra di destra”
camuffata da terze o quarte vie, che attira i padroni, ma mette in fuga gli elettori.
il Bomba sta indicando a Elly quanto sia scarso Conte.
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il Bomba sta indicando a Elly quanto sia scarso Conte.
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Che coppia…il mondo è proprio cambiato non ci sono più le coppie di una volta… ma per una poltrona si è disposti a tutto!
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Sicuramente il direttore porta tanti elementi nel dibattito che giustificano il comportamento apparentemente straordinario della cassazione ma fossi in lui,proprio per restare fuori dai giochi e riporre nella magistratura l’ indispensabile fiducia, non sposerei apriori le tesi di una o dell’ altra parte in causa , pur riconoscendo la legittimità e le motivazioni dell’ operato passato della alta corte . Siamo uomini e non macchine quindi possiamo sbagliare anche se mossi dai più nobili intendimenti e anche collettivamente talvolta.
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Povero Nordio, tutti gli danno addosso solo perché non capisce una mazza di giustizia!
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