
(di Michele Serra – repubblica.it) – Anni fa vidi un documentario illuminante, “Keep Quiet”. Storia (vera) di un leader neonazista ungherese dei nostri tempi, Csanád Szegedi, che scopre di avere origini ebraiche. Per lui, antisemita, è un colpo inaccettabile. Ne rimane stordito. Ma per superarlo e rialzarsi non trova altra maniera che trasformarsi in ebreo ortodosso.
Tutto quello che sta nel mezzo deve sembrargli mediocre: ha un’indole così animosa che solo una identità “forte” può dargli requie. Non esiste sfumatura di grigio che possa imprimersi nella sua retina. O bianco, o nero. Non esiste identità “mista”, composita, ibrida (come quella della maggioranza degli umani) che basti a placare il suo disperato bisogno di sentirsi “puro”, interamente definibile solo se porta impressa in fronte una etichetta precisa, inequivocabile.
Ripenso a Szegedi ogni volta che un fanatico si prende la scena — rubandola agli altri. Penso che la condizione determinante non sia dovuta alla sua uniforme (in quale milizia politica o religiosa si sia arruolato) ma al suo essere fanatico. Penso che tra il tizio (o i tizi) che usano la Brigata Ebraica come un tram per inneggiare a Netanyahu nel cuore di un corteo che celebra la liberazione e la cacciata degli invasori; e il tizio (o i tizi) che gli urlano “sei solo una saponetta mancata”, non ci sia una grande differenza. Sono lo stesso tizio, gli stessi tizi. Il fanatico è un tipo umano (quasi sempre maschio, il testosterone ha un suo ruolo politico) che si sente vivo solo nello scontro frontale. Non è vero che ci sono gli “opposti estremismi”. L’estremismo è uno solo.
Ci sono estremismi e estremismi . Per esempio ,nel nostro continente oggi è al potere un estremismo fanatico interpartitico che è razzista nei confronti della Russia a tal punto da non riuscire a fare distinzioni neanche tra avvenimenti storici e culturali distanti tra loro secoli . Nega la verità sulla vittoria sul nazismo da parte della Russia e ,in qualche caso ,anche di quella sulla Cina ,dimenticando totalmente il collaborazionismo criminale di alcuni paesi nordorientali europei con i nazisti . Poi ci sono i fanatici di centro che vedono tutto a loro misura per poter orchestrare la propria vita con comodità ,prendendo volta per volta la posizione più conveniente per sistemare le proprie necessità : una volta vicini ai compagni , un’ altra vicino ai camerati , un po’ socialisti,un po’ populisti, e se occorre ,anche un po’ fascisti o nazionalisti ,ma sempre molto molto moderatamente.
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Quattro cose uccidono la democrazia: l’avidità l’ignoranza, il fanatismo e la stupidità.
Grazie a Dio, nel governo Meloni le abbiamo tutte e quattro. Del peggio non ci facciamo mancare nulla.
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Volendo, le differenze le trovi eccome! C’è il fanatico che uccide e quello che “fanatico” non dovrebbe esserlo ma che il fanatico lo protegge o gli vende le armi! In questo caso, Serra ha ragione, anzi, è pure peggio perché, guardando bene, a volte fai fatica a vedere la differenza tra fanatico e non! O forse, il fanatismo infetta un po’ tutti o, quanto meno, anche molti “liberali” e “democratici”!
Poi, l’esempio dell”ebreo ortodosso (fanatico) che prima era neonazista (fanatico) non sconvolge affatto. E qui mi fermo…
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