
(Carlo Rovelli – corriere.it) – Anche la costruzione della prima bomba nucleare è il risultato di un errore e di un grave malinteso. La Germania aveva i migliori scienziati del mondo, una grande potenza industriale, uranio, acqua pesante, tutto quanto serviva. Perché la prima bomba è stata costruita negli Stati Uniti? Il motivo è semplice. I tedeschi non ci hanno provato seriamente. I fisici tedeschi, principalmente Werner Heisenberg, il suo collega e amico Friedrich von Weizsäcker, ripetutamente interpellati dal governo tedesco, hanno ripetutamente risposto al governo che non sarebbe stato ragionevolmente possibile costruire la bomba nel breve tempo entro il quale ci si aspettava la risoluzione della guerra. La storia ha mostrato che Heisenberg e i suoi colleghi avevano ragione.
La corsa alla bomba dettata da un timore infondato
La bomba infatti, nonostante il colossale sforzo americano, è stata costruita mesi dopo la capitolazione delle Germania, quando la terribile sfida che ha portato a 70 milioni di morti era decisa. Ma, ahimè, mentre i fisici tedeschi hanno sostanzialmente detto al governo tedesco che fare la bomba per vincere la guerra ere impossibile, dall’altra parte, negi Stati Uniti, i fisici, sbagliando, hanno detto al governo americano due cose: che sarebbe stato possibile costruire la bomba prima della risoluzione della guerra. E cosa cruciale, che bisognava farla, perché altrimenti la facevano i tedeschi. Si sbagliavano in entrambe le cose. Primo perché sono arrivati dopo che la guerra era finita, la Germania si era arresa e il Giappone aveva già perso tutte le grandi regioni conquistate.
Ma il secondo motivo per il quale si sbagliavano è quello drammatico. Sostenevano con passione che i fisici tedeschi stessero costruendo la bomba. Con questo argomento hanno convinto i politici a dare loro montagne di soldi. Non era vero.
I fisici americani pensavano che i colleghi tedeschi stessero costruendo la bomba. Non era vero.
A causa di questo errore di valutazione, siamo entrati nell’era atomica in maniera conflittuale anziché collaborativa. Scienziati come Einstein, Wheeler, Teller, Szilard e altri, si sono sbagliati a giudicare cosa stava facendo la scienza tedesca. Non vi è alcun dubbio, a giudicare dalla produzione intellettuale dei fisici teorici tedeschi durante la guerra – tutta concentrata su altre questioni -, che non vi era alcuna vera passione in loro per la costruzione della bomba. Il timore per la bomba di Hitler era infondato.
La catena di errori e i suoi effetti sul presente
Se gli scienziati negli Stati Uniti non fossero stati presi dal panico e avessero aspettato, se non avessero sbagliato a immaginare cosa stava succedendo in Germania, se la ricerca si fosse sviluppata in un momento di pace, forse non vivremmo l’incubo in cui siamo oggi. In rischio imminente di morire tutti bruciati vivi.
La forza dell’atomo avrebbe potuto essere una forza di pace, se gli esseri umani fossero stati abbastanza ragionevoli da metterla sotto un controllo internazionale condiviso, come hanno fatto con le armi biologiche o le armi chimiche.
Siamo in una girandola di paure che ci porta a massacrarci l’un l’altro
Il motivo per cui rischiamo seriamente, oggi più che mai, di morire tutti bruciati vivi, è la paura esagerata e immotivata che abbiamo gli uni degli altri. È lo stesso oggi. L’Europa si arma perché ha paura della Russia. La Russia invade l’Ucraina perché ha paura della Nato. Israele bombarda Teheran perché ha paura che Teheran abbia la bomba atomica. Teheran vuole la bomba perché ha paura di essere bombardato da Israele e dagli americani. Il Giappone si sta riarmando perché ha paura della Cina. La Cina si sta armando perché ha paura di essere stritolata militarmente dall’America. E così via all’infinito. In una girandola di paure reciproche ci porta costantemente a massacrarci l’un l’altro.
Proposta: e se smettessimo? Non sarebbe meglio per tutti? All’interno degli Stati, siamo riuscito a trovare il modo di non ammazzarci costantemente a vicenda. Possibile che siamo così stupidi da non riuscirci fra Stati?
Ora basta Rovelli con queste automarchette editoriali per la promozione del suo libro e della sua categoria, i fisici, ripetendo come una miss inarrestabile che vorrebbe la pace nel mondo e che è stato tutto un equivoco, siamo tutti buoni.
Gli scienziati tedeschi la bomba quasi sicuramente non la volevano costruire, probabilmente l’hanno pure sabotata, forse non ci sarebbero riusciti neanche volendo.
Ma dall’altra parte gli scienziati ebreiamericani che si sono “sbagliati” avevano una volontà precisa, che si è realizzata, sia pure in ritardo, e l’esperimento voluto da Truman sulle cavie giapponesi, non era casuale ma era voluto in funzione antisovietica (non certo per la resa del Giappone ) e gli stessi democratici avrebbero voluto in più occasioni la replica.
Ormai la finzione è’ caduta, il nuovo equilibrio della deterrenza potrà essere assicurato solo dalla proliferazione nucleare a tutte le potenze regionali.
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E’ abbastanza urticante,per Galileo Galilei in primis, il fatto che una grandissima mente,non dubitabile, debba sfruttare il suo nome e curriculum,enorme,
per fare facile moralismo su Giganti del passato, da un paio di anni a questa parte.
Questa “spocchia giudicante” (super CIT) preannuncia l’inizio ufficiale di una nuova carriera?
Quando essere renitente alla leva e portare i sandali ,non ti fa un vero Hippy.
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Condividiamo l’antipatia per Rovelli -ma non tutte le ragioni in relazione a questo scritto- e, in genere, poco altro.
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Personalmente non è antipatia, ma quel sentimento simile a quello che potrei provare vedendo un Eddie Merckx di 120kg che cade dalla bici perchè brillo, dopo aver giocato a carte al bar.
Sul resto non saprei mi fido di lei,sulla parola, sperando che la divergenza di opinioni non le crei noia ma possa in futuro essere occasione di un onesto confronto.
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