
(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Quando nell’ottobre del 2022 Giorgia Meloni pronunciò il famoso “non sono ricattabile”, in risposta alle contumelie di Silvio Berlusconi nei giorni della fiducia al governo, forse non aveva riflettuto a fondo sul concetto di ricattabilità. Che, quando si diventa premier di un’armata brancaleone, deriva dalla natura dei personaggi che ci si accolla, ancora prima che dall’esercizio del ricatto in quanto tale. Un po’ come nella citatissima “Catena di affetti” del film Amici miei: ovvero i cari che il Sassaroli impone al Melandri di prendersi in carico insieme a sua moglie Donatella. Nella commedia all’italiana della grazia presidenziale a Nicole Minetti […] siamo tentati di affibbiare, rispettosamente, al ministro Guardasigilli Carlo Nordio il profilo del cane Birillo, per la fedeltà dimostrata alla memoria del fu Cavaliere. Il quale, a quanto si disse, avrebbe preferito sulla poltrona che sovrintende agli affari di Giustizia la più affidabile (per lui) Casellati. Dovette accontentarsi di quel Nordio che, in base al principio della eterogenesi dei fini, si rivelerà per Giorgia Meloni un flagello, il prezzo salatissimo per non essersi fatta ricattare. Vedi i disastri combinati dal ministro con il tonfo del referendum sulla separazione delle carriere e, adesso, con l’assai imbarazzante intrigo Minetti: graziata dal Quirinale con il conforto del suo timbro dopo il nullaosta della Procura milanese.
[…]
Non sappiamo in che misura la premier fosse consapevole del ruolo strategico ricoperto dall’affascinante Nicole nel pacchetto berlusconiano degli affetti. Tale da riuscire a smuovere mari e Colli. Fatto sta che lei la signora Cipriani se l’è vista cascare addosso come il frutto marcito di qualche antico ricatto maturato nelle indimenticate cene eleganti. Che, cene e bunga bunga, torneranno il prossimo 27 maggio agli onori delle cronache con la ripresa, a Milano, dell’assai piccante processo Ruby-ter. La riabilitazione (si direbbe piuttosto precaria) della Minetti potrebbe essere spiegata in un contesto più ampio: quello che mira a restaurare l’immagine, diciamo così etica, di Silvio Berlusconi. Onde consentire alla sua creatura Forza Italia di collocarsi come possibile gamba moderata di un futuribile governo di centrosinistra che metterebbe ai margini, da una parte la Meloni, e dall’altra Conte e Schlein. Per saperne di più, la non ricattabile Giorgia forse dovrebbe rivolgersi a Marina Berlusconi. Colei che nella Catena degli affetti possiede la chiave del robusto lucchetto.
“Non sappiamo in che misura la premier fosse consapevole del ruolo strategico ricoperto dall’affascinante Nicole nel pacchetto berlusconiano degli affetti.”
o il Padella è smemorato o prende per il qulo.
Chi è che si è precipitata in questura a recuperare la nipote di Mubarak? la Minetti
Chi sono quelli che poi hanno votato in parlamento giurando che fosse vero? la destra
A quel tempo la signora meloni che faceva? la ministra del IV governo berlusconi.
anche questo a sua insaputa?
"Mi piace"Piace a 3 people