‘La decisione dopo le dichiarazioni del maestro sull’orchestra’

(ansa.it) – La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi”.
Si legge in una nota della Fondazione.
“La decisione – si spiega – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra”.
Giuli: ‘Piena fiducia al sovrintendente della Fenice’
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia”. Si legge in una nota, dopo l’annuncio del sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le collaborazioni con Beatrice Venezi. “Con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado; nell’interesse del Teatro e della città di Venezia”, aggiunge Giuli.
Esultanza!! 🎊🎉🎊🎉🎊🎉!! Ce l’abbiamo fatta!!
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L’arroganza non paga cara venezi!! Volare basso e imparare funziona molto di più!
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Ciao Mokj. Mi spieghi i termini della questione? Mi ha colpito il tuo “ce l’abbiamo fatta”. Un po’ ho seguito la vicenda ma non ho mai approfondito.
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Mi permetto di sintetizzare.
La signora Venezi non è di sinistra e chi l’ha nominata non è prima andato in pellegrinaggio da chi ritiene di avere mandato divino per rilasciare il benestare. Principalmente il problema sta qui.
In un Paese (o nazione) dove tanti occupano posti perché raccomandati e non perché competenti (riguardo la competenza: Toninelli, Di Maio, i profondi rossi contabili di Conte, qualcuno ricorda ? altro che teatro di musica) la signora Venezi non è certo uno scandalo. Certo, non è von Karajan o Muti, ma c’entra?
Tuttavia, la signora, prima di dire quel che ha detto al giornalista spagnolo, avrebbe dovuto farsi dare la lista dei nomi degli orchestrali e controllare i cognomi. Perché buttare lì una frase il cui senso lato (e nemmeno tanto lato) è chiarissimo, in Italia, è del tutto inopportuna se non suffragata da prove oppure se non semplicemente pronunciata inter nos.
Sarebbe interessante se quell’elenco se lo fosse mai fatto dare davvero. Si scoprirebbe chi mente (lei) e non si capisce bene perché lo ha fatto oppure chi ci marcia (e, in questo caso, si capirebbe benissimo il perché).
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Era ora, non se ne poteva più!
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pare che accusava gli orchestrali di nepotismo!
lei, la praticante amichettismo, da che pulpito, se vero…!!!
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È vero. Il bello è che non sa l’abc di come funzionano i concorsi per gli orchestrali della Fenice e come degli altri teatri stabili italiani.
Ha mostrato di ignorare come avvengono i concorsi nelle orchestre italiane: si suona dietro un paravento, chi li ascolta ignora l’identità dello strumentista.
Vengono chiamati in seguito a regolare concorso davanti ad una commissione esaminatrice e in varie fasi e non per chiamata diretta.
RIPETO, SUONANO DIETRO UNO SPESSO PARAVENTO.
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La Venezi, che è lucchese, scorda che nientemeno che Giacomo Puccini era discendente di una famiglia di musicisti, il talento artistico si può ereditare. Un figlio con i dovuti titoli può superare concorsi e selezioni per entrare nella stessa orchestra dal padre senza scandalo alcuno. Tutt’altra cosa una nomina per vicinanza politica, dove la musica è del tutto estranea.
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LICENZIATA, GLI ATTACCHI AL TEATRO LA FENICE: DA MUSICISTI PER EREDITÀ AGLI «<ABBONATI OVER 80>>
«All’estero si domandano come mai una fondazione teatrale gestita con soldi pubblici, dello Stato, possa essere in mano ai sindacati, gestita in un contesto totalmente anarchico».
Al concerto di Capodanno l’orchestra appuntò sul frac la spilletta di protesta, coinvolgendo il direttore Michele Mariotti e il pubblico. E lei con protervia: «Almeno potevano mettersi uno Swarowski». Tra poco dirà che tutti gli orchestrali hanno fatto pubblicità agli shampoo
All’Opera di Nizza fu accusata d’essere fascista. E lei: «Il gruppetto che mi ha contestato? Sono quattro sfigati.
Affermò di essere la prima donna ad aver lavorato all’opera in Georgia e in Azerbaigian: «In Armenia addirittura sono stata la prima donna in assoluto a salire sul podio».
Meglio per lei se rinnova il contratto con il teatro Colòn a Buenos Aires in Argentina visto che sui social circolano video di lei sorridente a cavallo in Argentina:(lì sì è il posto giusto per fare carriera, visto che accolsero nazi e divise nere in fuga, vuoi che non ci sia posto per lei, con cotanto padre forzanovista?).
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Se non fosse stata licenziata, per attirare i giovani, c’è stato il rischio di leggere sui cartelloni: il Signore degli Anelli.
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Un’altra testa che cade dopo la vittoria del No al referendum, ma concordata e fatta in maniera molto soft.
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Questa, a parte il dimenarsi e scuotere continuamente la chioma, potrebbe al massimo dirigere il traffico. L’arroganza è quella tipica modello Santanché. Comunque non basta, deve essere cacciato pure Colabianchi, che si intende di musica lirica come io di uncinetto
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Colabianchi i titoli accademici li avrebbe, anche se dove ha lavorato nessuno prima lo rimpiange. Ma anche lui occupa quella poltrona grazie all’appartenenza politica e finora si è dimostrato inadeguato nella gestione del Teatro e nel trattare con le maestranze. Ha mollato la Venezi probabilmente non di sua iniziativa, visto che l’ha difesa a oltranza fino al giorno prima, la riprova è che Giuli ha subito affermato che la decisione era assolutamente autonoma. Invece sono intervenuti i fratelli d’Italia, compreso il fine musicologo Donzelli, il mese prossimo a Venezia si vota.
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Se dovesse dirigere il traffico come mena fendenti con le braccia, rischiano incidenti stradali tutti quanti. https://www.youtube.com/watch?v=HctKWEXiRus
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grande Virginia Raffaele…
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