
(estr. di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – […] Sembrava impossibile, ma in qualche modo ci stanno riuscendo ancora: gli illuminati strateghi del centrosinistra, o se preferite campo progressista, campo largo, campo santo eccetera, stanno sperperando la vittoria del No al referendum. Una vittoria che – ovviamente – non era dipesa solo dal centrosinistra, perché tra i tanti No c’era (c’è) anche gente di centrodestra, oppure astenuti che a oggi mai voterebbero il campo largo, ma che certo aveva cortocircuitato Giorgia Meloni. Non a caso, dopo la sconfitta del sì, si sono susseguiti nella maggioranza crisi, dimissioni, scazzi, sfighe e altre letizie. In tutto questo sfacelo altrui, ai luminari dell’opposizione sarebbe bastato assecondare il declino meloniano, rinunciando per una volta al tafazzismo. Macché. Ecco come il campo progressista sta applicando alla lettera il Manuale su come suicidarsi con una Meloni in panne.[…]
Perdere tempo a parlare di tecnicismi. Primarie sì, primarie no. Ne stanno parlando da un minuto dopo la vittoria del No. Tutto molto bello (?), ma davvero c’è qualche elettore appassionato a un tema simile? Il leader va scelto in una maniera molto semplice. Prima si scrive il programma, poi si sceglie il leader. E il leader non può che essere scelto in tre modi. 1) Un nome “esterno” che piaccia a tutti (ciao core). 2) Le primarie di coalizione (così vince Conte, che infatti le vuole mentre il Pd no). 3) Fa il presidente del Consiglio chi ha preso più voti alle elezioni (così vince il Pd, che infatti sposa questa opzione mentre i 5 Stelle no). Fare “gioco di squadra” almeno una volta nella vita è proprio impossibile, eh?
[…]
L’ottusa sbornia per Silvia Renzis. Rieccoci! Per disinnescare sinistra e progressisti, i soliti noti – renziani, giornaloni e intellettualoni – hanno inventato il mito di Silvia Salis, a oggi discreta sindaca di Genova, ma totale parvenu in termini di leadership nazionale. Cosa ha fatto di politicamente rilevante la Salis per meritare queste attenzioni? La divinizzazione della Salis, donna intelligente e scaltra che sa usare la comunicazione (al di là dei toni robotici da Super Vicky), è tanto disonesta intellettualmente quanto scema. E ricorda parecchio la sbornia per Renzi – che verosimilmente manovra questo delirio collettivo dall’alto del suo 2% elettorale – che devastò questo paese (e la sinistra) tra 2014 e 2018. Roba da matti.
L’eterna faida tra piddini e grillini. L’alleanza tra Pd e M5S, da ambo le parti, resta per molti una fusione a freddo. Non poche le differenze, infinita la mancanza di fiducia reciproca. Litigi, sabotaggi, faide infantili. Non ce la fanno proprio ad andare d’accordo. E nel frattempo la destra gode.
[…] Il tenero bonellismo. Prescindibile corrente politica per cui, anche se non hai carisma e come leadership vali meno di Don Lurio, ti permetti pure di dare lezioni, inventare aut aut e atteggiarti manco fossi Berlinguer. Ora, di grazia: c’è qualcuno al mondo che pensa che si possa battere la destra con un “leader” come Bonelli?
Gli infiltrati. Il Pd è pieno di gente che non c’entra nulla col centrosinistra e dovrebbe subito andare (o tornare) da Renzi e Calenda. I nomi sono i soliti: Picierno, Delrio, Guerini, Fiano eccetera. Antichi e ormai decadutissimi sfollatori di consensi, che non sfigurerebbero dentro quei centrini para-berlusconiani e destrorsi in stile Marattin (con rispetto parlando). Cosa abbiamo fatto per meritarci questa gente e cosa aspetta Schlein a indicargli la porta?
I feticisti del centrino. Sono quelli che ripetono che senza Renzi, Calenda, Magi e derivati non vinci. Mica lo vogliono capire che, se te li metti in casa, forse prendi un 3-4% in più, ma in compenso perdi quasi tutti i voti di sinistra e grillini. Un po’ è tontaggine politica, ma più che altro è tutta gente che preferirebbe financo Gasparri ai 5 Stelle. Siam sempre lì: continuiamo così, facciamoci del male… [,,,]
I vincitori del referendum sono stati i cittadini che hanno scelto la magistratura al posto della casta partitica ,non il centrosinistra di Fassino ,Letta e Picierno e Draghi .Quindi fare somme tra patate e cetrioli non porta da nessuna parte caro Scanzi. C’è bisogno di un programma? Sì,ce n’è bisogno come il pane. E quali sono gli ingredienti per vincere le elezioni in modo positivo e fattivo a favore della gente ? No riarmo, no aumento spese Nato ,no guerre , si diplomazia , stato sociale e gestione pubblica di scuola, sanità al 100%.
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a’ Scansie,
se i piddini non fanno altro che infilarti il coltello nelle coste, che dovrebbero fare i 5stelle (basta scrivere e dire grillini, non esistono più), prego accomodatevi c’è anche la giugulare?
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Ti sono fischiate le orecchie, eh? Continua, continua. Prenditi tanti “mi piace” qui su Info, che “nel frattempo la destra gode”. Oppure rivolgiti a uno bravo, che risolva le tue manie di persecuzione.
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lo sanno anche i sassi, che faresti di tutto per il tuo rignanese, anche ad ingoiare con voluttà i suoi peli scrotali superflui
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Oohhh, è tornato il vero Maresciallo, quello cafonissimo. Io parlavo del Pd non di Renzi.
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