
(ANSA) – I democratici hanno presentato una misura per la creazione di una commissione di 17 membri dedicata a valutare l’idoneità di Donald Trump alla presidenza ai sensi del 25 emendamento.
La commissione valuterà quattro parametri: malattia fisica o disabilità, malattia mentale o deficit cognitivo, uso di alcol e droghe, e qualsiasi altra circostanza che renda il presidente incapace di esercitare le sue funzioni.
La misura è stata presentata dal deputato Jamis Raskin e da altri 50 democratici della Camera. “La fiducia nelle capacità di Trump a svolgere i suoi compiti è crollata ai minimi. Siamo su un pericoloso precipizio ed è ora che il Congresso si assuma le sue responsabilità in base al 25mo emendamento”, ha detto Raskin.
Il test andrebbe fatto soprattutto agli elettori.
In generale nel mondo.
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Non sono Presidenti Usa, solo idioti.
Io sottoporrei questo alla commissione:
https://infosannio.com/2026/03/13/mary-trump-la-nipote-di-trump-mio-zio-donald-mostra-tutti-i-sintomi-di-un-disturbo-di-personalita/
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È la stessa commissione che doveva esaminare le capacità cognitive di Biden ?
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é il sistema naziliberista che è marcio, corrotto e criminale…
si spera non sia troppo tardi quando si sarà costretti a prenderne atto e usare soluzioni drastiche.
tipo quelle usate nel 1789…!
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Il presidente Richard Nixon, esponente di rilievo del Partito Repubblicano, si dimise dalla carica nel 1974 per anticipare l’imminente impeachment in seguito allo scandalo Watergate.
Il caso Nixon è legato principalmente alla minaccia di un impeachment, non all’uso del 25° emendamento (che riguarda l’inabilità del presidente).
Ruolo dei Repubblicani: Durante la crisi, alcuni repubblicani ruppero i ranghi di partito e giocarono un ruolo decisivo, distanziandosi da Nixon e rendendo le dimissioni l’unica via praticabile per evitare la condanna.
Ruolo dei Democratici: I democratici, all’opposizione, guidarono la spinta per l’impeachment nel Congresso, lavorando per far luce sulle responsabilità presidenziali legate allo scandalo Watergate.
Il 25° Emendamento: La norma, che consente al vice-presidente e alla maggioranza del gabinetto di dichiarare il presidente “inabile” a esercitare le proprie funzioni, non venne attivata per Nixon, ma è stata citata in epoche successive (come nel caso di Donald Trump) dai democratici come strumento per rimuovere un presidente repubblicano. In sintesi, le dimissioni di Nixon furono una decisione politica (dei 2 rami) per evitare un impeachment quasi certo, con un Congresso (in cui i democratici erano maggioranza) intenzionato a rimuoverlo e un supporto repubblicano in calo.
Allo stato attuale… Quanti repubblicani appoggerebbero i democratici?
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https://www.2duerighe.com/esteri/197504-trump-e-la-rimozione-di-un-presidente-negli-usa-tra-impeachment-e-25-emendamento.html
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Io ero convinta che Clinton fosse stato destituito per impeachment… invece la procedura fallì…
Impeachment di Bill Clinton – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Impeachment_di_Bill_Clinton
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Sì fallì.
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Fallì e non rassegnò le dimissioni.
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Non se n’era andato? 🤔
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No. Nel 1998 venne sottoposto ad impeachment per falsa testimonianza e ostruzione della giustizia dopo lo scandalo Lewinsky, ma venne assolto dal Senato. Negli ultimi tre anni del suo mandato, il bilancio federale ha avuto un avanzo primario positivo.
In una sessione del Congresso, che si apprestava ad aggiornare i suoi membri dopo le elezioni del 1998, la Camera dei Rappresentanti votò a favore dell’impeachment del Presidente Clinton, dopo lo scandalo Lewinsky.
Clinton fu il 3* Presidente, dopo Andrew Johnson e Richard Nixon (Watergate) ad essere messo in stato di accusa. La motivazione per l’inizio del procedimento fu l’accusa di aver mentito riguardo alla sua relazione con la stagista ventiduenne Monica Lewinsky durante una deposizione sotto giuramento presso il processo su Paula Jones.
Dopo che Kenneth Star, incaricato dal Congresso, pubblicò l’ormai famoso Rapporto Starr trovando “informazioni sostanziali e credibili che il Presidente Clinton abbia commesso azioni che possono costituire una base per l’impeachment”, la Camera iniziò la procedura nel dicembre del 1998.
Il processo a Bill Clinton nel 1999, il Giudice Capo della Corte Suprema Chief Justice William H. Rehnquist presiede la seduta
Mentre la votazione presso la Commissione Giustizia della Camera si concluse rapidamente con tutti i Democratici contrari e tutti i Repubblicani a favore, il dibattito all’intera Camera fu molto ampio. Le due accuse passate alla Camera (più che altro con il sostegno dei Repubblicani, ma anche con qualche voto dei Democratici) erano per falsa testimonianza e ostruzione della giustizia nel processo Paula Jones.
Mentre alla Camera spetta il compito di formalizzare l’accusa, è compito del Senato giudicare il Presidente.
Il Senato rifiutò di iniziare il processo prima dell’imminente fine della legislatura, per cui fu posticipato. Clinton era rappresentato dallo studio legale Williams & Connolly di Washington. Il processo iniziò il 22 gennaio 1999 e si concluse il 12 febbraio 1999, per un totale di ventuno giorni. Nel voto finale, 50 votarono per la condanna (e 50 per l’assoluzione) per il reato di ostruzione della giustizia, mentre per il reato di falsa testimonianza solo 45 per la condanna (55 per l’assoluzione).
La Costituzione statunitense richiede i due terzi dei voti favorevoli alla condanna per rimuovere un ufficiale sottoposto ad impeachment, per cui Clinton fu assolto da tutte le accuse. Il voto finale seguì le linee di partito, anche se alcuni Repubblicani votarono per l’assoluzione.[
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