Il cantante e Chigi non confermano la puntata. Giorgia Meloni ha nella manica l’arma finale per vincere il referendum che teme di perdere: Pulp podcast con Fedez e Mister Marra. Fonti vicine al governo dicono al Fatto che la trasmissione sarebbe già stata registrata domenica […]

Referendum giustizia, l’arma della disperazione: Giorgia a “Pulp Podcast” da Fedez per battere il No

(estr. di Marco Lillo e Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – […] Giorgia Meloni ha nella manica l’arma finale per vincere il referendum che teme di perdere: Pulp podcast con Fedez e Mister Marra. Fonti vicine al governo dicono al Fatto che la trasmissione sarebbe già stata registrata domenica e che andrà online giovedì in modo che la bomba virale esploda sui social a due giorni dall’inizio del silenzio elettorale. C’è un 40% di elettori indecisi. Tantissimi giovani. La vittoria o la sconfitta si gioca su questa trincea. Dopo essersi consultata con i suoi, Giorgia avrebbe deciso di giocarsela. Pulp podcast è stato scelto per il numero dei follower (302mila su Youtube) e per la capacità di fare visualizzazioni sui contenuti politici. Se Vannacci ha fatto 1,8 milioni e Renzi o Gasparri un milione – si ragiona a Palazzo Chigi – che numeri potrà fare Giorgia ‘l’influencer’?

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Siamo di fronte all’ennesima svolta (involutiva) nella comunicazione istituzionale. Certo, Giorgia ci aveva abituato a performance pre-elettorali pop. Tipo i due celebri meloni ammiccanti del 2022: “25 settembre, t’ho detto tutto”. Però non era presidente del Consiglio. Di fronte ai sondaggi in bilico ogni freno inibitorio viene meno: à la guerre comme à la guerre.

Sui particolari della registrazione regna il segreto, nemmeno fossero i Pentagon papers. Il Fatto ha provato a chiedere lumi a Fedez e all’ufficio comunicazione di Palazzo Chigi (invano). Sul profilo Instagram, unica labile traccia: il podcaster Davide Marra ha postato una foto mentre dialoga in studio con qualcuno. Si vede solo una mano (che sembra femminile) sbucare dalla manica. Intanto c’è da interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto la presidente del Consiglio a pensare di spiegare a Pulp podcast la sua prima (e speriamo ultima) riforma costituzionale. Va detto che il solco era stato tracciato già dal vicepremier. Tajani a dicembre aveva offerto ottimo materiale per Luca e Paolo. A DiMartedì il duo comico aveva mostrato la foto del ministro sorridente in giacca accanto a Fedez con una sobria maglietta gialla con la scritta “Nesquirt” (concetto ignoto al ministro degli Esteri come la minaccia di guerra in Iran a Crosetto).

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Non sappiamo nemmeno se, tra i tanti casi di malagiustizia e media-giustizia evocati nella fantomatica conversazione online ci sarà il Pandorogate di Chiara Ferragni. Uno dei pochi casi in cui i due influencer (Meloni e Fedez) si siano incrociati mediaticamente prima d’ora. Magari Fedez avrà fatto ascoltare quel che disse di Meloni il 19 dicembre 2023 su Youtube: “Evento alquanto singolare è che pochi minuti fa – arringava Fedez – la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul palco della sua fantastica festa del partito abbia deciso di salire sul palco e di parlare delle priorità del paese. Avrà parlato della disoccupazione giovanile? No. Ha parlato della manovra finanziaria che stanno facendo col culo (…)? No. (…) Ha deciso di dire: ‘Diffidate dalle persone che lavorano sul web’. Questa è la priorità del nostro presidente del consiglio! (…) Quando siamo noi che dovremmo diffidare dei politici (…) Mia moglie impugnerà (…) anche perché mia moglie a differenza di Santanchè non ha potuto usufruire dell’immunità (…) voi invece avete questo poterino in più. Ma magari se la Santanchè non avesse avuto questo potere forse dal palco avrebbe detto diffidate di noi stessi”. Due ottimi slogan da riproporre anche per questa campagna referendaria: “Diffidate delle persone che lavorano sul web. Diffidate di noi stessi”.