La presidente della Commissione cerca di dettare la sua linea in politica estera e provoca la reazione della famiglia socialista: “Questo mondo multipolare richiede soluzioni multilaterali. Non sfere di influenza, dove la politica di potenza sostituisce il diritto internazionale”, ha replicato il politico portoghese

(di Gianni Rosini – ilfattoquotidiano.it) – Gli interessi strategici dell’Europa vengano prima del rispetto delle regole internazionali. Ursula von der Leyen parla come Donald Trump e apre un’altra spaccatura nella già instabile maggioranza centrista al Parlamento europeo. Una maggioranza che da diversi mesi mostra uno spostamento sempre più a destra, come voluto da un’ampia fetta del Partito Popolare Europeo, tanto da essere stata ribattezzata ‘maggioranza Giorgia‘. E anche questa volta le dichiarazioni della presidente della Commissione provocano la reazione non solo della famiglia socialista, ma anche dei vertici di altre istituzioni Ue e membri della stessa Commissione, come il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la commissaria per la Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera.
Le ultime uscite dell’ex ministra tedesca sul conflitto in Iran le avevano già attirato critiche, come successo sia per l’Ucraina che per Gaza. Non spetta a lei, hanno ribadito i critici, dettare la linea dell’Ue in politica estera che rimane invece di competenza dell’Alto rappresentante Kaja Kallas e del Consiglio Ue. Non a caso, è proprio Costa a prendere una posizione diversa dalla capa del Berlaymont: “Dobbiamo difendere l’ordine internazionale basato sulle regole. Dobbiamo sostenere i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, come delineato nei nostri Trattati. Le violazioni del diritto internazionale non devono essere accettate, che si tratti di Ucraina, Groenlandia, America Latina, Africa, Gaza o Medio Oriente. Le violazioni dei diritti umani non devono essere tollerate, che si tratti di Iran, Sudan o Afghanistan“, ha dichiarato l’ex primo ministro portoghese. Una risposta chiara alle parole di von der Leyen che, parlando agli ambasciatori dell’Ue lunedì, aveva detto che l’Europa “non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale” e ha bisogno di “una politica estera più realistica e orientata agli interessi“: “Dobbiamo riflettere urgentemente se la nostra dottrina, le nostre istituzioni e il nostro processo decisionale, tutti concepiti in un mondo postbellico di stabilità e multilateralismo, abbiano tenuto il passo con la velocità del cambiamento che ci circonda. Se il sistema che abbiamo costruito, con tutti i suoi tentativi, benintenzionati, di consenso e compromesso, sia più un aiuto o un ostacolo alla nostra credibilità come attore geopolitico”.
La presidente della Commissione, però, deve fare i conti col fatto che non tutti all’interno del suo team considerano credibile un cambio di postura a livello internazionale che vada addirittura contro ai principi impressi nei Trattati dell’Unione europea. Lei stessa aveva salutato i raid israeliani e americani contro la Repubblica islamica come “una rinnovata speranza per il popolo oppresso dell’Iran e sosteniamo fermamente il suo diritto a determinare il proprio futuro”. Ma per Costa non è questo l’approccio che deve avere l’Ue: “L’Ue è al fianco del popolo iraniano. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro – ha continuato – Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un’ulteriore escalation. Un percorso del genere minaccia il Medio Oriente, l’Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico”. Ed è proprio quel sistema unilaterale, nato dopo la fine dell’Unione Sovietica e che gli Stati Uniti stanno cercando di difendere a ogni costo, che deve essere combattuto: “Questo mondo multipolare richiede soluzioni multilaterali. Non sfere di influenza, dove la politica di potenza sostituisce il diritto internazionale. La guerra è motivo di estrema preoccupazione. L’Iran è responsabile delle cause profonde di questa situazione. Ma l’unilateralismo non potrà mai essere la strada giusta”. E conclude: in Medio Oriente “finora c’è un solo vincitore, la Russia. Continua a minare la posizione dell’Ucraina offuscando il diritto internazionale. Ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina con l’aumento dei prezzi dell’energia. Trae profitto dalla deviazione di capacità militari che altrimenti avrebbero potuto essere inviate a sostegno dell’Ucraina. E beneficia della ridotta attenzione al fronte ucraino, mentre il conflitto in Medio Oriente diventa centrale”.
Critiche sono arrivate anche dalla vicepresidente della Commissione per la Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera. Le dichiarazioni sull’ordine mondiale, ha detto, sono state “una riflessione ad alta voce con cui si può essere d’accordo o meno”, chiarendo di avere una posizione diversa. “È importante ricordare che il rispetto del diritto internazionale è una premessa fondamentale, non solo dal punto di vista morale o di costruzione della pace, ma anche dall’ottica della sicurezza dello spazio europeo – ha dichiarato Ribera ai media – Credo sia molto pericoloso entrare in un dibattito in cui sembra essere messo in discussione il diritto internazionale o la necessità di lavorare al margine del diritto internazionale. Non credo fosse questa la sua intenzione, ma non mi sembra appropriato il modo in cui si è espressa”. Ribera prova quindi a fornire una soluzione alternativa al confronto con le altre potenze mondiali senza venire meno ai principi stabiliti dai Trattati Ue: “Noi come europei abbiamo un dovere speciale, una speciale responsabilità nella difesa dell’ordine internazionale. E naturalmente ci sono bulli, ma non si fa fronte ai bulli infrangendo le regole e accettando l’abuso. Al contrario, li si affronta cercando una coalizione. È fondamentale che oggi l’Europa difenda con fermezza il valore del diritto internazionale, che chiuda le fila con il segretario generale delle Nazioni Unite, che cerchi la formula per portare il dibattito dove corrisponde, che è se questa guerra è legale o è illegale, se l’uso della forza sia legittimato o meno e in che modo si possa arrivare a una de-escalation e tornare a una situazione in cui i conflitti si risolvono in maniera pacifica”.
Questa €uropa è un presidio dell’ impero del male.
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L’ho postato ieri e lo ripropongo perchè lo ritengo molto significativo e “sconsolante”.
E’ un video breve
Cosa nasconde la Von Der Leyen?
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