Gli Usa non possono tollerare un Iran alleato di Cina e Russia. E per l’Europa finiscono gli ideali di Ventotene

(Massimo Cacciari – lastampa.it) – Questa volta, almeno, ci vengono risparmiate le ideologie sulla “guerra di liberazione”. Certo possiamo trovarne ancora qualche cantore, ma solo tra i vassalli dei Trump e dei Netanyahu, i quali, come non si sognano più di perdere il proprio tempo discutendo alle Nazioni Unite o con gli “alleati” europei, così si mostrano interessati alla liberazione del popolo iraniano da decenni di despotismo teocratico quanto all’insediamento di una Repubblica di incorruttibili in Venezuela. Credo che anche la questione del nucleare rimanga in realtà del tutto in secondo piano.
Trump non ci fa certo leva come il suo collega Bush jr., ancora zavorrato da consuetudini di pseudo diritto internazionale, alla ricerca di rendere “giusta” l’invasione dell’Iraq con la storia delle armi di distruzione di massa. Che importa se meno di un anno fa l’Intelligence americana aveva detto che non esistevano prove concrete dello sviluppo di un armamento atomico in Iran. Che gli ayatollah desiderino avere l’atomica è cosa ovvia. E un Paese che ne dispone diventa intoccabile o quasi. Vedi Corea del Nord. Perciò l’obbiettivo che gli ayatollah certamente perseguono va a ogni costo impedito. Giusta guerra preventiva – come chiamavano quella da loro scatenata gli Imperi austro-ungarico e prussiano nel 1914.
La posta in gioco è ben superiore a tutte le ragioni che vengono sbandierate in questi giorni. Il disordine globale degli ultimi anni sta via via condensandosi intorno ad alcuni nodi fondamentali, ovvero precipitando alle questioni ultime sulle quali o si determinerà un nuovo Patto tra i grandi spazi imperiali, analogo a quello stabilito in forza della Seconda Grande Guerra, o non vi sarà alternativa alla catastrofe. In questo gioco, dove gli Imperi cercano di posizionarsi nelle condizioni migliori in vista sia della prima che della seconda possibilità, l’Iran gioca un ruolo essenziale.
L’Iran non è l’Iraq, non è paragonabile a altri Stati medio-orientali, è un medio-impero, con una storia millenaria, determinante gli equilibri dell’intera area. Ma non solo, le sue alleanze sono di peso strategico per il complesso delle relazioni geo-politiche. Questo è il punto: abbattere la potenza dell’Iran significa assestare un colpo determinante all’intesa, e più che intesa, che andava maturando, sul piano di una cooperazione a tutto campo, tra Iran, Cina e Russia. Intesa che avrebbe potuto allargarsi, oltre la dimensione economico-commerciale, ad altre potenze regionali, come il Pakistan.
In un mondo dove i conflitti regionali dilagano, in cui a un ritmo insostenibile per l’Occidente si affermano nuove potenze economiche che danno vita a intese e alleanze tra loro, vedi Brics, per rivendicare la propria autonomia anche politica, gli Stati Uniti non potranno mai “volentieri” acconsentire a un Iran strategicamente alleato a Cina e Russia, e quindi a un controllo di tutte le “rotte” energetiche da parte di una tale alleanza. E siamo al problema: o le leadership mondiali comprendono di essere giunte alla soglia fatale, riconoscono le rispettive ragioni e trovano intorno a esse un patto-compromesso (la sola “pace” concessa a noi mortali), oppure la valanga diverrà inarrestabile.
Siamo in guerra, e falsificazioni, propaganda, chiacchiere fanno parte di questo gioco feroce. Restano, semplici nella loro crudezza, gli atti che segnano irreversibilmente un mutamento d’epoca, una nuova stagione del discorso e della prassi politica, il crollo definitivo di una cultura che aveva segnato il secondo dopoguerra e l’avvio dell’Unione europea.
Non solo nessun leader europeo ne è oggi l’erede, ma la maggior parte nasce dalle correnti ideologiche che più fieramente l’avevano contrastata. Ventotene e Camaldoli dove siete? Solo dieci anni fa avevano ancora l’impudenza di celebrarvi. C’è oggi quasi da sentire nostalgia per quei rituali ipocriti. È venuto meno anche il rispetto per i defunti. A Ventotene si pensava a un ordine internazionale federale, non «mediante un impero che riduca gli altri Stati a suoi vassalli», un ordine «che sottragga alla sovranità di tutti gli stati associati i mezzi con cui possono far valere i loro particolarismi egoistici», un ordine dotato di un corpo di leggi «al quale tutti egualmente debbono essere sottomessi».
Quali utopie da anime belle! Oggi la nostra Realpolitik esalta Imperi e, allo stesso tempo, moltiplica nazionalismi e sovranismi con i quali staterelli vari coprono la loro condizione di vassallaggio. Ai laici di Ventotene rispondevano allora i cristiani-cattolici di Camaldoli: non dimenticate la persona! La persona viene prima dello Stato, e lo Stato lo riconosce attraverso la sua azione vòlta a liberarla da tutti gli ostacoli che ne impediscono il pieno sviluppo e la piena partecipazione alla vita politica. Che salutare disincantamento anche da queste prediche, le quali, direbbero i Vance, frenano la competizione, sprecano risorse a fini assistenzialistici, limitano l’efficienza decisionistica degli esecutivi! E a Ventotene e a Camaldoli invocavano insieme: “pace”.
Anzi, lo scrivevano addirittura: ripudiamo la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Illusi; come potevano capire la natura degli Imperi se li detestavano moralisticamente? Un Impero non può ripudiare la guerra, almeno fino a quando la pace non sia la sua pace, quella che viene dalla sua vittoria e dallo schiacciamento del nemico. Pax romana, appunto.
E così, a forza di Realpolitik, siamo passati dal ripudio al non ripudio della guerra, al ritenerla infine una situazione normale, il mezzo standard con cui si risolvono i conflitti. Superfluo anche ormai discutere sulle ragioni di una parte o dell’altra – dispute scolastiche, sofistiche. Chi è più forte ha un diritto di natura a intervenire là dove ritenga minacciati i propri interessi. Ma chi è oggi il più forte? Se l’Occidente crede di esserlo e si sbaglia, il suo errore sarà fatale per il pianeta Terra.
Cacciari e’ un filosofo che non vede la realta’: non c’entrano niente Cina e Russia, questa e’ l’ennesima guerra combattuta dagli USA per lo Stato sionista che vuole la grande Israele e che ricatta Trump con i file di Epstein. Tutti questi voli pindarici sono solo per coprire il vero genocida
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Potrebbe essere una lettura corretta, ma nulla oramai mi stupisce sinceramente.
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La repubblica teocratica esiste dal 1979 e questo non ha impedito il traffico dei prodotti petroliferi dal golfo persico attraverso lo stretto di Hormuz. Certo, il posizionamento dell’ Iran all’ interno dei Brics ha un significato particolare che certamente non fa piacere agli Usa e ai cultori dei petrodollari ma le aspirazioni espansionistiche sioniste sono altrettanto rilevanti nella determinazione di questo conflitto.Sarebbe il caso che di ciò prendessero atto i governanti europei e che cessassero ipocritamente di parlare di diritti civili e donne da proteggere. Se proprio ci tenessero tanto ne parlerebbero con i loro amici sauditi.
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le cause di una guerra sono molteplici ma è evidente, dato il cambio repentino della politica di trumpiana iniziale che qualcosa è successo, e quel qualcosa è che israele ricatta trump, che poi questo ricatto dipenda dagli epstein files o altro è irrilevante
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quindi questa guerra è anche contro i brics, è anche per il controllo del commercio del petrolio (gli usa sono produttori, esportatori e si candidano ad essere i controllori se se riescono a controllare anche hormuz), e ovviamente è anche la guerra per la grande nazione sionista che senza iran fra i piedi è libera di fare quel che vuole sia politicamente che economicamente (immaginatevi kushner con gli occhioni a forma di dollaro o meglio petroldollaro) e trasformare il medio oriente una immensa dubai, e tutto ciò facendo ciao ciao con la manina alla cina
tutto questo però dipende dall’esito di questa guerra, l’iran è un osso duro, bibi e trump si giocano il tutto per tutto, e lo faranno adesso o mai più dato il resto del pianeta è totalmente succube sia per manifesta incapacità o perchè sul libro paga o sotto ricatto
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Bravo Cacciari…alla buon ora.
Frega una cippa dell’IRAN “in sé e per sé” e pure la lobby ebraica transnazionale( starò mica diventando un becero complottista?😆) che ha il suo gran bel potere, in questo caso è abbastanza marginale al contrario di chi vuol far passare l’idea che BIBI manovri Donaldo e l’america intera.BULLSHITS.
Ma il disordine non porterà a nessuna catastrofe( nessuna guerra atomica mondiale).
Il disordine è ben controllato,voluto e “ordinato”.
Appena gli yankees avranno fatto grippare il motore economico cinese con i continui “bastoni fra le ruote”, potranno godersi altri 40anni di dominio a vendere hamburger in giro per il mondo e scoppierà di nuovo la pace.
Chevvuoi che sia qualche centinaia di migliaia di morti in giro per il mondo, se possono continuare a garantire il benessere ai loro cittadini fornendogli gentilmente pizza all’ananas,fentanyl,tende per dormire sulle strade e l’internette a banda larghissima(più larga del campo largo) ? Questo e altro.American first…
O almeno queste sono le loro intenzioni.
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