
(Ugo Magri – lastampa.it) – Tutti d’accordo col presidente della Repubblica, anzi di più. A giudicare dalle reazioni entusiastiche, la politica non si aspettava altro: un intervento forte, deciso, definitivo che spegnesse sul nascere l’incendio delle polemiche referendarie. Dunque applausi da sinistra e da destra, in qualche caso ipocriti. Addirittura c’è chi nei palazzi ha giocato sull’equivoco sostenendo che Sergio Mattarella, nel suo blitz di ieri mattina al Csm, non ce l’avesse con nessuno in particolare e che il suo obiettivo fosse quasi di stampo ecumenico, un richiamo generalizzato a 360 gradi nel nome del rispetto reciproco. «State buoni, se potete», per dirla col titolo di un celebre film. In realtà le cose stanno diversamente perché il richiamo del presidente aveva e ha un palese destinatario: il ministro Guardasigilli. È a lui in primo luogo che il discorso è rivolto. Senza le scomposte accuse di Carlo Nordio all’organo di autogoverno dei magistrati, definito nientemeno che «paramafioso», si può star certi che Mattarella non avrebbe ritenuto necessario, tantomeno urgente, rimettere le cose a posto.
Di parole grosse se ne sono udite parecchie nelle ultime settimane, alcune francamente ingiuriose. Se n’è reso protagonista il capofila delle toghe, Nicola Gratteri, quando ha equiparato ai criminali chi voterà a favore di carriere separate nella magistratura. Un’esagerazione, senza ombra di dubbio. Non si è tirata indietro nemmeno la premier, Giorgia Meloni, imputando ai giudici di ostacolare la lotta contro i trafficanti di esseri umani: altro colpo sotto la cintura. Gli attacchi vengono scambiati da entrambi i fronti e Mattarella, che non è nato ieri, riconosce il diritto di sostenere ciascuno i propri argomenti, anche sopra le righe, perché siamo un Paese libero (e finché lo siamo). Mette però un limite invalicabile, ribadito ieri: le istituzioni, perlomeno quelle, non debbono farsi guerra tra loro. Le delegittimazioni reciproche non sono tollerabili. Il governo, nella persona del ministro di Grazie e giustizia, è tenuto ad astenersi dalle aggressioni verbali nei confronti del Csm, istituito dalla Costituzione a garanzia dei magistrati e a tutela della loro autonomia dal potere politico. Tanto più se a presiedere il Csm è il capo dello Stato in persona.

Quel confine Nordio l’ha travalicato in un’intervista mai ritrattata e anche volendo Mattarella non poteva far finta di niente. Il ruolo gli imponeva di mettere un freno, sebbene esporsi comportasse dei rischi. Ad esempio di essere frainteso. Oppure di venire arruolato e strumentalizzato nel fronte del No. O ancora di non risultare sufficientemente persuasivo, il che sarebbe il pericolo senza dubbio peggiore. Tuttavia tacere, a fronte di palesi strappi al galateo istituzionale, avrebbe reso ancora più inevitabile farsi sentire tra qualche giorno o tra qualche settimana, magari a ridosso del voto referendario, perché quando si imbocca una china ripida è poi difficile fermare la corsa. Ecco perché il presidente non le ha mandate a dire segnalando egli stesso l’eccezionalità del proprio intervento davanti al Csm: mai in undici anni si era fatto vivo a Palazzo dei Marescialli per presiedere una riunione ordinaria, con un paio di nomine minori all’ordine del giorno.
Una severità necessaria. Tanto più se le intemerate del ministro Guardasigilli, come in molti sospettano, fanno parte di un piano più ampio e dietro gli assalti al Csm c’è un disegno politico di cui Nordio è solo l’esecutore, la testa d’ariete. Motivo di più per mandare da subito un avviso ai naviganti: ulteriori forzature non saranno ammesse. Mattarella se ne fa garante da presidente della Repubblica. Proprio in questa sua veste è intervenuto al Csm e lo ha fatto pesare, certo non per caso. Anche questo è un segnale di determinazione. Vuol dire che Mattarella mette in gioco il prestigio di presidente e la sua vasta popolarità perché nessuno possa immaginare, per imporsi nel referendum del 22 e 23 marzo, di ridurre le istituzioni a un cumulo di macerie fumanti su cui piantare la propria bandiera.
gratteri non ha detto che chi vota si è un criminale ha detto che i criminali in Calabria voteranno si ma la busiarda non si smentisce mai
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Per i non piemontesi :
La Busiarda=La Stampa
😃
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Questa volta non riuscirete a rigirare la frittata. Ha detto proprio che votano si solo i criminali. Le giustificazioni successivi sono peggio delle affermazioni.
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Modalità vittimismo estesa a tutti gli indagati camerati e piduisti
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Siete in modalità falsari. D’altra parte é l’unica cosa che sapete fare. Ma non é colpa vostra. Siete solo gli eredi di quelli che credevano che la vera democrazia ci fosse nell’URSS e si preparavano ad accogliere l’armata rossa nel caso di scontro tra i due blocchi. Grazie a dio l’URSS è scomparsa prima dello scontro finale anche se in Italia, pur cambiando nome non cambiarono il loro concetto di democrazia e lo hanno inculcato in testa a tanti imbecilli.
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E come diceva Proietti ar cavaliere nero nun glie’ dovete da rompe er ca….🤔
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“Se n’è reso protagonista il capofila delle toghe, Nicola Gratteri, quando ha equiparato ai criminali chi voterà a favore di carriere separate nella magistratura.“
Non ha equiparato il resto di niente!!!
Ha detto semplicemente che i criminali voteranno Sì.
Italiano e logica saltategli addosso!!!
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“Ha detto semplicemente che i criminali voteranno Sì”.
“Semplicemente”, ah ah ah. E secondo te quest’affermazione corrisponde al vero? È una dichiarazione seria, o una dichiarazione alla Gasparri di sinistra?
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Un altro che non ha le idee chiare
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Certo. “I criminali voteranno Sì” è in effetti una dichiarazione poco chiara.
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hai ragione è chiarissimo: i criminali hanno la convenienza pratica a votare SI,
ma non tutti quelli che voteranno SI sono dei criminali, non ancora almeno.
Diciamo che chi sarà nelle grazie del ministero di (in)giustizia non rischia niente.
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”Se A fa X, chi fa X è A?” è la prima domanda di molti test di intelligenza (con declinazioni più o meno fantasiose di A e X); solo per farti notare con chi ogni tanto sprechi tempo a discutere.
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Non ha equiparato, ha detto proprio che votano no le persone perbene e votano Si i mafiosi (se avesse voluto parlare dei calabresi avrebbe detto ndranghetisti ), indagati ecc.
Su La Stampa bisogna addolcire le parole. Questa volta l’italiano non si presta a manipolazioni. Vi conviene stare zitti e far decantare la situazione perché sta succedendo quello che succede con quell’altra materia della quale si dice che più la rigiri più puzza.
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Certo che il confine è stato superato, basta chiarire quale confine. Dal suo secondo mandato il nostro monarca ha sobriamente ratificato tutto ciò che questa destra gli ha presentato, senza mai nulla eccepire, in quale trincea si trovava prima? E oggi che lo scontro si fa duro, Lui da presidente del CSM che ruolo sta ricoprendo?
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Voteranno si tutti i direttori di raisport pagati col nostro canone incapaci di fare una telecronaca decente estratti a sorte dalle fogne di colle opppio obbligati alle dimissioni dalla propria redazione
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Voteranno SI tutti quelli che non si lavano, voteranno NO quelli profumati. Voteranno SI tutti quelli che mangiano la minestrina, NO quelli che preferiscono il minestrone. Voteranno SI quelli che fumano le sigarette elettroniche, e NO quelli da tabacco, cartina e filtro. Sembra una canzone di Gaber 🤣
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Scienziati, anche sulla presenza di Mattarella al CSM non avete capito niente.
Ascoltate tutto il discorso e capirete che quasi, quasi, oltre che difendere il CSM l’ha pure cazziato, ricordando ” difetti, lacune e errori” …
https://www.raiplay.it/amp/video/2026/02/Mattarella-il-discorso-al-Csm-Rispetto-per-il-Csm-e-tra-le-istituzioni-dello-Stato—Porta-a-porta-18022026-bfe9ce70-23fb-4477-aa19-bfef22dcc044.html
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Com è composto il CSM, oggi? A quale area politica afferiscono la quasi totalità dei nominati e degli eletti?
Con la riforma, non potrebbe accadere la ripetizione, per due o per tre di una composizione simile? Anche se governassero altri?
Il fatto possa convenire a chiunque governi, non fa sospettare di un maggior accentramento del potere giudiziario? Altro che riequilibrio e imparzialità.
Quale ruolo avrà il Pdrep rispetto ai nuovi organi di gestionece disciplina della magistratura?
Oggi il 30% scarso dei magistrato è iscritto ad una corrente. Per il 70% gli iscritti fanno parte di correnti di cdx. Magistratura Dem e altre di sx sono netta minoranza. Quindi il governo rinuncerebbe a questo orientamento della rappresentanza dei parlamentari? Basta correnti? Sicuri?
Sicuri che l Alta Corte non rifletta più l orientamento politico dell esecutivo? E perché? Ah, già, il sorteggio, dimenticavo il sorteggio. E se col sorteggio, per casualità o per sfiga, fossero eletti in maggioranza magistrati con simpatie per Magistratura democratica? Il sorteggio è sorteggio, non condizionato. quindi?
separazione delle carriere boh. I 10000 magistrati attivi so già separati. Al massimo resteranno dove sono. Senza mischiarsi al bar, al ristorante, al circolo, al golf. E guai contaminarsi con un avvocato. Tra i magistrati, niente flirt o matrimoni. Immaginate figli di sangue misto? Orrore
Fine del correntismo boh. Come? Nei csm di funzione non può essere peggio?
Equilibrio di rappresentanza boh. A che i politici non se ne preoccupino ci può credere un grande ottimista di parte. Altri, boh.
Giustizia più giusta contro i magistrati che sbagliano boh. L alta Corte sarà composta da magistrati ed esperti. Più o meno come oggi? Sembrerebbe. Il presidente dell alta corte sarà sorteggiato anche lui?
Sembrerebbe che, alla fine, triplicare i csm, e i costi relativi, vedrebbero un miglioramento sostanziale del sistema grazie al sorteggio. Se si toglie il sorteggio, che argomenti porta chi vota sì? Per convincerci che grazie al sorteggio la politica si spogliera’ addirittura dell influenza sulla magistratura. Non la vogliono controllare, la vogliono liberare da questa influenza. E questo grazie al sorteggio. Che è la vera garanzia di indipendenza dei magistrati. E che favorirà l azione e il dovere di controllo sulla corretta applicazione della legge.
Il sorteggio avrà delle regole? Qualcuno indicherà le persone tra cui sorteggiare? Non vorrei ingenerare dubbi, dopo che il sorteggio mi aveva convinto della propria assoluta bontà. Addirittura lo proporrei per le elezioni, vista la scarsa affluenza. E anche per i referendum. Due enormi urne con biglietti SI e NO. Si sorteggia e via.
Finché posso, io voto NO. se sarò sorteggiato, però
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