
(Giancarlo Selmi) – Il paradosso sapete qual è? Si dice che l’Italia sia un paese democratico e che ci sia ancora (con questo andazzo non sappiamo fino a quando) libertà di parola. Ma scusate, con questa informazione che abbiamo, fino a che punto tale democrazia esiste veramente? E fino a che punto quella libertà viene veramente esercitata? Ieri abbiamo visto il sempre più slinguante e, secondo me, più rivoltante Vespa, attaccare un (purtroppo blando, le accuse gridate da Vespa avrebbero meritato una dura reazione, che non c’è stata) rappresentante di un partito politico dell’opposizione accusandolo di essere responsabile delle azioni degli “incappucciati”.
E non si è limitato a quello, ha lapidato in assenza, gridando come un posseduto, un parlamentare di SEL che aveva partecipato alla manifestazione. Il tutto senza alcun contraddittorio (consiglio al buon Bonelli di farsi sostituire in TV). Lo ha fatto nella prima rete della televisione di stato, quella per la quale siamo tutti costretti, compresi gli elettori di SEL, a pagare un canone. In questo momento la narrazione del 95% della informazione italiana è tutta indirizzata alla criminalizzazione non di quei quattro scemi, secondo me infiltrati o utili idioti, lasciati inspiegabilmente liberi di agire, ma a quelle 50.000 persone che, pacificamente, avevano espresso con la loro partecipazione, un’idea.
Il problema è stato spostato, quindi, sulla partecipazione alla manifestazione. Perché, badate bene, il problema è esattamente quello della libertà di poter manifestare, che vogliono revocare, nessun’altra menata. È tutto organizzato, pianificato ed è liberticida. Nessuna attenzione è stata dedicata al massacro di gente incolpevole da parte della polizia, alle centinaia di persone che sono state costrette a farsi medicare con prognosi peggiori di quella del poliziotto aggredito per la bellezza di 12 secondi con un martello di gomma. Oggi è entrato in campo Parenzo con un agguato, orchestrato ai danni di Revelli. Con il pessimo conduttore in qualità, non di moderatore e giornalista, ma di opinionista di destra.
Il tutto accade due giorni dopo che il portavoce di CasaPound gridasse, a reti unificate, che l’antifascismo fosse mafia. La stessa persona che tempo fa ha aggredito, violentemente, dei poliziotti senza che nessuno lo abbia commentato. Dopo che Parenzo avesse sparato la menzogna che CasaPound e Askatasuna fossero la stessa cosa. Guarda caso con il solo sgombero del secondo. E CasaPound addirittura invitata in Parlamento. Massacrando la Costituzione. È democrazia questa? È l’aggressione della peggiore informazione del mondo, a reti e giornali unificati, un intollerabile pensiero unico, verso le menti più deboli, con il fine di accrescere l’odio di quelle menti (si fa per dire) verso chi non si uniforma (lo vediamo sui social) e seminando scientemente il germe di un nuovo fascismo.
Il vecchio cominciò e prese il potere esattamente in questo modo. Un’ultima cosa: chi ha a cuore le sue coronarie dovrebbe disertare la trasmissione di Parenzo. Tranne rare eccezioni, “L’aria che tira” con l’attuale conduttore è diventata la trasmissione più reazionaria delle TV italiane. Il messaggio subliminale che Parenzo è impegnato subdolamente a fare passare, è un messaggio di destra. Di destra non moderata. E Parenzo, secondo me è, fra i giornalisti un tanto a parola, uno dei peggiori. Anche dal punto di vista della… chiamiamola, “elaborazione”. Ma che, nonostante questo, viene bene per il sapore del “loro” brodo.
Se partisse una quereluccia di Bonelli sarebbe la prima volta che mi troverei dalla parte del politico 🤔
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Mi meraviglio che si vada ancora dal vespone .. poi a che pro?
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per chi guarda la TV
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/03/intervista-askatasuna-censura-rai-notizie/8279248/
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