MELONI, PROBLEMA COSTITUZIONALE, SERVE PIÙ TEMPO PER IL BOARD PER GAZA

(ANSA) – Sul Board per Gaza “la posizione dell’Italia è di apertura: noi siamo aperti, disponibili e interessati. Per almeno due ragioni. La prima è che l’Italia può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia e dell’Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante.
C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione, questo non ci consente di firmare sicuramente domani, però ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.
MELONI, PUTIN? NEL MULTILATERALISMO AL TAVOLO ANCHE PERSONE DISTANTI
(ANSA) -La presenza di Vladimir Putin nel Board of Peace per Gaza “è una questione politica” ma “devo segnalare che in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.
“La Russia siede nelle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al G20 – ha aggiunto Meloni -. In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multilateralismo”.
MELONI, LO STATUTO DEL BOARD PER GAZA INCOMPATIBILE CON L’ARTICOLO 11
(ANSA) – “La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all’articolo 11” della Costituzione, “quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto” del Board of Peace per Gaza. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.
MASSIMA CONSONANZA TRA MELONI E MATTARELLA SU BOARD OF PEACE ++
(ANSA) – ROMA, 21 GEN – Tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni ci sono stati contatti e si è rilevata “massima consonanza” di vedute sul tema del Board of Peace. Lo si è appreso in ambienti parlamentari.
La decisione del governo sulla partecipazione dell’Italia è attesa nelle prossime ore ma già esponenti della maggioranza hanno manifestato le loro perplessità all’entrata dell’Italia nel Board ideato dal presidente americano Donald Trump.
MELONI, BENE CHE TRUMP ESCLUDA L’OPZIONE MILITARE, ORA TROVIAMO SOLUZIONI
(ANSA) – “Io non sono rimasta stupita, dico la verità, da quello che ha detto Donald Trump: lo dico da più di un anno che secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia.
Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere. A me non ha stupito, sono contenta che lo abbia ribadito che l’abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1, rispondendo a una domanda su Donald Trump che ha escluso l’opzione militare in Groenlandia.
MELONI, LA GROENLANDIA VA TRATTATA NELL’AMBITO DELLA NATO
(ANSA) – “Secondo me è una materia che, come ho detto molte volte, va trattata nell’ambito delle dell’Alleanza atlantica. Questa è una competenza della Nato. La Groenlandia è da considerarsi territorio di responsabilità della Nato”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.
“Le due nazioni che stanno discutendo sono due alleati dell’Alleanza atlantica e la questione che gli americani pongono è una questione di sicurezza su un territorio strategico – ha aggiunto -. Questo è un tema corretto, è un tema che riguarda anche noi. Tutto l’Artico, la Groenlandia, anche per quello che accade con i cambiamenti climatici, diventano zone che hanno una particolare strategicità e sicuramente c’è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi che fanno gola molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo: è un tema reale. È il tema che pongono gli americani”.
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