Si trovava in un bunker vicino a Cassino, in provincia di Frosinone

(tgcom24.mediaset.it) – Quello che sembrava solo un deposito logistico vuoto, nascondeva in realtà un bunker sotterraneo nel quale si trovava la più grande fabbrica clandestina di sigarette mai rinvenuta in Italia. A scoprirla, vicino a Cassino (Frosinone), il Gruppo della guardia di finanza di Ancona, con i finanzieri di Frosinone, in un’inchiesta coordinata dalla Procura di Cassino che ha portato a un sequestro record di sigarette, circa 300 tonnellate, a un arresto e diverse denunce per contrabbando aggravato. Emersi dalle indagini tributi evasi per circa 600 milioni e proventi illeciti stimati in circa 130 milioni. Sequestrati beni per 53 milioni.
L’accesso all’opificio illegale era consentito mediante un sofisticato congegno idraulico che mascherava perfettamente il bunker dove erano installati i macchinari e custodite tonnellate di sigarette contraffatte. Sulla base di perizie tecniche, l’impianto era in grado di produrre circa 2,7 miliardi di sigarette in un anno, e 7,2 milioni circa al giorno. Il capannone sembrava vuoto ma, all’interno di uno scatolone, c’era un telecomando elettrico che, mediante una combinazione di tasti, azionava leve idrauliche per sollevare una struttura in alluminio, adibito a ufficio, disvelando il bunker raggiungibile da un montacarichi, con viabilità di corridoi, percorsi e gallerie collegate; una struttura ben illuminata e con impianti di areazione per ovviare alla fuoriuscita di miasmi della produzione.
Nel piano interrato c’erano anche alloggi di fortuna con 18 posti letto, bagni, docce e sala da pranzo, dove si alternavano, per riposare, gli operai addetti alla produzione, e un locale officina per le riparazioni sul posto dei macchinari. La fabbrica clandestina si componeva di tre linee di lavorazione del tabacco e confezionamento di pacchetti di sigarette; stoccate sigarette di contrabbando per oltre 150 tonnellate, riconducibili a vari marchi, pronte per essere immesse nel mercato nazionale e dell’Unione europea. Per produrre e lavorare il tabacco c’erano complessi macchinari (essiccatore, taglia etichette, umidificatore, filtratore, unità di accoppiamento, confezionatrici, etichettatrici, macchine per inscatolare, per sigillatura ecc.); trovati anche oltre 170 tonnellate di precursori, tra cui 12 milioni di cartoncini contraffatti, 15 milioni di filtri, 20 milioni di fogli laminati contraffatti, in aggiunta a bobine e altri precursori.
La fabbrica di pastarelle da 1 mld di euro era sotterranea, ma tutto il traffico di merci, macchinari e materie prime avveniva in superficie, e non nella jungla amazzonica. Ma si sa, il vero problema impellente da risolvere sono i borseggi, le occupazioni abusive o gli scioperanti.
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Ho smesso di fumare circa 30 anni fa e mi rendo conto che f
non fumare oggi significa per me un risparmio economico pari a10 euro al giorno. Ci credo che qualcuno ha pensato bene di mettere su una fabbrichetta, a 5 euro al pacchetto avrà fatto i milioni in poco tempo. Gli mancava solo il protettore altolocato….
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e n essuno fino ad oggi non ha visto nulla.
Che so un traffico di camion,anche chi ci lavorava non sapeva nulla.
Era mica una fabbrichetta di noccioline!
Tonellate di sigarette come fanno ad uscire senza che nessuno se ne accorga?
E’ stata una soffiata per mancate mazzette!
E la mafia non centra nulla?
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E un SOLO ARRESTO?
Questa è una roba mostruosa.
2,7 mld di siga all’anno.
Emersi dalle indagini tributi evasi per circa 600 milioni e proventi illeciti stimati in circa 130 milioni. Sequestrati beni per 53 milioni.
Come può essere che forse il 3-4% di tutte le siga fumate in Italia al giorno venisse da una fabbrica sotterranea?
Manco gli impianti nucleari iraniani.
E ce li abbiamo in casa.
E nessuno se ne è accorto prima?
Chi l’ha progettato? Chi l’ha fatto funzionare? Chi è il proprietario?
Questi dovrebbero fare 20 di galera ciascuno.
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Giusto… mancano i controlli ! hahahha… loro sanno chi controllare e chi no…. sti qua non dovevano essere controllati…e la Guardia di Finanza….. guarda!
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Come a Prato dove ci sono centinaia di fabbriche cinesi che operano in spregio alla legislazione del lavoro e fiscale italiana. E tutto questo senza nemmeno nascondersi. Con che faccia lo stato fa la voce grossa con gli italiani quando con 70.000 finanzieri non si riesce a controllare un ca22o di città?
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Ma chi fuma ancora tabacco ?!
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