“Abbiamo una classe dirigente capace e con esperienza che da anni fa riferimento al presidente della Regione Luca Zaia”

Salvini: “Se FdI vuole il governo stabile, lasci il Veneto alla Lega”

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Un discorso motivazionale e in contesto conviviale, come lo definiscono i presenti. Ma comunque con toni forti nei confronti degli alleati di governo di Fratelli d’Italia nel bel mezzo delle trattative per le elezioni regionali che non trovano uno sbocco nel centrodestra per lo stallo sul Veneto.

Martedì sera, durante la cena estiva con i parlamentari leghisti sulla terrazza dell’hotel Valadier nel centro di Roma, il leader della Lega Matteo Salvini ha rivendicato il Veneto per il Carroccio in questi termini: “Abbiamo una classe dirigente capace e con esperienza che da anni fa riferimento al presidente della Regione Luca Zaia. Quindi dobbiamo fare una battaglia con la B maiuscola per rivendicarlo con gli alleati”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti secondo tre presenti alla cena che hanno chiesto l’anonimato per parlarne liberamente.

Poi però il leader della Lega ha lanciato un avvertimento agli alleati di governo di Fratelli d’Italia: “Ai tempi di Berlusconi, si sarebbe risolto tutto grazie alla sua generosità – ha aggiunto Salvini secondo le stesse fonti – il primo partito non dovrebbe volere tutto, se ci tiene alla stabilità”.

Una sorta di minaccia velata alla stabilità del governo se alla fine il partito di Meloni dovesse decidere di rivendicare il Veneto per sé togliendolo alla Lega. Salvini, che al suo fianco aveva sia il segretario regionale del Veneto Alberto Stefano sia quello della Lombardia Massimiliano Romeo, ha anche aggiunto che mantenere il Veneto non significherebbe automaticamente lasciare la Lombardia a Fratelli d’Italia nel 2027.

Al termine del suo discorso, però, Salvini ha fatto capire ai suoi parlamentari che la trattativa si concluderà con la scelta di affidare a un leghista la candidatura in Veneto: “Alla fine si troverà una soluzione – ha aggiunto – vedrete che resterà a noi e costringeremo il nostro Stefani a correre”, ha detto tra il serio e il faceto il ministro coinvolgendo anche il candidato in pectore del Carroccio in Veneto. Durante la cena, però, il ministro delle Infrastrutture si è soffermato anche sul tema della giustizia e del suo processo nel caso Open Arms.

Salvini ha ricordato che quella di martedì sarebbe stata la penultima cena estiva prima delle elezioni politiche del 2027 e nel frattempo il leghista dovrà occuparsi anche delle grane giudiziarie: “Ricordatevi che potrei tornare a processo per sequestro di persona – ha concluso Salvini dopo il ricorso della procura di Palermo dopo l’assoluzione in primo grado di dicembre – la vicenda non è chiusa e dobbiamo aspettarci di tutto, è una grande ingiustizia”, ha aggiunto attaccando i magistrati.