Autostrade, lo Stato cambia rotta? Bloccati i piani finanziari di ben 15 tratte: troppo costosi. La richiesta totale è 17,8 miliardi in più, ossia 6,4 milioni in più a chilometro. Il ministero delle Infrastrutture stavolta terrà duro o no?

(di Sergio Rizzo – milanofinanza.it) – Ecco finalmente lo Stato italiano che diventa «forte con i forti» anziché «con i deboli». Il proclama compare su Facebook, la firma è del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Corre l’anno 2020, siamo in pieno luglio sotto la canicola. L’Italia vive l’illusione che il peggio sia passato e il Covid sia già vinto: il ministro della Salute Roberto Speranza ha dato alle stampe un libro che sarà prontamente ritirato al manifestarsi della seconda e tremenda ondata pandemica. Nel secondo governo grillino che Giuseppe Conte sta guidando, essendo passato dalla maggioranza con la Lega a quella con il Partito Democratico, c’è ancora chi reputa possibile la punizione promessa e ipotizzata.
Ovvero la revoca della concessione di Autostrade per l’Italia alla famiglia Benetton come sanzione estrema per il crollo del viadotto Morandi a Genova. Che proprio in quei giorni, ricostruito il ponte a tempo di record, sta per essere inaugurato. La storia andrà diversamente. Perché lo Stato, che sotto sotto sta invece negoziando con i Benetton, dopo il sussulto che ha indotto il Parlamento a dare finalmente poteri sulle concessioni autostradali in essere all’Autorità dei Trasporti, che all’atto della sua costituzione ne era stata scandalosamente privata, ha deciso di non affondare il colpo da alcuni ventilato.
E la cosa si capisce all’epoca da un dettaglio. Il ministero delle Infrastrutture ha appena bollinato senza fare una piega i piani finanziari delle autostrade Asti-Cuneo e Torino-Milano, entrambe gestite dal gruppo Gavio. E lo ha fatto riconoscendo al concessionario un valore di subentro, cioè la somma che l’eventuale nuovo concessionario vincitore di una futura gara dovrebbe pagare al predecessore, a dir poco stupefacente. Un miliardo e 232 milioni.
I «no» del Mit ai piani del gruppo Gavio
Uno sproposito stigmatizzato dalla Corte dei Conti nonché definito dall’Autorità dei Trasporti alla stregua di «una barriera all’ingresso di nuovi operatori». E ora, a distanza di cinque anni, clamorosamente bocciato anche dalla direzione generale del ministero delle Infrastrutture; lo stesso ministero, ministro diverso, che nel 2020 aveva piantato quel mostruoso paletto in favore del gruppo Gavio. Lo dice chiaramente la relazione della commissione ministeriale per la valutazione dei piani d’investimento dei concessionari, 15 dei quali sono tuttora bloccati.
C’è scritto che la direzione generale di Porta Pia, con note emanate fra il 19 e il 24 febbraio 2025 ha rispedito al mittente «le proposte di aggiornamento del piano economico finanziario» di tutte le concessioni del gruppo Gavio. Senza pietà. Per Asti-Cuneo e Torino-Milano «l’irricevibilità è dettata dall’asserita inadeguatezza del valore di subentro». Mentre per le altre cinque concessioni autostradali targate Gavio (Sav, Parma-La Spezia, Torino-Savona, Autovia Padana e Sitaf) «gli incrementi tariffari annui contemplati dalle proposte di aggiornamento presentate risultano oggettivamente non sostenibili dall’utenza». Giudizi categorici.
Una discreta rogna per l’ingegner Sergio Moschetti, il nuovo direttore generale del ministero dei Trasporti per le autostrade e la vigilanza sui contratti di concessione arrivato all’inizio del 2025 dall’Inps, dov’era dirigente di seconda fascia, e che ha firmato quelle bocciature senza appello. Rogna è proprio il termine esatto, anche perché la concessione della Torino-Milano scadrà giusto fra qualche mese, nel 2026. Ed è ancora tutto fermo.
La questione delle «poste figurative»
Mentre non si placa la guerra scatenata dai concessionari che rivendicano l’approvazione dei loro nuovi piani, con sforamenti monstre dei costi che dovrebbero essere ovviamente scaricati sull’utenza, o parzialmente compensati da generosi allungamenti delle concessioni, come ha per esempio chiesto Autostrade per l’Italia.
Nel mirino dei gestori adesso riecco l’Autorità dei Trasporti, accusata di aver congegnato un regolamento che comprometterebbe i loro rendimenti incidendo sulle cosiddette «poste figurative». Di che cosa si tratta è presto detto. Sono i soldi che i concessionari ritengono di dover recuperare a causa dei ritardi nel via libera ai piani finanziari. È una somma enorme, vicina ai 4 miliardi di euro, considerando che a fine 2023 superava già 3,5 miliardi, tutti ascrivibili ad Autostrade per l’Italia (2,7 miliardi) e Gavio (quasi un miliardo). Denari che dovrebbero essere, ovviamente, recuperati sulle tariffe.
E per quanto la cifra sia rilevante e tenda a ingigantirsi con i piani economici finanziari (Pef) dei concessionari che restano bloccati, è niente in confronto alle richieste contenute nei medesimi piani. Le 15 tratte autostradali per le quali i Pef non sono ancora stati accolti (quattro di Aspi e sette di Gavio più Brescia-Padova, Milano Serravalle, Alto Adriatico della Regione Friuli-Venezia Giulia e Cav-Concessioni Autostradali Venete) hanno presentato proposte che eccedono di 27,8 miliardi i piani finanziari attuali. La richiesta è stratosferica. Mediamente 6,4 milioni in più a chilometro della rete già esistente; da 920 milioni a chilometro per la Milano Serravalle fino a 11,4 milioni per la Tangenziale di Napoli (Aspi).
Numeri che dicono ancora oggi quanto sia attuale il vecchio interrogativo. Lo Stato, e per Stato in questo caso si intende il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini che è il concedente della rete autostradale, continuerà ancora a essere debole con i forti?
A quanto pare Rizzo ritiene sia proibito dire chi fosse il ministro dei trasporti nel fatidico 2020, nonché citare i rapporti del ministro stesso con la famiglia Benetton. Se non ricordo male (ma ricordo molto bene) era la solita, inaffondabile, Paola De Micheli (PD), sempre in prima linea quando c’è da combinare qualche disastro per le casse dello stato
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A quanto pare a te invece è stato proibito di informarti su come siano andate realmente le cose.
Un tale diceva “Conoscere per deliberare”
Ma era il tale che lo diceva, non tu
qua i fatti
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Forse invece è meglio che ti informi tu e che impari anche le dinamiche di un govenro di coalizione
https://www.editorialedomani.it/politica/italia/regalo-ai-benetton-eccco-le-lettere-che-accusano-la-ministra-de-micheli-s0m94y9b
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https://www.editorialedomani.it/politica/italia/cos-il-ministro-de-micheli-ha-aiutato-i-benetton-nello-scontro-col-governo-q54krrp2
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Se vuoi ce ne sarebbe anche sui rapporti tra Paolina e i Gavio ma è praticamente la stessa cosa. Prima di fare polemiche inutili è meglio che ti proteggi le chiappe
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Bella questa
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https://www.editorialedomani.it/economia/doppio-aiuto-di-stato-ai-benetton-per-laeroporto-di-fiumicino-grl4vvsk
Qua invece si trattava di aeroporti. Ma la musica era sempre quella
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Ma come è che siamo arrivati a questo schifo?
Arricchire i ricchi?
Ma non si era detto di rinazionalizzare le autostrade?
Ma chi ca22o sono i Gavio, Benetton e simili?
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Ma ora ci stiamo riarmando per impedire che i russi distruggano le autostrade quando ci invaderanno.Povera Italia già da mo invasa da ladri
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La De Micheli era ministro dei trasporti di quale coalizione? Chi era il presidente del consiglio?
Perché una parte di quella coalizione che gridava, tempo prima, dai balconi “Onestà, Onestà” e che prometteva di fare sfracelli dopo che erano morte 43 poveri cristi non l’ha sfiduciata?
Perchè dopo aver detto quanto segue
IL COMMENTO DI CONTE – Dopo le 13, tramite un post su Facebook, il premier Conte commenta quindi i risultati del Cdm decisivo per il futuro di Autostrade per l’Italia. “Ieri è successo qualcosa di assolutamente inedito nella storia politica italiana. Il Governo ha affermato un principio, in passato calpestato: le infrastrutture pubbliche sono un bene pubblico prezioso, che deve essere gestito in modo responsabile, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e un servizio efficiente”, scrive il presidente del Consiglio.
Conte ricorda quindi come “non spetta al Governo accertare le responsabilità penali per il crollo del Ponte Morandi. Questo è compito della magistratura e confidiamo che presto si completino questi accertamenti in modo da rendere giustizia a tutte le vittime di questa tragedia”. Ma, sottolinea il premier, “il compito del Governo è contestare le gravi violazioni contrattuali e la cattiva gestione di cui si è resa responsabile Aspi e impedire che i privati possano continuare ad avvantaggiarsi di una concessione totalmente squilibrata a loro favore sia dal punto di vista giuridico sia dal punto di vista economico”.
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Ha aperto la porta a Maquarie e Blackstone?
Sempre la solita De Micheli, vero?
Gli altri cosa facevano? soffrivano di torcicollo?
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Ed in ogni caso, da una come De Micheli mi aspetto questo ed altro; ma da chi davanti ti dice una cosa e dietro ne fa un’altra, NO; a casa mia si chiama pugnalata alle spalle o se ti piace di più, e cosi sembra che sia, presa per il kulo.
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Lo hai capito che la De Micheli ha reso di fatti impossibile l’esproprio? Sì?
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A parte il fatto che sarebbe utile descrivere, spiegare come abbia fatto. Per me è chiara la differenza tra la De Micheli e il Re Sole
Dopo di che, dando anche per buono che la De Micheli, abbia reso nei fatti impraticabile la nazionalizzazione di autostrade, sarebbe interessante capire come mai non solo non sia stata sfiduciata, ma anche come mai non c’è UNO STRACCIO di denuncia pubblica almeno per dire, solo dire e nient’altro, guardate che questa sta facendo porcate.
Trovami una sola denuncia, una sola.
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La De Micheli, volente o nolente, a quei tempi era un pezzo da 90 del PD e in un governo di coalizione non è che puoi cacciare un ministro cosi su 2 piedi anche se ti ha tradito. Alla fine persino il PD si era convinto di abbandonarla al suo destino (anche perché non era la prima volta che aveva causato guai, vedasi come operò come commissario per il terremoto). Era al primo posto dei ministri da sostituire ma non si fece in tempo perché cadde il governo. Ripeto, se hai la volontà di informarti bene su come andarono le cose, troverai ampia documentazione
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No, io non ho bisogno di informarmi bene, perché l’argomento lo conosco benissimo così come conosco benissimo come funzionano le istituzioni, così come comprendo benissimo cosa vuol dire in pratica
Ripeto, se hai la volontà di informarti bene su come andarono le cose, troverai ampia documentazione
Di quello che hai detto non hai uno straccio di prova, una che sia una sola e cerchi di rivangare la cosa con frasi vaghe.
I fatti dicono che il M5S è stato complice di queste manovre di palazzo; quelle hai visto che le ho trovate?
Ma tu non ne trovi mezza che riesca ad affermare il contrario.
Dopo di che se a te la cosa va bene, accomodati pure; io non mi faccio mettere l’anello al naso da nessuno, nemmeno da Conte , il M5S o chiunque altro.
Se riesce a smentirmi bene; altrimenti come non detto, per me questa conferma è sufficiente
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Si, si era detto, ma poi non si è fatto.
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A parte che non rientra nei miei interessi né tantomeno nei miei doveri il doverti smentire o pubblicare documenti (cosa vuoi, che ti metta sul sito le lettere della De Micheli ad Atlantia o la delibera dell’Authority dei Trasporti? Ovviamente non ne sono in possesso ma ho letto svariati articoli di giornale libri di esperti del settore, tipo Giorgio Ragazzi, che tu manco conoscerai), tu sei chiaramente il classico prevenuto, nonché muto di gomma che non si arrenderebbe nemmeno davanti all’evidenza. Inoltre dici di saper già tutto e di conoscere benissimo le dinamiche di un governo di coalizione. Perfetto, allora resta pure con le tue ferree convinzioni che “ha stato Conte”, il quale essendo capo del governo avrebbe dovuto essere onnipotente e onnisciente. Va bene così.
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