BORSA: L’EUROPA PESANTE, MILANO SPROFONDA A -7%

(ANSA) – Le Borse europee peggiorano ancora con i timori di una recessione globale, dopo i dazi decisi da Donald Trump ed i rischi di una guerra commerciale. La Borsa di Milano è senza freni e peggiora ancora mentre si guarda all’avvio di Wall Street dove i future sono in calo.

Il Ftse Mib lascia sul terreno il 7% 34.464 punti, portandosi a livelli di gennaio 2025. A Piazza Affari sprofondano le banche e le assicurazioni. Unipol (-13%), Bper, Mps, Unicredit Banco Bpm (-11%), Popolare Sondrio e Intesa (-10%). Generali (-7%). Nel Vecchio continente pesante anche Madrid (-4,9%), Francoforte (-3,6%), Parigi (-3%), Londra (-2,7%).

BORSA: L’EUROPA AFFONDA CON I DAZI DELLA CINA, MILANO -7,1%

(ANSA) – MILANO, 04 APR – Le Borse europee affondano dopo la decisione della Cina di imporre tariffe aggiuntive del 34% sui prodotti statunitensi a partire dal 10 aprile, e il ricordo al Wto contro le tariffe americane.

Sui mercati si ampliano i timori che una guerra commerciale porterà ad un balzo dell’inflazione e ad una recessione globale. Uno scenario che provoca un forte calo di petrolio e gas e dei rendimenti dei titoli di Stato. Lo stoxx 600 lascia sul terreno il 4,4%. Maglia nera Milano (-7,1%). In forte calo anche Madrid (-5,9%), Francoforte (-4,9%), Parigi (-4,3%), Londra (-3,9%).

I future di Wall Street peggiorano, profilandosi un avvio di seduta difficile. In netto calo il petrolio. Il Wti cede il 6,7% a 62,53 dollari al barile. Il Brent lascia sul terreno il 6,2% a 65,81 dollari. Il prezzo del gas è in flessione del 7,4% a 36,30 euro al megawattora. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund si attesta a 121 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,72%.

L’euro è poco mosso a 1,1046 sul dollaro. A Piazza Affari a pagare il conto sono le banche. Bper (-13%), Mps (-12%), Popolare Sondrio, Unicredit, Banco Bpm (-11%), Intesa (-9%). Male anche Iveco (-11,8%), Leonardo (-11%), Stellantis (-8%).

CINA, DAZI AGGIUNTIVI DEL 34% SU PRODOTTI USA DA 10 APRILE

(ANSA-AFP) – La Cina imporrà tariffe aggiuntive del 34% sui prodotti statunitensi a partire dal 10 aprile.

CINA, CONTROLLI SU EXPORT 7 ARTICOLI LEGATI A TERRE RARE

(ANSA-AFP) – La Cina imporrà controlli sulle esportazioni di 7 “articoli correlati alle terre rare”. “In conformità con la legge sul controllo delle esportazioni della Repubblica Popolare Cinese e altre leggi e normative pertinenti, il 4 aprile il Ministero del Commercio, insieme all’amministrazione generale delle dogane, ha emesso un annuncio sull’attuazione di misure di controllo delle esportazioni su sette tipi di articoli medi e pesanti correlati alle terre rare, tra cui samario, gadolinio, terbio, disprosio, lutezio, scandio e ittrio, ed è stato ufficialmente implementato nella data di emissione”, si legge sul sito del ministero cinese. Il gadolinio viene comunemente utilizzato nelle risonanze magnetiche, mentre l’ittrio è impiegato nell’elettronica di consumo.

IL PETROLIO PERDE OLTRE IL 5% DOPO I DAZI CINESI AL 34%

(ANSA-AFP) – Già appesantiti dagli annunci doganali di Donald Trump, i prezzi del petrolio sono crollati ulteriormente, con un calo di oltre il 5%, dopo la reazione della Cina che ha imposto dazi doganali del 34% sui prodotti americani.

Il prezzo di un barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a giugno, è sceso del 4,99% a 66,64 dollari, dopo aver toccato il minimo da dicembre 2021, a 66,53 dollari. Un barile di West Texas Intermediate, il benchmark americano, con consegna a maggio, è sceso del 5,23% a 63,45 dollari.

WALL STREET VERSO UNA NUOVA SEDUTA DIFFICILE, GIÙ I FUTURE

(ANSA) – Wall Street si avvia ad una nuova seduta difficile, dopo il tonfo della vigilia, con la Cina che imporrà tariffe aggiuntive del 34% sui prodotti statunitensi a partire dal 10 aprile. I future dei listini americani sono in netto calo. Il Dow Jones cede il 2,6%, lo S&P 500 il 2,7% e il Nasdaq il 2,9%. In fase di pre-apertura si muovono pesanti Apple (-4,6%), Tesla (-5,3%) e Amazon (-6%).

IL RAME IN CALO DEL 5%, LA PEGGIOR FLESSIONE DA LUGLIO

(ANSA) – Il rame è in calo del 5% a 8.890 dollari la tonnellata (8.890 dollari la tonnellata – Rpt), con i dazi decisi dagli Stati Uniti e le tariffe aggiuntive del 34% decise dalla Cina sui prodotti statunitensi a partire dal 10 aprile. La flessione del rame, secondo quanto scrive Bloomberg, è la peggiore da luglio 2022.