
(Micaela Cappellini e Sara Deganello – Il Sole 24 Ore) – Gli aumenti della bolletta energetica delle aziende finiranno nel carrello della spesa degli italiani? Qualche giorno fa, il presidente della Granarolo, Gianpiero Calzolari, alla guida di uno dei colossi lattiero-caseari del Paese, ha aperto la strada dichiarando (si veda Il Sole 24 Ore del 13 febbraio) che per i 15 stabilimenti del gruppo il conto dellāenergia salirĆ da 45 a 60 milioni di euro, e che aggiungendo a questo i rincari derivanti dallāaumento del prezzo del latte, per la Granarolo sarebbe diventato inevitabile chiedere alla grande distribuzione un adeguamento dei listini al rialzo del 10 per cento.
Lāindustria, insomma, potrebbe non essere più in grado di assorbire il caro-energia da sola, ed esattamente come ĆØ successo nel 2023 potrebbe apprestarsi a scaricare questi aumenti sui consumatori italiani, innescando una nuova spirale inflattiva.
Rispetto a due anni fa, però, cāĆØ una variabile con cui i piani delle imprese devono fare i conti, ed ĆØ la stasi dei consumi. A parte il periodo di euforia post-Covid, infatti, la spesa degli italiani ĆØ rimasta pressochĆ© piatta e non sembra accennare a riprendersi in modo significativo.
Lāultimo rapporto di Legacoop e Prometeia, per esempio, prevede per il 2025 una āripresaā dei consumi soltanto dello 0,8 per cento. Ecco perchĆ© la maggior parte delle imprese, pur soffrendo lāaumento dei costi energetici, sembra volerci pensare bene prima di procedere a un aumento dei prezzi al consumatore finale.
Ā«Se da qui allāestate i prezzi della bolletta energetica non si fermeranno, dovrò prendere in considerazione di aumentare i prezziĀ»: ĆØ esplicito Alberto Bertone, presidente e ad di Acqua SantāAnna. Le vendite di SantāAnna vanno bene, ĆØ tra i più grandi player del comparto, con oltre 1,5 miliardi di bottiglie allāanno. Il 2023 lo ha chiuso con un fatturato di 320 milioni di euro, il più alto di sempre. Ma ĆØ in un comparto a bassa marginalitĆ .
Ā«Scaricare lāaumento dei costi di produzione sul consumatore finale ĆØ difficile e anche la grande distribuzione rema contro lāaumento dei listini. Io ho appena rinnovato i contratti con la Gdo, vediamo come va da qui allāestateĀ», spiega Bertone.
Nomisma Energia prevede per le imprese nel 2025 una spesa per lāenergia in crescita del 17%: 197.966 euro complessivi in più rispetto al 2024, per un totale di 1.349.491 euro. Nello specifico, per lāelettricitĆ , per unāimpresa tipo che consuma 1.000.000 di kWh annui la spesa per il 2025 potrĆ arrivare a 278.480 euro: 45.605 in più rispetto al 2024 (+20%).
Per il gas invece, per unāimpresa che consuma 2 milioni di metri cubi allāanno la spesa stimata per il 2025, sempre da Nomisma Energia, ĆØ di 1.349.491 euro: 197.966 in più rispetto allo scorso anno (+17%).
"Mi piace"Piace a 3 people
Qui urge riaprire il rubinetto Russo che abbiamo incautamente chiuso 3 anni fa, e se lo zio Americano s’offende chi se ne frega!
"Mi piace"Piace a 3 people