
(ANSA) – “Report non lavora su dossier ma con puro spirito giornalistico, né da parte nostra sono state date informazioni agli spioni: noi abbiamo il vizio di pubblicarle le notizie”. Così Sigfrido Ranucci, curatore e conduttore del programma di Rai3, replica alle accuse di aver ricevuto “dossier sottobanco” da emissari della società Equalize, finita al centro dell’inchiesta della Procura di Milano. “Ricordo che Equalize aveva rapporti con ministri e politici del centrodestra, che ora sono spariti dal resoconto dei giornali.
Non mi sorprende – aggiunge Ranucci – l’ennesimo attacco per delegittimare Report e uno dei suoi inviati di punta come Giorgio Mottola, su cui riponiamo la massima fiducia. Oltretutto Mottola non ha mai avuto contatti con lo spione in questione. Non mi sorprende neppure che a scrivere l’articolo sia il Giornale degli Angelucci, a firma di Luca Fazzo, sospeso dall’Ordine dei giornalisti, allontanato prima da La Repubblica, per i suoi rapporti di sudditanza proprio con Marco Mancini e il Sismi nel 2006. I nipotini di quel Pio Pompa che di dossier se ne intendevano eccome per delegittimare politici, magistrati e giornalisti nemici. A volte ritornano, o forse non se ne sono mai andati”.
“Non c’è alcun segreto su come lavora Report”, insiste Ranucci. “La verità emerge sempre da sola, mentre le menzogne hanno bisogno di complici. Se gli spioni hanno voglia di parlare di Report perché non confessano che sono stati loro a spiarci, mentre stavamo realizzando una regolare inchiesta sul giro di consulenze che riguardavano un ministro? Gli unici dossier illegali e falsi sono quelli ai danni di Report e del sottoscritto certificati dalla storia.
Ricordo che Report è stato sottoposto a un severo audit aziendale e inchieste della magistratura hanno escluso la presenza di dossier ed evidenziato la trasparenza dell’operato dei nostri giornalisti. Tutto il resto è fango. E non ci appartiene”. Quanto alla richiesta di chiarezza da parte di FdI, “cominci a chiedere come mai un verbale di un interrogatorio fatto ieri sia finito nelle mani di Luca Fazzo”
Ecco un altro capro espiatorio… come Conte.
Quelli che non possono combattere li ricoprono di fango… ma è il loro fango, quello in cui razzolano da sempre.
A persone di valore, come Ranucci e Conte, il fango non si attacca!
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Che poi questi politicanti skifosi non perdono momenti per gridare al complotto, privacy ecc e poi un verbale spunta in mano ai giornalisti amici.
Chissà come mai.
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da ora in poi chiunque in questo paese sarà oggetto e soggetto di indagini “con sospetto a delinquenza in qualsiasi azione ed attività! Tenete tutti un diario preciso dirette le vostre azioni , poiché saranno comunque oggetto di indagini ” al di sopra di ogni soggetto “
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Che dito ar ¢ulo rappresenta la trasmissione Report per il governo dei migliori si vede chiaramente la loro sofferenza durante l’ ispezione prostatica che Sigfrido esegue scrupolosamente con molta professionalità 🤔
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SALVATE RANUCCI- Viviana Vivarelli
Sappiamo tutti che latrina sia diventata la televisione e come tutti i tg indifferentemente disinformino con servizi giornalistici falsi e di pura propaganda a senso unico. Ci sono ancora giornalisti degni di questo nome ma sono sempre più rari e a rischio di abbattimento.
Chi è a rischio adesso è Ranucci contro cui sono state indette 175 querele e richieste di risarcimento danni, per un totale di molti milioni di euro, senza mai subire una condanna. Nel 2023, Ranucci ha dichiarato che ogni puntata di “Report” riceve in media due querele, con un record di 19 querele per un singolo servizio riguardante l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi; tutte queste querele sono state vinte.
In un’intervista del 2023, Ranucci ha riferito di aver accumulato un totale di 177 querele, con richieste di risarcimento superiori a 100 milioni di euro, sottolineando che la maggior parte di queste azioni legali proviene da esponenti politici.
È importante notare che queste cifre possono essere aumentate nel tempo, considerando la natura delle inchieste condotte da “Report” e le reazioni che spesso suscitano. Finora Ranucci si è salvato anche perché la Rai sosteneva le cause legali. Ma temo che faranno con lui quello che fecero con la Gabanelli a cui a un certo punto la Rai tolse la tutela legale e che fu obbligata a trasferirsi altrove.
Del bravissimno Sigfrido Ranucci segnalo l’ultimo libro, uscito su Bompiani: “LA SCELTA” (19 euro), libro che si legge d’un fiato, di una lettura piacevolissima.
“Nel nostro mestiere in ogni istante della vita abbiamo un piede nella favola e l’altro nell’abisso”
ci dice Ranucci. E ancora:
”Sono fortunato. Ho trasformato un sogno in una scelta. Ho vissuto sulla mia pelle come, prima di ogni competenza o capacità, a dimostrare chi siamo davvero sono le nostre scelte. Anche le scelte che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare e che magari hanno segnato il resto della nostra vita. È questo che fa la differenza”.
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