A 32 anni da Tangentopoli la retorica dell’onestà non sposta voti. Se non dal centrosinistra

(di Sebastiano Messina – lespresso.it) – La sconfitta del centrosinistra in Liguria – dove il centrodestra ha trionfato nonostante la condanna per corruzione del governatore uscente Giovanni Toti – andrebbe analizzata non solo per il fallimento dell’alleanza Pd-M5S, ma perché conferma che un’inchiesta per corruzione, per quanto clamorosa, non determina di per sé la sconfitta dell’avversario politico. Questo poteva valere, forse, trent’anni fa: oggi è un’illusione destinata a infrangersi contro la realtà delle urne. C’era già un precedente: quando Roberto Formigoni fu accusato di corruzione – in un processo che si sarebbe concluso con la sua condanna a sette anni e mezzo di carcere – gli elettori della Lombardia non scelsero come suo successore un uomo del centrosinistra ma il leghista Roberto Maroni, un alleato del governatore inquisito.
Certo, quando si vota per una persona – il presidente della Regione – la scelta del candidato ha un peso importante, anche se non decisivo. Ma resta il fatto che in Liguria lo scandalo che ha travolto Toti non ha prodotto l’effetto sperato. Perché? Una possibile spiegazione è che oggi, 32 anni dopo la scoperta di Tangentopoli e dopo innumerevoli repliche di quello scandalo, molti italiani hanno perso la speranza che la politica sia in grado di eliminare il cancro della corruzione, e dunque non si indignano ma si accontentano dell’allontanamento dell’inquisito. Ed è anche possibile – anzi probabile – che chi vota Meloni, Salvini e Tajani nutra ormai una radicata diffidenza verso la magistratura, ritenendola troppo politicizzata. Fatto sta che gli elettori del centrodestra, anche di fronte a scandali e condanne, non voltano automaticamente le spalle a chi li ha governati.
Al contrario, quando le inchieste hanno investito i governatori del Pd – l’umbra Catiuscia Marini nel 2019 e il calabrese Mario Oliverio nel 2020 – il voto ha ampiamente premiato l’altro schieramento, segno evidente che nel centrosinistra il grado di sensibilità alla questione morale è più alto che nel campo avverso.
La reazione degli elettori del centrodestra è dunque diversa.
La sconfitta in Liguria dimostra che è sbagliato dare per scontato che gli errori degli avversari bastino per vincere. Per anni la sinistra ha vissuto nella convinzione che la moralità politica e la giustizia potessero diventare le armi vincenti contro un centrodestra che sembrava affogare nei propri scandali. Ma non è più così. Non basta puntare il dito contro le colpe altrui e sperare che questo basti a spostare voti. Serve un candidato autorevole e credibile. E serve un progetto politico che sappia parlare alla testa e al cuore degli elettori, che offra soluzioni concrete ai problemi quotidiani, che vada oltre la retorica dell’onestà, che è il presupposto essenziale della politica.
Se il centrosinistra vuole davvero tornare competitivo, deve ritrovare una visione, un progetto politico chiaro e incisivo, che parli ai bisogni reali delle persone. Non bastano più le accuse, non basta più ricordare agli elettori chi ha fatto cosa. Serve offrire un futuro, una speranza concreta. Serve ritornare a essere un’alternativa credibile capace di scaldare i cuori – come fecero il Pci di Enrico Berlinguer negli anni Settanta o l’Ulivo di Romano Prodi negli anni Novanta – non solo un «male minore» rispetto a un avversario brutto, sporco e cattivo.
La giustizia sociale nel trentennio del pregiudicato berluscones è stata massacrata …queste sono le conseguenze ed è solo l’inizio…
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perchè la “sinistra champagne” non ha fatto la vera sinistra, ma ha scimiottato la destra, citofonare: Renzi, Calenda, Letta, Bersani, Prodi, D’Alema and last but not least Elena detta Elly by Draghi
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VERO.
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Tempo fa ebbi modo di leggere una favola che ritengo esprima bene le ragioni per cui il CDX, nonostante gli scandali, non perde consensi.
Dopo che Dio fini di creare il mondo e fece gli esseri umani chiamo l’arcangelo Gabriele e gli disse: Gabriele prepara una lista dei popoli ed assegna loro due virtù, quando hai finito vieni da me e ne parliamo.
Qualche giorno dopo Gabriele si presento’ al cospetto di Dio e gli disse: mio Signore ho finito la lista
Bene Gabriele, siediti e dimmi
I giapponesi saranno pazienti e lavoratori
Bene Gabriele i giapponesi saranno pazienti e lavoratori
E così i giapponesi divennero pazienti e lavoratori.
Ai francesi ho assegnato la cultura e la raffinatezza
Bene Gabriele i francesi saranno colti e raffinati.
Ai tedeschi ho assegnato la oedseveranza e la precisione
I tedeschi divennero perseveranti e precisi
Gli italiani saranno intelligenti onesti e del popolo delle libertà
Al che Dio disse: ti avevo chiesto di assegnare 2 virtù, come mai agli italiani ne hai assegnate 3?
Ero indeciso quali tra queste 3 scegliere e volevo parlarne con te, come mi avevi detto; è quello che sto facendo.
Bene Gabriele, sia come hai detto, gli italiani, inteso come nazione, avranno 3 virtù, ma ognuno di loro, preso singolarmente, ne potrà avere solo 2; sicché chi è intelligente e del PDL non potrà essere onesto; chi è onesto e del PDL non potrà essere intelligente e chi è intelligente e onesto non potrà essere del PDL
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La barzelletta è la copia “gentile” della volgare affermazione di B.che chi vota a sx è un cogxxxne. D’altra parte, Bersani, definendo tale un generale ha imitato B. Pensavo che l’ex segretario dem. si ispirasse ad altri per i suoi paradossi.
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Io sull’assunto che il centrodestra non perda consensi avanzo qualche dubbio. Alle europee FDI ha perso 600.000 voti rispetto alle politiche e nel complesso i partiti di governo hanno perso 1 milione di voti. Alle amministrative che si sono tenute in contemporanea su 6 capoluoghi di regione non hanno vinto in nessuno. In Liguria FDI ha perso 100.000 voti passando dal 26,2% delle europee al 15,2%. Che poi siano astuti nel tenere sotto traccia questa emorragia di voti è un conto ma la perdita di voti c’è.
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In un paese normale, dopo i vari scandali che ci sono stati, tanti partiti sarebbero dovuti letteralmente scomparire.
Non è una questione di numeri, ha perso di più, ha perso di meno; è una questione di decenza che avrebbe dovuto radere al suolo ( voce del verbo azzerare) certi partiti e con essi anche coloro che li hanno rappresentati.
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Non si capisce perché si debba per forza votare la coalizione di sx quando presenta un candidato sbagliato. A me risulta che quel candidato sia oggi un deputato e ieri sia stato due volte ministro. Non c’era nessun altro NUOVO nome, un giovane magari, da lanciare e far progredire ?
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