Con il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare l’Italia scivola ancora di più nel baratro della disinformazione e dell’impunità per chi delinque.

(di Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Con il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare, approvato ieri dalla Camera, l’Italia scivola ancora di più nel baratro della disinformazione e dell’impunità per chi delinque. Fino al termine dell’udienza preliminare, i cittadini non avranno il diritto di sapere su cosa indagano i magistrati, intercettazioni e fatti che il precedente ministro Bonafede aveva reso pubblici. Un bavaglio sulla stampa che fa rabbrividire, ma allo stesso tempo non sorprende.
Le destre e i partiti del centro-affari (Italia Viva e Azione) ci provavano da anni, e adesso portano a casa questo nuovo macigno sulle cronache giudiziarie del Paese. E dire che tanto sforzo non era poi così necessario. Senza arrivare alle notizie di reato, ma fermandoci sul piano dell’opportunità dei comportamenti, i quotidiani sono pieni di politici in conflitto d’interessi, di personaggi pubblici che abusano del loro potere e di furbizie di ogni tipo. Alla fine di tutto questo, però, cambia qualcosa? No, non cambia niente.
Anzi, nei casi più indecorosi scatta una rete mediatica di protezione, e ministri che in altri Stati si dimetterebbero all’istante qui la passano liscia. Di queste storie ne abbiano ormai una al giorno: Santanchè, Delmastro, Sgarbi, Crosetto, Lollobrigida, Fazzolari, Gasparri… le inchieste giornalistiche hanno messo a nudo ogni tipo di vergogna. Eppure, non c’è uno di questi signori che non resti in sella. E i cittadini, informati o disinformati che siano, non si indignano quasi più di niente. Ordinanze di custodia cautelare comprese.
A furia di raschiare il barile ci ritroviamo con una classe politica che non ha nemmeno più la dignità di riconoscere che sono solo dei ladri di galline arricchiti , altro che ” dignità e onore “
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Comunque è pazzesco: significa che se arrestano qualcuno, di fatto non lo si saprà, o quanto meno non si saprà il perché? Ma come può una roba del genere essere considerata costituzionale? Che è, un rapimento di stato? Tra gente schedata perché grida Italia antifascista, manifestanti che vengono equiparati a dei terroristi, politici che la fanno franca di fronte a qualsiasi accusa, non c’é rimasto niente dello stato di diritto. PD, Berlusconi e Meloni, nemesi di ogni decenza e dell’art. 54 della Costituzione.
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Ah, non sapevo che il tizio che gridò “Italia antifascista” alla Scala fosse stato schedato. Avevo capito che fosse stato “solo” identificato dalla Digos. Non è la stessa cosa. È altrettanto grave che le FFOO l’abbiano fatto, certo, ma non son le due cose, lo stesso, che io sappia. Non sto giustificando la questione, ci mancherebbe altro; sto solo facendo distinzione tra due azioni da parte degli agenti di PS, che non son identiche nei fatti. Poi, però, dimmi tu se sbaglio io.
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