
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Si è scritto tanto sull’ironia della Storia. Ma quella della cronaca, allora? L’altroieri il governo annuncia l’ennesimo giro di vite da grida manzoniana: manette più facili, pene più alte, divieti assortiti fra cui quello credibilissimo di usare il telefono, multe, Daspo, ammonimenti, revoche di patrie potestà e altre trovate “securitarie” (quelle che spacciano per sicurezza […]
Campionati Juniores
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Si è scritto tanto sull’ironia della Storia. Ma quella della cronaca, allora? L’altroieri il governo annuncia l’ennesimo giro di vite da grida manzoniana: manette più facili, pene più alte, divieti assortiti fra cui quello credibilissimo di usare il telefono, multe, Daspo, ammonimenti, revoche di patrie potestà e altre trovate “securitarie” (quelle che spacciano per sicurezza nei fatti la rassicurazione a chiacchiere). Il tutto riservato ai minorenni: baby pusher, baby bulli, baby gang, baby delinquenti, baby doll, soprattutto se non condannati in via definitiva. Per i maggiorenni, purché ricchi e/o potenti e/o famosi, meglio se pregiudicati e detenuti, la pena massima resta il Parlamento. O, per i più sfortunati che non possono più entrarci perché condannati a più di 2 anni, la libertà di girare e fare i loro porci comodi. Proprio mentre il governo partoriva la “stretta” per gli juniores, due bei seniores provvedevano a rammentarci come funziona la giustizia all’italiana. Uno è Denis Verdini, suocero del vicepremier Salvini, ex senatore berlusconiano e poi, per coerenza, filorenziano. Condannato in Cassazione a 6 anni e mezzo e in appello a 5 e mezzo per due bancarotte fraudolente, dovrebbe essere in galera. Ma nel 2021, dopo appena 91 giorni, il giudice di sorveglianza lo scarcerò d’urgenza da Rebibbia perché era un “soggetto particolarmente vulnerabile al contagio da Covid” e occorreva “tutelare in via provvisoria la sua salute”. Lo stesso contagio lo rischiavano gli altri 1.200 ospiti del carcere, ma non si chiamavano Denis né Verdini, dunque restarono dentro. Da allora, il nostro eroe è ai domiciliari a Firenze, ma il Tribunale di sorveglianza gli concede di andare a Roma 3 volte a settimana per visite dentistiche (a Firenze, si sa, non esistono dentisti). E lui, già che c’è, nel tragitto incontra il sottosegretario Freni (leghista come suo genero), manager Anas e l’ex deputato e imprenditore pregiudicato Bonsignore. Cioè viola le pur generose prescrizioni per infilarsi – sostengono i pm – in nuovi traffici. Uno si aspetta che lo rimettano in carcere, come gli evasi normali. Invece lo indagano, ma rimane a casa sua.
L’altro è Salvatore Buzzi, già ergastolano per omicidio, poi graziato, ricondannato a 12 anni e 10 mesi definitivi per le corruzioni di “Mondo di mezzo”. Secondo calcoli e ricalcoli, dovrebbe star dentro fino al 2028. Invece è uscito dopo un solo anno: la Cassazione ha scoperto che, essendo alcolista, aveva iniziato la riabilitazione proprio sette giorni prima del verdetto definitivo; ergo il suo arresto fu illegittimo, perché non gli diede il tempo di chiedere di andare in comunità. Resta da capire cosa debba fare di più un povero delinquente Vip per finire in galera e restarci. A parte tornare bambino.
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La nebbia che respiro ormai
Si dirada perché davanti a me
Un sole quasi bianco sale ad est
La luce si diffonde ed io
Questo odore di funghi faccio mio
Seguendo il mio ricordo verso est
Piccoli stivali e sopra lei
Una corsa in mezzo al fango e ancora lei
Poi le sue labbra rosa e infine noi
“Scusa se non parlo ancora slavo”
Mentre lei, che non capiva, disse “Bravo”
E rotolammo fra sospiri e “Da”
Poi seduti accanto in un’osteria
Bevendo un brodo caldo, che follia
Io la sentivo ancora profondamente mia
Ma un ramo calpestato ed ecco che
Ritorno col pensiero
E ascolto te
Il passo tuo
Il tuo respiro dietro me
A te che sei il mio presente
A te, la mia mente
E come uccelli leggeri
Fuggon tutti i miei pensieri
Per lasciar solo posto al tuo viso
Che come un sole rosso acceso
Arde per me
Le foglie ancor bagnate
Lascian fredda la mia mano e più in là
Un canto di fagiano sale ad est
Qualcuno grida il nome mio
Smarrirmi in questo bosco volli io
Per leggere in silenzio un libro scritto ad est
Le mani rosse un poco ruvide
La mia bocca nell’abbraccio cercano
Il seno bianco e morbido tra noi
“Dimmi perché ridi, amore mio
Proprio così buffo sono io?”
La sua risposta dolce non seppi mai
L’auto che partiva e dietro lei
Ferma sulla strada lontano ormai
Lei che rincorreva inutilmente noi
Un colpo di fucile ed ecco che
Ritorno col pensiero
E ascolto te
Il passo tuo
Il tuo respiro dietro me
A te che sei il mio presente
A te, la mia mente
E come uccelli leggeri
Fuggon tutti i miei pensieri
Per lasciar solo posto al tuo viso
Che come un sole rosso acceso
Arde per me
Come un sole rosso acceso
Arde per me
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Lucio,
25 anni e sembra ieri
Grazie per esserci stato.
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“Mi chiamo Lucio, sono nato nel 1943 e sono un musicista.
Nel 1965 conosco Giulio Rapetti, in arte Mogol, che decide di scrivere i testi della mia musica.
Nel 1967, “29 settembre”, cantata dall’Equipe 84, è la nostra prima canzone che arriva al primo posto nella Hit Parade.
Giulio crede anche nelle mie qualità di cantante e mi convince ad interpretare i nostri brani.
Nel 1969, “Mi ritorni in mente” vende 25.000 copie al giorno.
Nel 1970 scriviamo “Emozioni”.
Nel 1971 sei nostre canzoni occupano stabilmente le prime dieci posizioni della Hit Parade.
Nel 1973 nasce mio figlio Luca e due fotografi entrano in clinica fingendosi infermieri, aggredendo mia moglie Grazia Letizia che aveva appena partorito.
Rifiuto due miliardi di lire da Gianni Agnelli per esibirmi al Teatro Regio di Torino e canto, di nascosto e senza compenso, per i degenti dell’Istituto Nazionale dei Tumori.
Nel 1975, a Milano, tentano di rapire il mio unico figlio e solo grazie all’intervento dei passanti si scongiura il peggio.
Negli anni Ottanta vengo colpito da una irreversibile malattia dei reni, che porta al loro rapido deperimento.
Per anni mi sottopongo a dialisi a giorni alterni.
Un giorno volo a Parigi per un trapianto, ma il nuovo rene rigetta e devo ricominciare.
Nel 1998 la situazione precipita, mi diagnosticano un male e vengo ricoverato all’Istituto San Paolo di Milano.
Non conta che la mia discografia completa sia rinvenuta in un covo delle Brigate Rosse.
Non conta che io abbia venduto nel mondo oltre 25 milioni di dischi.
Non conta che David Bowie mi abbia definito il migliore cantante del mondo.
Non conta che Paul McCartney conservi tutti i miei album.
Non conta che Pete Townshend consideri “Emozioni” un capolavoro.
Giulio, in ospedale l’ultimo giorno mi fa recapitare un biglietto e io mi commuovo.
Nel sistemarmi i tubi al corpo, il medico si emoziona e mi confessa che per lui sono un mito.
Volo via il 9 settembre 1998 a 55 anni, quando mi mancano due esami alla laurea in matematica.
Sono stato Lucio Battisti, un Angelo caduto in volo, davanti a me c’è davvero un’altra vita e sono ora qui nei cieli immensi dell’immenso amore, felice di avere cambiato le vostre vite, rendendole migliori.”
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ma la legge è uguale per tutti, a volte anche più uguale
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Ieri 7.9.2023, un giovane di 26 anni, indiano, ha scippato a Roma al Quarticciolo una vecchia 90enne trascinandola per alcuni metri. È stato circondato e l’hanno gonfiato di calci e di pugni. Qualcuno si domandi perché succedono queste cose e se possono essere contagiose.
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https://www.la7.it/intanto/video/roma-scippatore-massacrato-di-botte-da-un-gruppo-di-passanti-il-video-choc-08-09-2023-501835
La legge del capestro.
Spero che individuino il tizio “di rosa vestito”… 😠
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Per carità Travaglio ha pure ragione ma tutte queste concessioni di cui lui giustamente si lamenta sono sì previste dalla legge, ma sono i magistrati a decidere se e quando applicarle. Quindi dovrebbe prendersela con la vateg che più di chiunque altro lui difende sempre a spada tratta.
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Ma cosa stai dicendo? Il magistrato applica la legge, ed è obbligato a farlo; se determinate concessioni sono previste dalla legge, non può certo disapplicarla con un colpo di martello, come nei film americani.
Semmai chiediamoci chi ha fatto quelle leggi, ma tanto lo sappiamo tutti benissimo: finché si continuerà a lasciar legiferare i delinquenti, difficilmente la magistratura (che pure ha le sue pecche) potrà mai farci qualcosa.
Quindi, oltre agli artefici materiali delle leggi (che hanno nomi e cognomi, e in buona parte sono ancora tutti lì), gli unici altri responsabili con cui bisognerebbe prendersela sono gli elettori, che (pur legittimamente e democraticamente) col loro comportamento, continuano a sostenere (direttamente o indirettamente) formazioni politiche intrise di delinquenti, che non potranno che seguitare a legiferare di conseguenza: segnatamente, mi riferisco a chi ha votato per un partito di governo per la parte diretta, e agli astenuti per quella indiretta.
Se dopo tutto questo FdI continua a salire nei sondaggi, vuol dire che ce lo meritiamo.
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Ma torna a studiare invece di dire minchiate. Le misure alterntive e i benefici vari sono sì previsti dalla legge ma è sempre il magistrato di sorveglianza, a sua discrezione, che decide.
Studia.
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Si ma guarda che non può mica decidere così, a simpatia.
Ma anche se fosse, questo evidenzia ulteriormente il fatto che se tali misure non fossero previste, potrebbe decidere sta cippa.
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Sì ma l’entità, i vincoli, e la discrezionalità sui benefici li decide il legislatore.
Per fare un esempio, bastano due righe di codice (li aiuto io, se serve: “in caso di necessità di visite mediche specialistiche, il soggetto ai domiciliari può rivolgersi solo alla struttura più vicina o comunque all’interno della provincia di domicilio forzato”), e il problema di Verdini a Roma era risolto.
Se l’ampia discrezionalità lasciata al magistrato sia un errore o un caso, ognuno lo può valutare da solo.
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Tranquillo DDV, quello che ha contestato il tuo parere (l’idolo della biscia) capisce di leggi e di diritto come io capisco di fisica nucleare. Per il primo personaggio citato da Travaglio, avendo quel nome, quel passato, quella parentela i giudici hanno ravvisato in lui ciò che molto probabilmente non avrebbero ravvisato in altri delinquenti e cioè la sua incompatibilità con il carcere, la sua particolare dentatura che ha bisogno di uno o più dentisti che si trovano solo a Roma, avere infranto le norme sugli arresti domiciliari senza che gli vengano revocati.
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Forse, se i delinquenti comuni avessero lo stuolo di avvocati che si può permettere Verdini, sarebbero usciti anche loro causa covid. O forse no, forse è tutta una questione di conoscenze. Forse.
Di certo c’è che, se certe scappatoie legali non fossero state a suo tempo proposte e approvate dal Parlamento, per salvare qualcuno della cricca, adesso nemmeno tutti gli avvocati del mondo ci si potrebbero appellare.
Per giungere a questa conclusione non è necessario “capire di diritto” (che comunque a suo tempo ho studiato, per cui un minimo di basi ce le ho; non so se tu possa dire lo stesso per quanto riguarda la fisica nucleare), è sufficiente un minimo di logica: più si lasciano legiferare i delinquenti, e maggiore sarà il tasso di impunità.
Se poi a tutto questo si aggiungono anche episodi di magistratura corrotta (che andrebbero però prima dimostrati, altrimenti siamo nel campo delle illazioni un tanto al chilo), ovviamente questo non può che peggiorare la situazione, ma la magistratura non la eleggiamo noi, e non ci possiamo fare niente.
Dove possiamo fare, ma non facciamo, è sul lato politico, continuando a preferire (o comunque a favorire indirettamente) formazioni che, invece di far pulizia dei delinquenti al loro interno, gli garantiscono la carriera: se la maggior parte dell’elettorato non se ne cura, vuol dire che gli sta bene così.
Democraticamente lo rispetto, però poi non lamentiamoci ogni volta che capitano episodi così.
Per il secondo personaggio invece, nulla da dire? Una pura e semplice scappatoia legale messa lì da qualcuno (con un minimo di ricerca si potrebbe risalire agli autori, ma è una ricerca destinata a riservare ben poche sorprese), quasi sicuramente con la scusa delle carceri piene, o di migliorare le condizioni dei detenuti (anche qua la fantasia latita parecchio), che oltre a lui probabilmente utilizzeranno anche tanti altri, dei quali però non sentiremo mai parlare (e tanti saluti alle vittime, firmato Gioggia).
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Se uno è potente fa come B., Verdini e Buzzi, altrimenti non è un uomo potente.
A differenza di tanti stati occidentali, gli uomini di potere in Italia si sono costruiti un sistema tale che basta entrarci e non ne esci più e in più potresti essere potente anche da deficiente.
Sistema quasi chiuso e fra un po’ anche isolato.
Sistema sostenuto dai propri elettori che sono come sempre minoranza in democrazia.
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Le scappatoie esistono ma ma non è obbligatorio usarle come diceva giustamente Travaglio Non c’era bisogno di una visita odontoiatrica a Roma. il problema è che per certi condannati esistono vie preferenziali e giudici che guarda caso le percorrono mentre per altri non ci sono. Attribuire alla solalegislazione questo significa dimenticare gente come Carnevale. Anche lui agiva a norma di legge. purtroppo un idiota come te non riesce a capire queste quisquiglie Ma del resto non saresti quel che sei Se non ti esprimessi così
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E’ un’ipotesi estremamente difficile se non quasi impossibile, ma se certi minorenni di Caivano (ah, fa rima con Caimano) e di tutte le periferie degradate d’Italia venissero a conoscenza, per cominciare dell’esistenza in vita di Verdini e Buzzi e poi delle loro traversie giudiziarie coronate da successo… butterebbero via con disprezzo le pistole come fossero banane senza bollino blu, e metterebbero subito mano ai mitra.
Paradossalmente, è una fortuna che stamane, con buona probabilità, non si troveranno a leggere il FQ, di cui forse non sanno cosa sia. Altrimenti deciderebbero all’istante di fare il salto di livello e passare alle armi automatiche!
PS
In un’altra era geologica il Corriere della Sera stampava anche il Corriere dei Piccoli. Perché non fare “Il Fatto Quotidiano dei Piccoli”?? Stefano Disegni direttore, naturalmente!
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prova tecnica
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E’ tutto spiegato molto bene in questa frase di Marco Travaglio:
Per i maggiorenni, purché ricchi e/o potenti e/o famosi, meglio se pregiudicati e detenuti, la pena massima resta il Parlamento.
Andrebbe aggiunta a quella meno nota che recita : “La legge è uguale per tutti”.
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Oggi è sabato,volevo rilassarmi ma ho fatto il solito sbaglio : ho letto questo editoriale di M.T.
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Mio cuggggino lo dice sempre
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Ma chi è che va dal dentista tre volte alla settimana forever?
Gli stessi che pagano un fantastiliardo di fantastiliardi per un ombrellone al Twiga.
O che pagano un milione in più una villa comprata un’ora prima a un milione in meno.
Sono pazzi questi vip!
E il guaio è che ci governano (forever).
E’ la democrazia rappresentativa (sintetizzata ottimamente da Gaber), e tu non puoi farci niente.
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Mio Dio, ci ha lasciato Domenico De Masi!
😢
Un grande.
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https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/09/morto-domenico-de-masi-rivedi-lintervista-integrale-a-la-confessione-di-peter-gomez/7286309/
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Intanto, primi tragici effetti della revoca del RDC:
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Ed ecco a NOI la realtà che ci viene accuratamente occultata:
https://fb.watch/mYgS2HJYZF/
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La Loggia è uguale per tutti
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