Gli alleati (e Giorgetti) vogliono dimezzare la tassa, Pronti gli emendamenti: per la partecipata di Fininvest sconto del 75%. Non ha prodotto ancora un euro di gettito, ma l’obiettivo di Lega e Forza Italia […]

(DI CARLO DI FOGGIA E GIACOMO SALVINI – ilfattoquotidiano.it) – Non ha prodotto ancora un euro di gettito, ma l’obiettivo di Lega e Forza Italia è dimezzare l’impatto – specie per qualche istituto – della tassa sui cosiddetti “extraprofitti” delle banche, spuntata nel famoso decreto Omnibus del 7 agosto. Mercoledì si capirà di più: quel giorno scadrà infatti il termine per gli emendamenti nelle commissioni Industria e Ambiente del Senato, dove il testo è in discussione. Come già anticipato dal Fatto, forzisti e leghisti presenteranno una serie di modifiche per depotenziare la misura che, come effetto collaterale, ridurrebbero all’osso l’imposta per Banca Mediolanum, il fiore all’occhiello delle partecipazioni della Fininvest dei Berlusconi.
Giovedì si è tenuta una prima riunione degli uomini di FI che seguono il dossier. Una delle modifiche, come ha scritto ieri MF, punterà infatti a spostare il tetto massimo del prelievo dallo 0,1% dell’attivo bancario del singolo istituto allo 0,15% delle “attività ponderate per il rischio” (le Rwa). In questo modo si alza il tetto, ma si restringe la base di calcolo.
La questione è tecnica, ma illumina lo scontro e i conflitti d’interessi in seno alla maggioranza. La tassa infatti è costruita come un prelievo del 40% sul maggior margine di interesse registrato dagli istituti, che esprime la differenza tra i tassi applicati alla clientela (che risentono della pesante stretta monetaria della Bce) e quelli (quasi nulli) con cui remunerano conti e depositi dei clienti. La prima formulazione fatta filtrare la sera del 7 agosto aveva un impatto pesante sulle banche: 5 miliardi il gettito previsto. Secondo gli analisti di Ubs, Mediobanca e Unicredit sarebbero state le meno impattate, Mediolanum e Bper le più colpite con un calo del 45-50% dell’utile 2023. Un colpo per la banca di cui Fininvest ha il 30% e che nei primi sei mesi del 2023 ha visto gli utili salire del 51%, a 363 milioni (nel 2022 ha fruttato il 40% dei profitti netti della holding dei Berlusconi). Un primo sconto l’aveva fatto il Tesoro di Giancarlo Giorgetti imponendo un tetto massimo alla tassa dello 0,1% dell’attivo (riducendo il gettito a 2-2,5 miliardi). Per Mediolanum il conto si è ridotto a 75 milioni. Spostando il tetto sulle attività ponderate per il rischio, si ridurrebbe a 18 milioni: un calo del 75%, calcolano gli analisti di Mediobanca, contro una media del 50% per le altre banche.
La modifica è giustificata da Forza Italia col fatto di non colpire le banche che acquistano i titoli di Stato italiani (che non rientrano nelle Rwa). Che poi Mediolanum sarebbe la principale beneficiata (insieme a Fineco) è un dettaglio: ieri il titolo in Borsa ha chiuso a +1,4%. A ogni modo la modifica dimezzerebbe il gettito totale della tassa a circa 1 miliardo (Intesa si vedrebbe ridurre il prelievo del 38%; Unicredit del 50%, Crédit Agricole del 52% etc).
Tra le altre modifiche allo studio c’è anche quella di rendere la tassa deducibile ai fini Ires e Irap, dando anche più tempo alle banche sotto una certa soglia di attivo ed escludere dalla tassa gli istituti del credito cooperativo e le ex popolari, oltre a chiarire che il prelievo sarà una tantum.
Resta da vedere la reazione di Fratelli d’Italia, che al momento non vuole snaturare la norma. Giorgia Meloni ha fortemente voluto la tassa, studiata a Palazzo Chigi e fatta ingoiare a sorpresa al Tesoro: dimezzarne l’impatto sarebbe una sconfessione in piena regola e peraltro ridurrebbe le coperture a disposizione per la legge di Bilancio. Ma è anche vero che Meloni dovrà trovare un accordo, specie con Antonio Tajani, per evitare problemi nella gestazione della manovra: i forzisti hanno individuato nella modifica al decreto sugli extraprofitti una loro battaglia, intestandosi la rappresentanza degli interessi del mondo bancario (Mediolanum compresa).
Gli azzurri, dice un esponente meloniano, si stanno impuntando e sarà difficile non concedere loro qualcosa. Anche il ministro Giorgetti sarebbe favorevole ad annacquare il prelievo, come ha già annunciato al forum di Cernobbio.