(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Il timore di contestazioni, anche da parte dei parenti delle vittime di mafia, sta mettendo in dubbio la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla fiaccolata di domani sera a Palermo in occasione del trentunesimo anniversario della strage di via d’Amelio in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque membri della sua scorta. A Palazzo Chigi, infatti, si temono proteste e contestazioni nei confronti della premier e del suo governo dopo le ultime uscite del ministro della Giustizia Carlo Nordio contro il concorso esterno in associazione mafiosa: così l’ipotesi più probabile al momento è che Meloni vada domani mattina a via d’Amelio per l’evento istituzionale in ricordo delle vittime ma non domani sera alla fiaccolata. Questo nonostante domenica Meloni sembrava aver dato per certa la sua partecipazione alla fiaccolata: “Ci sarò anche quest’anno”, aveva detto.

A pesare è soprattutto il timore di proteste da parte dei palermitani e dei familiari delle vittime, alcuni delle quali (come Maria Falcone) hanno attaccato il governo dopo le ultime dichiarazioni di Nordio sul reato di concorso esterno. “Volteremo le spalle agli impresentabili – ha detto Salvatore Borsellino, fratello di Paolo -. Se avrò modo di incontrare la premier Meloni le vorrei chiedere come si concilia il suo entrare in politica dopo la strage di via D’Amelio, con le esternazioni di un suo ministro”. Come raccontato dal Fatto, anche l’ex procuratore di Palermo e oggi senatore del M5S Roberto Scarpinato domani sarà a Palermo in funzione anti-Meloni. Anche questo fattore potrebbe pesare nella scelta della premier.

Al momento, dunque, a Palazzo Chigi studiano tre ipotesi: la prima è che Meloni domani mattina vada alla commemorazione istituzionale ma non alla fiaccolata; la seconda prevede la partecipazione della premier a entrambi gli eventi. La terza invece potrebbe vedere Meloni assente da Palermo nel giorno dell’anniversario: la premier potrebbe andare a via d’Amelio venerdì mattina e poi partecipare alla giornata di convegni organizzata da Fratelli d’Italia con ministri, sottosegretari e dirigenti di partito per parlare di lotta alla mafia. In nessuno di questi eventi invece ci sarà il ministro della Giustizia Carlo Nordio.