Su Pc Professionale in 56 mesi 87 redazionali. Tanti pagati da società di Stato: Eni, Enel, Poste, Terna, Snam, Leonardo. “Non ho avuto favori né li ho cercati”, “ho rivitalizzato riviste che voi tutti avete sfogliato”. Sono due delle bugie più […]

(DI NICOLA BORZI E THOMAS MACKINSON – ilfattoquotidiano.it) – “Non ho avuto favori né li ho cercati”, “ho rivitalizzato riviste che voi tutti avete sfogliato”. Sono due delle bugie più macroscopiche contenute nell’accorata autodifesa, contro “la campagna di diffamazione e di odio”, che la ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè, ha tenuto l’altroieri nell’aula di Palazzo Madama per spiegare le vicende di Visibilia. Nel disastrato gruppo editorial-pubblicitario “Dani” è stata presidente e amministratrice delegata dalla fondazione nel 2008 sino a metà novembre 2021. Da ottobre le indagini sul dissesto delle quattro aziende della galassia Visibilia le sono costate l’iscrizione nel registro degli indagati. Al di là dei risvolti penali, c’è però un dato manageriale e aziendale: la senatrice Santanchè, nella sua qualità di editrice di Visibilia, ha ricevuto forti sostegni pubblicitari per il mensile Pc Professionale, “bibbia dell’informatica”, sotto forma di pubbliredazionali commissionati e pagati in gran parte da enti pubblici e partecipate statali, oltreché da banche, assicurazioni e imprese private. L’elenco è sterminato: nei soli 56 mesi tra agosto 2017 e marzo 2022 Pc Professionale ha pubblicato almeno 87 pubbliredazionali, in media più di uno al mese, che hanno fruttato a Visibilia migliaia di euro ciascuno. Un valore unitario molto superiore a quello ottenuto dalla pubblicità tabellare, ma che rimaneva sottotraccia proprio perché non raccolto come tale. La stessa senatrice Santanchè, a febbraio 2021, elencava ai suoi dipendenti molte società controllate indirettamente dal Tesoro ai primi posti di una lista di “clienti per proporre approfondimenti: Eni, Enel, Poste, Terna, Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti”. Tutte aziende estranee all’informatica alla quale è dedicato il mensile.

Ma non basta: in un appunto di suo pugno (che riportiamo a fianco) datato a fine estate del 2017 e vergato su carta intestata della Presidenza del Consiglio (della quale era stata sottosegretario sei anni prima, nel governo Berlusconi IV), Santanchè trasmetteva ai giornalisti il numero di cellulare di un manager di Open Fiber, azienda voluta da Matteo Renzi quand’era capo del governo e partecipata da Enel e Cdp, da contattare proprio per realizzare un pubbliredazionale.

La lista delle “marchette”, come vengono definite in ambito giornalistico, regolarmente pubblicate (e pagate con fondi para-pubblici) sul mensile di Visibilia sebbene apparentemente scollegate dal core business di Pc Professionale, è sterminata. Nel solo periodo indicato, il Fatto ha contato almeno 10 pubbliredazionali piazzati sul mensile proprio da Open Fiber. Poste Italiane ne ha realizzati almeno 8, Enel 7, Eni 5, Leonardo 3, Terna 2, Snam 2. Poi c’erano quelli dell’associazione delle assicurazioni Ania (5), di Mediobanca (4), Banca Ifis (4), Sisal (3), Prysmian (2) Intesa Sanpaolo (2), British American Tobacco (2), Ubi Banca, Axa, Autostrade (1 a testa). In violazione delle norme deontologiche, nessuno di questi redazionali (in alcuni casi anche di quattro pagine l’uno) riportava la dicitura “Informazione pubblicitaria a pagamento”. Una omissione che consentiva, tra l’altro, di non inserire l’incasso tra la pubblicità tabellare, la cui raccolta invece scarseggiava.

Ma a smentire Santanchè quando parla di “rilancio” delle testate di Visibilia ci sono poi altri fatti. La storica testata di cinema Ciak e Pc Professionale furono ceduti a Visibilia il primo aprile 2014, quando Santanchè era esponente di Forza Italia, dalla Mondadori berlusconiana, e si affiancarono a Villegiardini, acquisita nell’autunno 2013. Le due testate erano realizzate da redazioni composte rispettivamente da 4 e 6 giornalisti, oltre i direttori (Piera Detassis e Giorgio Panzeri) e un gran numero di collaboratori esterni. Di tutti quei giornalisti, oggi Visibilia non ne impiega più nessuno. I mensili sono confezionati da un service esterno, i collaboratori fissi se ne sono andati dopo anni di fatture decurtate e pagate in ritardo. Le testate sono state girate dalla capogruppo Visibilia Editore Spa, quotata, a Visibilia Editrice Srl che ad alcuni cronisti non ha saldato Tfr e versamenti al fondo di previdenza complementare, impegnandosi a rateizzarli entro fine 2023. Se anni fa Pc Professionale dichiarava vendite intorno alle 40mila copie, nell’estate del 2021 tra edicola e abbonamenti pagati era sceso a 10mila circa. Gli ex dipendenti lamentano che il gruppo ha pensato solo a tagliare costi senza mai fare nessun investimento. Altro che il rilancio vantato da “Dani”.