(Stefano Rossi) – Dopo l’arresto del noto ristoratore di Palermo, Mario Di Ferro, l’ex senatore di Forza Italia, ora consigliere alla Regione Sicilia, Gianfranco Micciché, aveva prima negato e poi ammesso di fare uso della cocaina.

Lasciando perdere la cronaca, preme evidenziare le parole del senatore in difesa dell’amico Di Ferro.

Di Ferro non è uno spacciatore e si è limitato a fare da tramite con i fornitori, senza guadagnare nulla dalla cessione”.

Ecco una nuova figura che potrebbe entrare nella legge antidroga: colui che fa da tramite.

Non uno spacciatore, cioè, colui che detiene, consegna la droga e prende i soldi ma colui che detiene, consegna la droga ma non pretende il pagamento.

Un francescano con intenti, diciamo, laici.

Noi possiamo pure credere alla storiella del senatore, visto che da quelle parti lasciavano credere all’altra storia della nipote di Mubarak, ma qui i conti non tornano.

Il fornitore della droga, alla fine, chi lo paga?

Perché se Micciché non pagava la dose ci potremmo quasi stare. Ok. Sei alla regione, prima o poi, ci sarà modo di sdebitarsi.

Ma se il parlamentare di Forza Italia comunque versava una somma di danaro, cosa altamente probabile, come fa a stabilire che non ci stava il guadagno del suo fornitore amico?

Che forse sia in contatto pure con i fornitori, produttori, trafficanti internazionali delle droghe e sia pure a conoscenza dei loro listini zona per zona?

No, perché a questo punto, la sua posizione cambierebbe.

E di molto!