
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Per quanto fosse tecnicamente impossibile, Bin Rignan è riuscito a rendersi più ridicolo della Santanchè. Le sue lezioni di coerenza sono ancor più comiche di quelle di garantismo della Pitonessa. In Senato sedeva tronfio accanto al suo ultimo ventriloquo, tale Borghi, che declamava le richieste di dimissioni strillate da FdI contro i centrosinistri. E chiudeva […]
Coerenzi
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Per quanto fosse tecnicamente impossibile, Bin Rignan è riuscito a rendersi più ridicolo della Santanchè. Le sue lezioni di coerenza sono ancor più comiche di quelle di garantismo della Pitonessa. In Senato sedeva tronfio accanto al suo ultimo ventriloquo, tale Borghi, che declamava le richieste di dimissioni strillate da FdI contro i centrosinistri. E chiudeva col solito chiagni&fotti: voi cattivi volevate cacciare noi, ma noi buoni non vogliamo cacciare voi; anzi, ciascuno si fa i cazzi propri e nessuno chiede più le dimissioni di nessuno; una mano lava l’altra. Il povero Calenda, lì vicino, soffriva in silenzio: lo scandalo Visibilia è troppo persino per lui, ma la tenia che s’è infilato in pancia e gli sta mangiando tutto l’ha messo in minoranza sulla richiesta di dimissioni: robaccia “grillina”. O, per meglio dire, “renziana”. Già, perché il record di richieste di dimissioni non è né del M5S né di FdI: è suo.
Nel 2011, ancora sindaco di Firenze (per la gioia delle altre città), ululava che il bersaniano Penati, indagato per presunte tangenti, “deve rinunciare alla prescrizione e dimettersi da consigliere regionale”. Nel 2013 voleva sloggiare la Cancellieri, ministra di Letta beccata a trafficare per far scarcerare la figlia di Ligresti, ma non indagata: “Non bisogna aspettare un avviso di garanzia per dimettersi. Se fossi segretario Pd direi sì alla sfiducia”. Come il M5S. Quando il Viminale, retto (si fa per dire) da Alfano, fece deportare in Kazakistan Alma e Alua Shalabayeva, si associò alle mozioni di sfiducia di M5S e Sel contro il ministro non indagato: “Se sapeva, ha mentito ed è un piccolo problema. Se non sapeva, è anche peggio”. Sempre sotto Letta, chiese la testa delle ministre Idem (inquisita per una microevasione su una palestra) e De Girolamo (indagata per l’Asl di Benevento). E, divenuto segretario Pd e premier, fece dimettere i suoi ministri Lupi (non indagato per i regali di Incalza al figlio) e Guidi (non indagata per la norma caldeggiata dal fidanzato), i suoi sottosegretari Gentile (non indagato, ma accusato di pressioni su un giornale) e Barracciu (imputata nella Rimborsopoli sarda) e il sindaco veneziano Orsoni (indagato per il Mose). Richetti, inquisito nella Rimborsopoli emiliana, fu indotto a non candidarsi in Regione (poi fu prosciolto). E il sindaco romano Marino fu cacciato prim’ancora di essere indagato per le cene. “Per chi sbaglia non ci sono scappatoie: va stangato… Solo con l’adempimento con onore e disciplina di tutti e ciascuno, partendo da chi ha incarichi di governo fino al cittadino comune, cambieremo il Paese”, tuonava il grillino rignanese il 27.11.2014. Oggi dice agli altri: “Noi non siamo come voi”. Ma dovrebbe comprare una consonante: “Noi non siamo come noi”.
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Grazie Raf…e buona giornata….!
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Grazie Lele,avanti così
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Oramai è una cosa trita e ritrita, lo sanno anche i sassi.
Il parlamento è un ritrovo di cosa nostra tutto il resto è noia
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Bravo Carletto. Grazie a lui e al suo fiuto, ci ritroviamo ancora tra le scatole questo fulgido esempio di politico italiota, sempre a brigare per fare soldi come una zecca che succhia il sangue dove può, compreso il nostro con le nostre tasse. Dopo i mitici proclami del suo governo del bla bla, abbiamo questo senatore conferenziere (e ora pure direttore di giornale di gente che conosce bene) sempre indaffarato a spostare pedine e fare querele, ma che non trova il tempo per raccontarci cosa si diceva con un uomo dei servizi in un parcheggio di un autogrill. In perenne conflitto d’interessi e di coerenza con se stesso. Insomma, un piccolo Silvio B. che non ce l’ha fatta, ma che non si arrende e ci prova con tenacia. Cosa sarebbe l’Italia senza Piermatteo.
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Risposta all’ultima affermazione: un Paese migliore, pur nella consapevolezza sia uno dei tanti. Davvero difficile comprendere come riuscì, imitando i famosi cavalieri, a compiere l’impresa di passare il 40% dei votanti alle europee del 2014, nonostante avesse già dimostrato (#enricostaisereno) di essere un’ipocrita serialmente continuativo, ovvero il rottamatore che fece governo con dei rottami. Nonostante ciò sarei disposto a scommettere, non poco, che tra 20 anni sarà ancora lì, perché più le teste sono vuote, più precise sono le matite nella penombra dell’urna.
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80 €. La cifra, poi, non era casuale.
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Un bil saladin salamadan con il vizio del perepe’ quaqqua’ quaqqua’ perepe’.
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Speriamo di trovarlo nel deserto come lorenz d’arabia….. su un cammello che de lo porti via quando tira una tempesta di sabbia!
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Aooo spariti i nick..sempre più anonimi?Faremo qualche sforzo in più per capire chi scrive dai contenuti!
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(Hot) A proposito ci capite qualcosa con questi nick che cambiano e spariscono? Tipo: sul sito infosannio tu (nessuno e tutti) mi da (1), altri invece (tipo Anail,) il nick è corretto. Sono poco pratico di blog e similie, quindi scusate la domanda fuori argomento, ma se qualcuno mi infarina su questo, lo ringrazio anticipatamente.
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Arnaldo Forlani in confronto a questi squallidi microorganismi, rivisto oggi, sembra Che Guevara.
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Pensa che l’avevo capito trent’anni fa, che mi sarebbe toccato rimpiangere gente come Forlani, Craxi, Andreotti. Appena vidi in TV Silvio B. che pronunciava le parole “l’Italia è il Paese che amo”.
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A volte mi viene quasi da rimpiangere Berlusconi…
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Anche per Forlani …ho sentito : revisionismo storico!
ahhhh..i ricordi come svaniscono in un attimo…pufff… e il gioco è fatto per tutte le “buonanime” della politica.
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Renzi fa solo il Renzi ed è naturale. Il problema sono quelli che lo votano; ma dubito che si rendano conto di ciò che hanno fatto e, probabilmente, lo rivoterebbero con rinnovata convinzione.
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Tutti a dire che Renzi è un B. che non ce l’ha fatta. Ma a me sembra l’incontrario. Con tre TV nazionali di proprietà e altre tre controllate per interposta persona pure io potrei stare in parlamento trent’anni.
Invece trovatemi voi un politico più odiato di lui che siederà imperterrito in parlamento almeno fino al 2028, e magari sarà pure determinante per qualche inciucio della destra, a dispetto del 99% di cittadini a cui sta grandemente sulle palle.
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[1] Triste ma vero, purtroppo.
Un saluto.
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Grazie e condivido parola per parola.
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intanto renzuccio mangia a piu non posso, sbraita mentre sbadiglia e spera nel crollo di tutti , affinchè possa pascere sulle macerie
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“Quando il Viminale, retto (si fa per dire) da Alfano”
No, no… “retto” è proprio il termine più adatto.
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Pirgo, 😂🤣😆
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Bin Bum! Ban Bomba sarebbe a vendere le pentole nell’ azienda del babbo, regalando a Natale i babbi a casalinghe disperate, dopo l’ acquisto dei suoi prodotti, e non ai servizi segreti. ..se non ci fosse stata la truppa di mercenari/giornalai a spianargli la strada dalla presidenza di regione alla presidenza del consiglio! Allora la vera domanda è perché questo venditore di pentole abbia fatto carriera politica…..il mito/fenomeno si crea per condizionare la politica italiana, ostacolare qualsiasi forma di cambiamento, rimestare affinché quel potere economico/finanziario, che controlla media/informazione, possa essere tutelato/garantito attraverso i suoi referenti istituzionali, cioè i suoi stessi prodotti mediatici! Senza questo apparato a sostegno, Bin Rignan sarebbe a cianciare sul barattolo di fumo in vendita alla sagra di Flittole e non in parlamento, e purtroppo che abbia il 40 o il 2% è irrilevante, perché rimarrà lì dove deve stare, a garanzia di chi realmente comanda in Italia. ….Pur di farlo eleggere il PD ha recitato la commedia degli assurdi ed inventato il Terzo pollo con tanto di traghettatore Calenda, perché il posto del senatore di Rignano era riservato!
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OT, sul ripristino dei vitalizi:
“Giuseppe Conte
Misure contro il carovita, l’aumento di mutui e
degli affitti? Macché. I patrioti di Giorgia Meloni
evidentemente hanno altre priorità: il ripristino
dei privilegi per i parlamentari.
Il Consiglio di Garanzia del Senato – composto
per quattro membri su cinque da esponenti del
centrodestra e purtroppo senza nessun
rappresentante dei 5 Stelle – ha ripristinato alla
chetichella i vitalizi per i senatori delle passate
legislature.
Un privilegio che il Movimento 5 Stelle aveva
cancellato nel 2018. Proprio nell’ultimo giorno
utile il centrodestra ha messo a punto questo
colpo di mano, confezionando un regalo a chi
già gode di vantaggi e trattamenti di favore,
dimenticando cittadini e imprese che ogni
giorno si sacrificano per sbarcare il lunario.
Ecco cosa c’è sotto la maschera dei patrioti:
nulla per cittadini, solo favori agli amici di
Palazzo.”
👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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“Giuseppe Conte
Un aggiornamento sul vergognoso ripristino dei
vitalizi in Senato.
Leggo che Fratelli d’Italia e Lega stanno
inscenando il più classico degli scaricabarile
per salvare la faccia, facendo trapelare
attraverso gli organi di stampa il voto contrario
espresso dai loro rappresentanti nel Consiglio di
Garanzia del Senato. Un organo, è bene
ricordarlo, composto da 4 membri su 5
appartenenti a forze di centrodestra e senza
nessun rappresentante 5 Stelle.
Mettiamo fine a questi giochini di ruolo. Se le
forze di centrodestra vogliono davvero
rimediare a questa figuraccia, una soluzione
c’è: si approvi un nuovo testo in Consiglio di
Presidenza del Senato per bloccare
definitivamente il ripristino di questi privilegi. E
anche le altre forze di opposizione non si
nascondano dietro una furba astensione.
Ci auguriamo che questa volta la parola fine a
questo scempio venga scritta senza nessuna
esitazione.
Abbiamo un carovita insostenibile, l’inflazione è
una tassa patrimoniale occulta che ha eroso
circa 61 miliardi nei conti correnti degli italiani,
famiglie e imprese con mutui e affitti alle stelle
faticano ad arrivare a fine mese, mentre il
Governo Meloni non ha introdotto una sola vera
misura per contrastare tutto questo.
Anzi. Questo Governo sta aggravando la
situazione con il taglio del reddito di cittadinanza, con la precarizzazione sempre più spinta dei rapporti di lavoro, con la forte opposizione al salario minimo.
È una vergogna!
Se i responsabili delle nostre istituzioni rimangono indifferenti alle difficoltà di imprese e cittadini, che almeno non si permettano di restaurare i vecchi privilegi per sé stessi”
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Purtroppo tutto è stato ripristinato ante 2018, vige il volemose bene e non ci azzanniamo tra di noi, gli unici che possono interferire come nel 2018 li stiamo tritando e cuocendo …..quindi !
Ma è quello che merita questo paese pieno di brava gente ma troppo tifoso e facilmente influenzabile
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