
(Frida Gobbi – lidentita.it) – Ennesima polemica per un falso problema – tutti a guardare il dito e nessuno che guarda la luna indicata. “Se non hai i soldi, guardi”: è questa la frase incriminata, pronunciata dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, sullʼapertura del Caffè Sacher (che vende l’omonima celebre torta viennese) nella sua città. Un locale considerato di difficile accesso al grande pubblico per i prezzi molto alti delle consumazioni. Dipiazza, famoso per questo tipo di atteggiamenti, ha spiegato meglio la sua uscita: “Vorresti un Ferrari? Ma non lo puoi permettertelo, e allora se passa sei lì a guardarlo”. Peraltro domenica il Caffè Sacher, in pieno centro (il primo fuori dall’Austria), era (già) chiuso per esaurimento scorte di torte, nonostante i circa dieci euro a fetta. Segno che chi poteva permettersela è accorso in massa per assaggiarla. Tuttavia il problema vero, per i cittadini italiani, non è non avere i soldi per andare in un posto per ricchi, ma ormai non averceli più neanche per andare al supermercato. E visto che il sindaco di Trieste era un grande imprenditore del mondo dei supermercati, dovrebbe sapere bene che oggi il problema per tanti è comprare un litro di latte. Non una fetta di Sacher.
Il problema per l’Italia è che i sindaci sono ex “grandi imprenditori”.
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Ecco chi è il sindaco di Trieste.
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La torta Sacher no e la pizza di Briatore Sì? Per me possono ricoprire il Belpaese con tutti locali per ricchi, con l’augurio che tutti questi ricchi guadagnino tanto e paghino tasse in proporzione. Perché il problema oggi non sono i ricchi ma quelli che pur avendo problemi a comprare un litro di latte vogliono mangiare lo spicchio di Sacher a 10€ e credono che se non lo possono fare è colpa di chi sta peggio di loro.
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Sinceramente non lo so… Detto che le persone con cariche istituzionali dovrebbero attivare il cervello prima di parlare e precisando che molti di essi hanno QI di un’ameba, dunque difficile accendere il fuoco senza fiamma…, abito in una cittadina turistica e non vedo tutti questi enormi problemi. Ogni santissimo week (TUTTI, compreso in inverno) per andare a cena di sabato bisogna prenotare giorni prima, persino per l’aperitivo serale è difficile trovare posto vicino al mare e di locali ce ne sono tanti. Sono stato in Toscana 4 giorni per il ponte del primo maggio…, ristoranti pieni ovunque, traffico sulle strade, gente nei negozi. Una settimana fa parlavo di cibo con un amico enologo; essendo lui del mestiere ha detto che trovare posto in molti locali stellati (Michelin) è difficilissimo se non impossibile, con lunghe liste di attesa, anche lì dove si paga ben oltre i 150 euro pranzo o cena. Questo, ovviamente, non significa che le caritas non lavorino e che, da almeno un ventennio, tutta la classe politica non stia cercando di impoverire il ceto medio. Però l’affermazione “oggi per tanti il problema è comprare un litro di latte”, suona demagogicamente fuori luogo, come la frase del sindaco. “Tanti” (sinonimo di molti) se non è maggioranza deve esserlo quasi, non qualche milione su 60.
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Se qualche milione ti sembrano pochi…
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“Ristoranti pieni?”
Ho un deja vu…
E comunque, qualche controllino in più, a questa “maggioranza” di ricchi da ristorante stellato, non lo facciamo, incrociando i famosi dati, visto che a pagare la maggior parte delle tasse sono GLI ALTRI?
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Anail e Pino avete ragione ambedue, io pure a Roma vedo i ristoranti sempre pieni e qualche controllo chi di dovere lo dovrebbe fare, anzi dalla pandemia hanno messo i tavoli fuori che significa altri introiti e x farglieli levare sarà una guerra.
Cmq non scordate mai che questo è il paese dell’incontrario ,nel 2018/19 chi votava a favore del reddito ora vota contro, chi votava contro ora lo vuole……
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