(Tommaso Merlo) – Non ha senso permettere ai media di rovinarci la vita intossicandoci di cattive notizie. Un conto è informarsi su temi che ci stanno a cuore, un conto e farsi inquinarsi l’esistenza per niente. I media diffondono solo cattive notizie perché è quello che il mercato egoistico vuole. I lettori e telespettatori superstiti vogliono occasioni per indignarsi e lamentarsi, vogliono conferme che il mondo sia come lo vedono loro e quindi malato, ma voglio anche rassicurazioni. Se tutto è marcio, loro si sentono integri e dalla parte del giusto. I media lo sanno. Più una notizia è macabra e scandalosa, più è seguita. E dato lo scopo dei media è fare soldi e non informare, ignorano le belle notizie e diffondono negatività per accontentare i loro clienti. Anche le risse in televisione e i sermoni dei soliti tromboni rientrano nelle stesse logiche. Più hanno un ego pronunciato, più fanno carriera. E più criticano aspramente, più piacciono. Questo perché il pubblico si riconosce egoisticamente in loro e li premia. Attraverso di loro esprimono poi le loro frustrazioni. E così, invece di fungere da faro di una società, oggi i media ne cavalcano i rigurgiti peggiori. Ed essendo al seguito di partiti e leader e lobby, sono parte del problema invece che della soluzione. Il risultato è che chi vorrebbe semplicemente sapere cosa succede nel male ma anche nel bene nella propria comunità umana – e cioè anche oltre il giardinetto nazionale – deve arrangiarsi da solo. Facendo il giornalista di se stesso e boicottando i media e i loro egoistici alfieri. Facile prevedere che più evolveremo come cittadini oltre l’ego, più questo mondo dell’informazione sarà destinato ad estinguersi. Non resta che attendere la bella notizia.