Papa Francesco: “E’ in corso la terza guerra mondiale di un mondo globalizzato”

(Anton Filippo Ferrari – tpi.it) – “Oggi è in corso la terza guerra mondiale di un mondo globalizzato, dove i conflitti interessano direttamente solo alcune aree del pianeta, ma nella sostanza coinvolgono tutti”. Queste le parole di Papa Francesco durante il discorso ad ambasciatori e rappresentanti dei Paesi accreditati presso la Santa Sede, ricevuti in Vaticano.

“L’esempio più vicino e recente è proprio la guerra in Ucraina, con il suo strascico di morte e distruzione; con gli attacchi alle infrastrutture civili che portano le persone a perdere la vita non solo a causa degli ordigni e delle violenze, ma anche di fame e di freddo. Al riguardo, la Costituzione conciliare Gaudium et spes, afferma che ‘ogni atto di guerra, che mira indiscriminatamente alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e va condannato con fermezza e senza esitazione’ (n. 80)”.

“Non dimentichiamo poi che la guerra colpisce particolarmente le persone più fragili – i bambini, gli anziani, i disabili – e lacera indelebilmente le famiglie. Non posso che rinnovare quest’oggi il mio appello a far cessare immediatamente questo conflitto insensato, i cui effetti interessano intere regioni, anche fuori dall’Europa a causa delle ripercussioni che esso ha in campo energetico e nell’ambito della produzione alimentare, soprattutto in Africa ed in Medio Oriente”.

Poi Papa Francesco ha aggiunto: “Tutti i conflitti pongono in rilievo le conseguenze letali di un continuo ricorso alla produzione di nuovi e sempre più sofisticati armamenti”. Bisogna invece “procedere sulla via di un disarmo integrale, poiché nessuna pace è possibile laddove dilagano strumenti di morte”.

2 replies

  1. Insomma, diplomazia. Tregua, cessate il fuoco. L’alternativa: distruzione, fame, freddo, la pelle soprattutto dei più deboli, ad livitum. La cosa che mi fa davvero arrabbiare è che sia uno dei pochissimi a parlarne in questi termini.

    Le altre cose che trovo tristi è che non se ne parla neanche più, come per cancellarle dal dibattito internazionale e dai notiziari, come se ormai non ne valesse più la pena: e che nessuno nomini il papa, mai, se non in stringati comunicati di agenzia. Esce un articolo sul dobermann di Dio, e giù commenti a palate….

    Mah.

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