Ma mi faccia il piacere

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dovere di cronaca. Articoli dei quotidiani italiani in una settimana sul Capodanno a Cortina di Giuseppe Conte: 6 su Repubblica, 6 sul Corriere della Sera, 6 su Libero (il migliore s’intitola “Reddito di fidanzamento”), 5 sulla Stampa, 2 su Domani (il migliore s’intitola “L’impostura di Conte va oltre le vacanze a cinque stelle”), 2 sul […]

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  1. Ma mi faccia il piacere

    (Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dovere di cronaca. Articoli dei quotidiani italiani in una settimana sul Capodanno a Cortina di Giuseppe Conte: 6 su Repubblica, 6 sul Corriere della Sera, 6 su Libero (il migliore s’intitola “Reddito di fidanzamento”), 5 sulla Stampa, 2 su Domani (il migliore s’intitola “L’impostura di Conte va oltre le vacanze a cinque stelle”), 2 sul Foglio, 1 sugli altri. Forza e coraggio: ancora un piccolo sforzo e battete il record di Spelacchio.

    Il Coglione d’oro. “Camorristi ma con il reddito. Scoperta altra truffa a Napoli. Una ventina di affiliati ai clan ha frodato 220 mila euro. In meno di due anni si sono volatilizzati 300 milioni. Sussidio ‘criminale’: un introito di 100 milioni per le cosche di Sicilia, Campania e Calabria” (Giornale, 3.1). Il passaggio da 200mila euro a 100 o, a scelta, a 300 milioni sfugge ai più. In ogni caso, è sicuro: mafia, camorra e ‘ndrangheta le ha create il Reddito di cittadinanza.

    Chi può e chi non può/1. “Cassese: ‘Il ricorso allo spoils system tradisce merito e imparzialità’” (Repubblica, 7.1). I meritevoli e gli imparziali sono gli amici suoi.

    Chi può e chi non può/2. “Irene Tinagli (vicesegretaria Pd): ‘Da Legnini a Magrini rimossi tecnici di alto profilo. C’è un piano di lottizzazione’” (Repubblica, 6.1). Quando lo fa il Pd si chiama “alto profilo”, quando la fanno gli altri si chiama “lottizzazione”.

    Sinceri democratici. “Settantatré Cda da nominare: 1000 posti al sole, tutto in mano a Crosetto. Perciò volevano cacciare Draghi” (Claudia Fusani, Riformista, 6.1). Per fare quella cosa brutta e antidemocratica chiamata “elezioni”.

    Piciernrberg. “Primarie, il voto online spacca i dem. Pina Picierno: no imitazioni del M5S’” (Corriere della Sera, 7.1). E certo: Internet l’hanno inventato i 5Stelle.

    The Genius. “Bonaccini rilancia sulle alleanze: ‘Senza non si vince’” (Repubblica, 8.1). Ma tu pensa: l’aspirante segretario di un partito sotto il 15% nei sondaggi dice che per arrivare al 50 più 1 bisogna allearsi con qualcuno. Ma questo non è Bonaccini: è Einstein.

    La lista della spesa. “Washington chiama Roma: ‘A Kiev lo scudo anti-missile’. Il consigliere Sullivan telefona a Palazzo Chigi” (Repubblica, 7.1). Subito. Serve altro? Che so, cappuccio e cornetto?

    Slurp/1. “Letizia Moratti si improvvisa food blogger sui social, ecco la sua torta ‘Stella’ senza zucchero” (CorriereTv, 27.12.2022). Mai più senza.

    Slurp/2. “Giorgia Meloni ha affrontato benissimo il faccia a faccia nella versione radiofonica. Partendo dal libro Io sono Giorgia è apparsa una donna vera, coraggiosa e libera… In base al contratto per Rai 150 anni dell’Unità d’Italia i diritti (di Mixer, ndr) sono miei. In teoria potrei venderli anche a un network internazionale, e proprio Giorgia Meloni un anno fa scrisse in un noto tweet che sarebbe un delitto vedere quel patrimonio televisivo in mani straniere” (Giovanni Minoli, Sette-Corriere della Sera, 6.1). Poveretto, come s’offre.

    Autoslurp. “Dopo di me almeno 40 donne hanno chiesto al mio parrucchiere il taglio come il mio, non è pazzesco? Sono diventata trendy” (Giorgia Meloni, FdI, presidente del Consiglio, Sette-Corriere della Sera, 30.12). Ma i termini stranieri non erano snob e radical chic?

    Cos’è la sinistra. “‘Caro Pd, l’autonomia differenziata è di sinistra’. Parla Giani” (Foglio, 6.1). “Bufera su Giani. Regione Toscana, il Pd sceglie come revisore manager sott’inchiesta per mafia a Catanzaro. Per i pm è un prestanome del clan Bagalà” (ilfattoquotidiano.it, 8.1). A furia di fare cose di sinistra, questo Giani leva il pane di bocca alla destra.

    La Repubblica del Nordio. “Altro punto centrale sarà la riforma della giustizia di cui il ministro Nordio ha offerto alcune anticipazioni. Per gli standard italiani sarebbe quasi una rivoluzione, ma dovrà affrontare un muro ostile su cui il governo potrebbe inciampare” (Stefano Folli, Repubblica, 2.1). Oh no, e poi come facciamo senza rivoluzione?

    De Banchis. “Bce e inflazione, parole in libertà. Nelle ultime settimane, diversi esponenti della maggioranza hanno espresso perplessità, dubbi e anche forti critiche verso l’operato della Banca centrale europea… La Bce fa la sua parte nella lotta all’inflazione” (Veronica De Romanis, Stampa, 8.1). E di chi è moglie De Romanis? Di Lorenzo Bini Smaghi. E dove stava Bini Smaghi dal 2005 al 2011? Nel Comitato esecutivo della Bce. Ah ecco.

    Il titolo della settimana/1. “Toh, l’ambientalista preferisce il taxi” (Libero, 4.1). Quindi?

    Il titolo della settimana/2. “Padre Georg: ‘Io, dimezzato da Bergoglio’” (Repubblica, 6.1). La prima volta che si riesce a dimezzare il nulla.

    Il titolo della settimana/3. “Ora padre Georg diventa un caso” (Repubblica, 6.1). Umano.

    Il titolo della settimana/4. “Padre Georg: ‘Bergoglio ignorò Benedetto sulla propaganda gender’” (Libero, 8.1). E ‘sti cazzi non ce lo vogliamo mettere?

    Il titolo della settimana/5. “Il piano della Meloni per cambiare l’Europa” (Libero, 7.1). E la Galassia niente?

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  2. Sbalorditivo che i più importanti quotidiani italiani abbiano deciso, invece di cimentarsi con l’autorevolezza di “Die Welt”, “Times”, “Le Monde”, di seguire la linea editoriale di Novella 2000. E in peggio, perché i cronisti di Novella 2000 il “loro” lavoro lo sanno fare

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  3. …” l’aspirante segretario di un partito sotto il 15% nei sondaggi dice che per arrivare al 50 più 1 bisogna allearsi con qualcuno. Ma questo non è Bonaccini: è Einstein” è bellissima.

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  4. Graziella Rogolino
    Ho sempre considerato Papa Benedetto XVI come una figura minore, travolto da responsabilità non in grado di gestire e da un ruolo troppo importante per la sua personalità. Oggi se ne sente parlare come di un grande filosofo (ma che ha detto in proposito?) come un maestro di catechesi (reintrodusse la vecchia preghiera preconciliare sull’illuminazione degli ebrei) come un uomo buono tradito dalla Curia (un cardinale che della Curia romana fu il prodotto).
    Questo è quello che diceva Umberto Eco sulla sua presunta maestria in materia filosofica:
    “Ratzinger non è un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente è rappresentato come tale. Le sue polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane, e nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole. In sei mesi, potrei organizzare io stesso un seminario sul tema del relativismo. Si può stare certi che alla fine presenterei almeno venti posizioni filosofiche differenti. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto XVI, come se fossero una posizione unitaria, è estremamente naif”
    E questo è quello che scrisse, in una lunga lettera aperta ai vescovi cattolici, il grande teologo tedesco Hans Kung,
    estract: ” …mi rivolgo a voi, in occasione del quinto anniversario dell’elezione di papa Benedetto al soglio pontificio, purtroppo le mie speranze, così come quelle di tante e tanti credenti che vivono con impegno la fede cattolica, non si sono avverate; ho avuto modo di farlo sapere più di una volta a papa Benedetto nella corrispondenza che ho avuto con lui.
    Indubbiamente egli non ha mai mancato di adempiere con scrupolo agli impegni quotidiani de a fronte della maggiore sfida del nostro tempo il suo pontificato si dimostra ogni giorno di più come un’ulteriore occasione perduta, per non aver saputo cogliere una serie di opportunità:
    • È mancato il ravvicinamento alle Chiese evangeliche, non considerate neppure come Chiese nel senso proprio del termine: da qui l’impossiblità di un riconoscimento delle sue autorità e della celebrazione comune dell’Eucaristia.
    • È mancata la continuità del dialogo con gli ebrei: il papa ha reintrodotto l’uso preconciliare della preghiera per l’illuminazione degli ebrei; ha accolto nella Chiesa alcuni vescovi notoriamente scismatici e antisemiti; sostiene la beatificazione di Pio XII; e prende in seria considerazione l’ebraismo solo in quanto radice storica del cristianesimo, e non già come comunità di fede che tuttora persegue il proprio cammino di salvezza. In tutto il mondo gli ebrei hanno espresso sdegno per le parole del Predicatore della Casa Pontificia, che in occasione della liturgia del venerdì santo ha paragonato le critiche rivolte al papa alle persecuzioni antisemite.
    • Con i musulmani si è mancato di portare avanti un dialogo improntato alla fiducia. Sintomatico in questo senso è il discorso pronunciato dal papa a Ratisbona: mal consigliato, Benedetto XVI ha dato dell’islam un’immagine caricaturale, descrivendolo come una religione disumana e violenta e alimentando così la diffidenza tra i musulmani.
    • È mancata la riconciliazione con i nativi dell’America Latina: in tutta serietà, il papa ha sostenuto che quei popoli colonizzati “anelassero” ad accogliere la religione dei conquistatori europei.
    • Non si è colta l’opportunità di venire in aiuto alle popolazioni dell’Africa nella lotta contro la sovrappopolazione e l’AIDS, assecondando la contraccezione e l’uso del preservativo.
    • Non si è colta l’opportunità di riconciliarsi con la scienza moderna, riconoscendo senza ambiguità la teoria dell’evoluzione e aderendo, seppure con le debite differenziazioni, alle nuove prospettive della ricerca, ad esempio sulle cellule staminali.
    • Si è mancato di adottare infine, all’interno stesso del Vaticano, lo spirito del Concilio Vaticano II come bussola di orientamento della Chiesa cattolica, portando avanti le sue riforme.
    • Quest’ultimo punto, stimatissimi vescovi, riveste un’importanza cruciale. Questo papa non ha mai smesso di relativizzare i testi del Concilio, interpretandoli in senso regressivo e contrario allo spirito dei Padri conciliari, e giungendo addirittura a contrapporsi espressamente al Concilio ecumenico, il quale rappresenta, in base al diritto canonico, l’autorità suprema della Chiesa cattolica:
    • Ha accolto nella Chiesa cattolica, senza precondizione alcuna, i vescovi tradizionalisti della Fraternità di S. Pio X, ordinati illegalmente al di fuori della Chiesa cattolica, che hanno ricusato il Concilio su alcuni dei suoi punti essenziali;
    • Ha promosso con ogni mezzo la messa medievale tridentina, e occasionalmente celebra egli stesso l’Eucaristia in latino, volgendo le spalle ai fedeli;
    • Non realizza l’intesa con la Chiesa anglicana prevista nei documenti ecumenici ufficiali (ARCIC), ma cerca invece di attirare i preti anglicani sposati verso la Chiesa cattolica romana rinunciando all’obbligo del celibato.
    • Ha potenziato, a livello mondiale, le forze anticonciliari all’interno della Chiesa attraverso la nomina di alti responsabili anticonciliari (ad es.: Segreteria di Stato, Congregazione per la Liturgia) e di vescovi reazionari.
    Papa Benedetto XVI sembra allontanarsi sempre più dalla grande maggioranza del popolo della Chiesa, il quale peraltro è già di per sé portato a disinteressarsi di quanto avviene a Roma, e nel migliore dei casi si identifica con la propria parrocchia o con il vescovo locale…”

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