Giù le mani

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Appena salta fuori qualche politico corrotto, salta su qualche partito con l’ideona di ripristinare il finanziamento pubblico. Infatti ora, in pieno scandalo Ue-Qatar, il Pd vuole raddoppiare i finanziamenti indiretti, assegnando ai partiti anche il 2 per mille delle tasse dei cittadini che non vogliono. E Articolo 1 vuole tornare ai finanziamenti diretti pre-2013. Lo […]

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18 replies

  1. Giù le mani

    ((Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Appena salta fuori qualche politico corrotto, salta su qualche partito con l’ideona di ripristinare il finanziamento pubblico. Infatti ora, in pieno scandalo Ue-Qatar, il Pd vuole raddoppiare i finanziamenti indiretti, assegnando ai partiti anche il 2 per mille delle tasse dei cittadini che non vogliono. E Articolo 1 vuole tornare ai finanziamenti diretti pre-2013. Lo slogan implicito è: “Così non rubiamo più”. Ma, a parte il fatto che rubare è proibito dal VII comandamento e dai codici penali di tutto il mondo dalla notte dei tempi, le euromazzette non finivano ai partiti. Bensì nelle tasche di singoli eurodeputati e portaborse. E soprattutto non c’è alcuna prova dell’equazione “più fondi pubblici, meno mazzette”. Anzi, c’è la prova del contrario: il finanziamento pubblico fu varato nel 1974 con lo scandalo petroli, quando i pretori genovesi Almerighi, Brusco e Sansa scoprirono che i partiti erano sul libro paga dell’Unione petrolifera, che ogni anno girava loro una percentuale sugli sconti fiscali votati in Parlamento. Da allora i miliardi statali non impedirono ai partiti di continuare a foraggiarsi illegalmente con tangenti da imprenditori in cambio di appalti pilotati e altre marchette; fondi neri di aziende di Stato gestite da loro manutengoli; dollari americani (alla Dc&alleati) e rubli sovietici (al Pci). Nel 1992, quando scoppiò Tangentopoli, i partiti ricevevano fondi pubblici legali (dal finanziamento statale) e illegali (da Iri, Eni, Enel, municipalizzate ecc); fondi privati legali (quelli registrati nei bilanci delle imprese e nel registro dei partiti in Parlamento) e illegali (tangenti e finanziamenti occulti). Perciò, al referendum del ’93, gli italiani votarono in massa per abolire il finanziamento pubblico.

    Questo però, appena uscito dalla porta, rientrò dalla finestra travestito da “rimborsi elettorali”. Che, calcolati a forfait e senza ricevute, coprivano 4-5 volte le spese per le elezioni. E aumentavano di anno in anno con voti bipartisan, fino a diventare una tassa-monstre di 10 euro l’anno per ogni elettore (contro 1,1 del ’93). Nel 2009 la Corte dei conti rivelò che in 15 anni i partiti avevano prelevato 2,2 miliardi di euro dalle casse dello Stato. Nel 2013, per frenare l’avanzata dei 5Stelle, il governo Letta passò al finanziamento pubblico indiretto e volontario: chi vuol aiutare un partito gli devolve il 2xmille delle tasse. Soluzione ragionevole, che obbliga i partiti a curare il rapporto con gli elettori per meritarsi il loro sostegno: chi non ha elettori o se ne guadagna il disprezzo, peggio per lui. Tornare al vecchio magnamagna, oltreché vergognoso, sarebbe suicida. Lo slogan “Così non rubiamo più” verrebbe subito tradotto: “Siccome i nostri rubano, noi derubiamo gli italiani”.

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  2. La proposta del pd dimostra che il partito gode ancora di eccellente salute. Vabbè, ha qualche acciacco, ma le principali funzioni vitali rispondono agli stimoli esterni in maniera rassicurante.

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      • Io ritengo che un partito abbia un futuro radioso se smuove i numeri dell’astensione a proprio vantaggio. I travasi vanno bene, specialmente se dal pd, però mi soddisfano molto meno.
        Il 37% degli italiani ha disertato le urne a settembre, credo sia giusto pensare seriamente a queste persone deluse in cerca di rappresentanza. Si tratta di potenziali elettori con un caratteristica pronunciata: sono esigenti, non vogliono più essere fregati o presi per il c.
        Se gli si presenta il pd, beh.. ciao, sono persi.

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    • Infatti il PD dovrà dichiarare fallimento politico non amministrativo. Se esiste un tribunale fallimentare della politica è lì che il PD dovrà andare.

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  3. Ma poi… proprio Articolo 1 fa questa proposta?

    LORO, presi con il sorcio in bocca?

    Pazzesco.

    X Giansenio. In effetti il MAGNA MAGNA STYLE resuscita questi vampiri come niente fosse.

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  4. Giustizia ad orologeria, magistrati gente disturbata psicologicamente, giudici comunisti quando condannano, separazione delle carriere per chi si ostina a fare il proprio dovere (o in alternativa una lupara o del tritolo a scelta), prescrizione uguale assoluzione, immunità parlamentare, querele risarcitorie contro gente comune e giornalisti che dicono la verità, rubavano per il partito e non per loro, mignotte scambiate per nipoti di pseudo capi di stato, cene eleganti nel sultanato di Hardcore, legittimo impedimento per scappare alle udienze dei processi quando beccati con le mani nel sacco e per gente così innocente da scappare continuamente dai processi, e tante altre belle cose propinate come esempio dai nostri nominati campioni politici di moralità negli ultimi trent’anni da fare rimpiangere quasi naif pouf di casa Duilio Poggiolini. Se non sei un senza vergogna ricattabile, in Italia non puoi fare politica. Se lo sei, c’è sempre il metodo Raggi a edicole e reti TV unificate che ti aspetta

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  5. Che le mazzette rimangano ai (ladri) privati senza nemmeno una retrocessione al partito (di ladri) che garantisce un posticino alla mangiatoia non raccontiamolo pero’ via, nemmeno in assenza di prove…

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  6. Ma se stanno a criticare Conte perchè Mercoledi farà votare gli iscritti sulla donazione di un milione di € alle scuole pert comprare tablet e PC di quelle famose agevolazioni ai Parlamentari ( maxi bonus 5.500€) ,mischiando apposta con il denaro che gli ex fuoriusciti dal Movimento debbono pagare.. quindi non è una restituzione del Bonus…….è tutto dire.
    Il grande giornalone ” IL GIORNALE”…degno solo per pulire….i vetri?

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