La tirannia del padrone

(Giuseppe Di Maio) – Se devono parlare del M5S, inquadrano un’immagine di Giuseppe Conte a dir poco sfortunata. Da poco sceso dall’auto, col passo lento tra gli accoliti, l’evidente fatica digestiva, e un soprabito che copre senza garbo la giacca chiusa a stento dal secondo bottone. L’usuale eleganza dell’avvocato di Volturara Appula, svanisce. Ma le immagini sfilano impietose, ossessive. Com’erano ossessive nel 2009 quelle di un Berlusconi che usciva a passo di marcia da palazzo Chigi con la sua schiera di governo, segno di dinamismo ed efficienza della loro politica. Un’immagine vale più di cento parole, un video più di cento immagini. L’intellettuale svolge il suo ruolo di scriba al servizio del sovrano, il giornalista quello di guerriero del suo esercito privato.

Nelle stabili agorà televisive si allestisce il campo di battaglia: si chiama il nemico a partecipare, e non gli si dà alcuna possibilità di scampo, il beneficio di nessuna regola. Il reddito di cittadinanza è un’eccezione italiana: ogni paese europeo ne possiede uno, solo il nostro capitalismo mal lo sopporta. Dunque, bisogna affondarlo assieme ai suoi sostenitori. Le abbondanti piogge puniscono severamente il malcostume delle amministrazioni ischitane e dei suoi abitanti. Quale migliore occasione per incolpare il M5S di aver disposto un condono per gli isolani. Di qui a poco si tenterà di far passare il salario minimo, e gli scherani dei denari facili correranno a bocciarlo. La guerra ha causato un’ecatombe, la perdita di ingenti risorse finanziarie, del ruolo internazionale dell’Europa, e non accenna a finire, ma chi si schiera dalla parte della pace commette un peccato capitale.

Ormai capita l’inverso: i guerrieri invitano in tv il nemico del padrone e intervistano se stessi. Chiamano pseudo-imprenditori a sostenere la iattura del rdc che toglie manodopera vitale; Paolo Mieli dalla voce infantile e supplichevole sostiene che il M5S è stato causa dei morti lungo i canaloni dell’Epomeo; quella sfacciata di Lucia Annunziata mistifica in diretta approfittando di un Conte in difficoltà fonatorie; l’asimmetrico Severgnini parla dell’intelligenza della Meloni; altri dello studio matto e disperato che ella profonde per ogni provvedimento, altre del suo coraggio come donna. Il cane da compagnia si rotola nel grembo del potere in cerca del posto più caldo.

E poi c’è il PD che vuole allearsi col Movimento, ma con programmi e candidati presi alla destra; se si dubita dell’operazione, accusa il M5S di volergli fregare i voti. Manco a dirlo che al prossimo tg ci sarà Conte col passo lento e la giacca sbracata, a sfavore di telecamere.

9 replies

  1. Dicono che CONTE sia persona gentile.
    Ho votato 5s
    Da noi si dive: masa bon i te pasa da cojon!
    Se non comincia a querelare senza pietà sarà la sua fine.

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  2. Sarà pure vestito male ma almeno ispira fiducia mentre severgnini (con quelli capelli che nun se ponno guarda’) mieli e l’annunziata presentano in video delle emerite facce da casco.

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  3. Una setta giornalistica fatta da giornalai servi e venduti, gran parte dei quali vengono lautamente pagati da sovvenzioni pubbliche (tasse), e senza vergogna stigmatizzato negativamente il reddito di cittadinanza. Finché abbiamo questi scribacchini, la democrazia in Italia non potrà mai raggiungere gli obiettivi previsti dalla Costituzione Italiana. Talk e giornali hanno presentato solo i furbetti del RDC, tirando la volata alla Meloni e al metadone di stato. Vergogna

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  4. Questi ,5 S, non rubano e se e’ il caso denunciano. Quindi non vanno bene per la tavola spartitoria. Solo una Societa’ Civile avveduta li potra’ ,ci potra’ aiutare in questo BISOGNO di cambiamento,

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  5. Il Sistema contro l’Antisistema, il marcio del potere contro il perbenismo delle idee, l’accozzaglia dei partiti contro il M5S, i cani famelici dei media contro Conte. Vergogna Vergogna Vergogna. Povera Italia, povera democrazia, poveri Noi……..

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  6. Intanto godiamoci il formidabile e implacabile blocco navale a difesa dei sacri inviolabili patrii confini. Ah, non l’hanno ancora fatto?
    Però 5.500 Euro ai parlamentari per i computer, quelli l’hanno tirati fuori alla svelta.

    Vai vai Melandrone ti si conosce! Diceva il Mascetti.
    Poverannoi che disgrazia, diceva invece la mi’ pora nonna.

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