Cr7 e il gioco delle tre carte 

(ilnapolista.it) – La famosa carta Ronaldo non è una sola, ma tre. Lo scrive Il Fatto Quotidiano. Ci sono tre scritture private che garantiscono al portoghese il pagamento dei 19,5 milioni di stipendio tagliati sia nel caso che resti alla Juventus sia nel caso vada via prima del 2021. Soldi che ovviamente non sono contabilizzati a bilancio e mai avrebbero potuto esserlo. Soldi che ora Ronaldo reclama.

Il Fatto scrive:

“Per la precisione le “carte” scoperte dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Torino sono tre. E sono proprio queste a mettere la Juventus in un angolo”.

Il Fatto ricostruisce la questione relativa agli stipendi. Tra il 2020 e il 2021, 17 giocatori della Juventus accettano una riduzione dello stipendio che il club mette a bilancio, registrando così una riduzione dei costi. Nel 2020 alcuni calciatori si riducono lo stipendio di quattro mensilità salvo poi recuperarle in seguito. La trattativa sindacale fu condotta, all’epoca, da Chiellini. Nell’ambito di questo accordo con il club rientra la carta Ronaldo. Anzi, le carte Ronaldo. Simile agli accordi con gli altri giocatori.

Il Fatto scrive di aver visto i tre documenti. Parla della prima carta, firmata da Paratici, allora direttore sportivo.

“Egregio Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo” esordisce la prima, di poche righe, che nel classico linguaggio burocratico spiega in sostanza: “Con la presente le consegniamo” i successivi due documenti. E precisa che il loro contenuto sarà “ritrascritto” sui moduli federali della Federcalcio indicando una data: luglio. Stando alla prima scrittura privata, quindi, Ronaldo dichiara di ricevere le altre due e viene informato che a luglio sarà tutto depositato in Figc. Non è un dettaglio neutro. Depositare tutto prima, cioè a maggio, avrebbe comportato l’obbligo di segnalare tutto in bilancio. Invece tutto slitta al successivo”.

Il quotidiano passa ad esaminare la seconda carta.

“Qui non c’è alcun “egregio” e si va al sodo. Il “sodo” è una “condizione”: potremmo chiamarla un premio fedeltà. O una “integrazione salariale” legata al “caso in cui” Ronaldo nel luglio 2021 sia ancora “tesserato con la Juventus Football club Spa”. Bene: cosa accade se questa condizione si realizza? Ronaldo riceve un premio. A rate. Nella scrittura il premio viene scaglionato in più mensilità, a partire da luglio, che moltiplicate danno questa cifra: 19,5

milioni lordi.

Esattamente la riduzione di stipendio che Ronaldo aveva pattuito. Se nel luglio 2021 Ronaldo è ancora bianconero, quindi, “all’avveramento della condizione” recupera tutto. E se invece va via? Qui entra in gioco la terza carta, ed è meraviglioso”.

Il Fatto esamina anche quella.

“Si ricomincia: “Egregio Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo…”. e poche righe dopo si torna al sodo: se non “matura” il premio citato nella carta numero due, avrà diritto a “percepire” un “importo pari” al premio stesso. Ma per un altro motivo: “incentivo all’esodo””.

Insomma, in base ai tre documenti, sia che resti sia che vada via, Ronaldo sarà pagato 19,5 milioni di euro, la cifra pattuita all’inizio. Un accordo tra i dirigenti Juve e il portoghese di cui gli azionisti non sanno nulla, visto che si sono fermati alla riduzione dello stipendio di Ronaldo messo a bilancio.

Juventus e CR7: il gioco delle tre carte e i 19 milioni indichiarabili

(DI ANTONIO MASSARI – Il Fatto Quotidiano) – “Egregio Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo…”. Inizia così l’ormai celebre “carta famosa – citiamo le intercettazioni dei vertici bianconeri – che non deve esistere tecnicamente”. Per la precisione le “carte” scoperte dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Torino sono tre. E sono proprio queste a mettere la Juventus in un angolo. Ora vedremo perché. Partiamo dalla premessa: 17 calciatori, tra il 2020 e il 2021, hanno accettato una riduzione dello stipendio. Riduzione che la società bianconera mette in bilancio. Registrando così una riduzione dei costi. Nel 2020, in pieno Covid, alcuni calciatori si riducono lo stipendio di quattro mensilità salvo – come è noto – recuperarle in seguito. Ma in che modo? Con quali “voci”? Il Fatto può rivelarlo attraverso l’analisi della scrittura più ingombrante di tutte: quella di Ronaldo. In totale parliamo di 17 operazioni e di uno schema fotocopia. L’emergenza Covid non c’entra più nulla. Siamo infatti nel maggio 2021 e il fenomeno portoghese s’è ridotto lo stipendio di circa 20 milioni lordi. Poi però arriva il “gioco delle tre carte”. La cui firma è destinata al direttore sportivo Luca Paratici. “Egregio Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo” esordisce la prima, di poche righe, che nel classico linguaggio burocratico spiega in sostanza: “Con la presente le consegniamo” i successivi due documenti. E precisa che il loro contenuto sarà “ritrascritto” sui moduli federali della Federcalcio indicando una data: luglio. Stando alla prima scrittura privata, quindi, Ronaldo dichiara di ricevere le altre due e viene informato che a luglio sarà tutto depositato in Figc. Non è un dettaglio neutro. Depositare tutto prima, cioè a maggio, avrebbe comportato l’obbligo di segnalare tutto in bilancio. Invece tutto slitta al successivo.

Passiamo alla seconda carta. Qui non c’è alcun “egregio” e si va al sodo. Il “sodo” è una “condizione”: potremmo chiamarla un premio fedeltà. O una “integrazione salariale” legata al “caso in cui” Ronaldo nel luglio 2021 sia ancora “tesserato con la Juventus Football club Spa”. Bene: cosa accade se questa condizione si realizza? Ronaldo riceve un premio. A rate. Nella scrittura il premio viene scaglionato in più mensilità, a partire da luglio, che moltiplicate danno questa cifra: 19,5 milioni lordi. Esattamente la riduzione di stipendio che Ronaldo aveva pattuito. Se nel luglio 2021 Ronaldo è ancora bianconero, quindi, “all’avveramento della condizione” recupera tutto. E se invece va via? Qui entra in gioco la terza carta. ed è meraviglioso. Si ricomincia: “Egregio Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo…”. e poche righe dopo si torna al sodo: se non “matura” il premio citato nella carta numero due, avrà diritto a “percepire” un “importo pari” al premio stesso. Ma per un altro motivo: “incentivo all’esodo”. E quindi, in questo gioco delle tre carte, nel maggio 2021, che Ronaldo resti o vada via, è chiaro per tutti: sarà pagato 19,5 milioni di euro. Ovvero la somma pattuita sin dall’inizio. Per tutti, tranne gli azionisti, che sono fermi alla riduzione del suo stipendio, l’unico documento depositato in bilancio. A quanto pare, Ronaldo, questi soldi non li ha ancora visti. E non sappiamo neanche, dal punto di vista documentale, se abbia messo la sua firma oppure no. Dobbiamo dedurre di sì, se è vera la voce, sempre più insistente, per cui vuole recuperare il suo denaro. Ma ora il punto è: se la società paga – Ronaldo (e gli altri) – come contabilizza il pagamento? Senza contare che il pagamento era già pattuito nel maggio 2021 e quindi, secondo la Procura, la questione andava segnalata subito a tutti gli azionisti. Le tre carte ormai sono scoperte. E nonostante le dimissioni dell’ex cda, ora è complicato trovare una via d’uscita. L’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Mario Gianoglio, dai pm Mario Bendoni, Ciro Santoriello, e dalla Gdf di Torino, proprio alla luce delle dimissioni, sembra davvero giunta a uno scacco matto.

7 replies

  1. juventini che cosa vi aspettavate da un Agnelli?
    probità, correttezza, lealtà, sportività, onestà? davvero, davvero?

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  2. Anche questa volta, come consumatori, avremmo in mano la partita…
    Ma fanno di tutto per farcelo dimenticare…

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