Il resto è mancia

(Kevin Carboni – wired.it) – Per il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la strategia giusta per risolvere la carenza di personale nella ristorazione e nel turismo non è dare un salario minimo garantito, ma quella di tagliare le tasse sulle mance. La proposta della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata già inserita nella manovra economica e compare all’articolo 14 della bozza di legge di bilancio.

Dal primo gennaio 2023, le mance saranno quindi tassate al 5%, con un’aliquota agevolata rispetto all’attuale tassazione ordinaria Irpef. Non è comunque un’idea innovativa, ma viene direttamente dalla Francia di Emmanuel Macron, dove a settembre 2022 è stata annunciata la completa detassazione di tutte le mance pagate con bancomat e carta di credito. Ma ci sono due piccole differenze in termini di efficacia tra il modello francese e quello del governo Meloni.

Per prima cosa, oltre alla detassazione completa delle mance, la Francia ha aumentato recentemente il salario minimo, portandolo a circa 11 euro all’ora, dando così un aiuto più concreto e immediato a lavoratori e lavoratrici. In secondo luogo, l’Italia non è un paese dove per tradizione vengono lasciate mance a camerieri, receptionist o altri, dato che viene pagato di base il cosiddetto coperto, cosa che in Francia non accade e dove anche l’acqua viene data in maniera gratuita. Pertanto è difficile aspettarsi che una diminuzione delle tasse possa effettivamente rendere più attrattivo un lavoro spesso sottopagato e stressante.

Inoltre, sempre in Italia, le mance vengono spesso date a mano, in contanti e direttamente alla persona che si desidera premiare, oppure inserita nei barattoli predisposti sui banconi. Si tratta quindi di un’entrata già prevalentemente esentasse, perché di solito corrisponde a nero. Ma il governo ha deciso di non escludere le somme ricevute in contanti e, come si legge su Repubblica, la manovra prevede la tassazione agevolata sulle mance ricevute “anche attraverso mezzi di pagamenti elettronici, non esclusivamente, presumendo quindi che le mance in contanti vengano dichiarate.

Osservando l’evoluzione della legislazione italiana in materia di tasse sulle mance, questa norma sembra essere dedicata a una minoranza degli operatori del settore, cioè solo quelli che lavorano nel settore del turismo di lusso. Infatti, la tassazione sulle mance è stata confermata nell’ordinamento italiano dalla corte di Cassazione, nel 2021, a seguito di un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate contro un capo ricevimento di un albergo di lusso della Costa Smeralda che non aveva dichiarato 84mila euro di mance raccolte in un anno.

I dubbi sull’efficacia del provvedimento sono condivisi anche dalle associazioni delle imprese del turismo, per le quali “prevedere una tassa agevolata non favorisce l’occupazione, come si legge su Repubblica. Al contrario, per risolvere la crisi di personale servirebbero retribuzioni adeguate e orari compatibili alla vita privata”. Niente di sconvolgente insomma, solo misure di buon senso che le stesse imprese riconoscono come necessarie, ma che il governo sembra preferire aggirare con delle norme che sembrano, come al solito, premiare chi è già privilegiato.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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7 replies

  1. Questo è solo il preambolo di un disastro già annunciato(Conte).
    Con settembre si è chiuso un periodo proficuo per lo stato(maggior introiti dell’ IVA) e Buon andamento del Turismo e gli investimenti con il 110 e la tracciatura del denaro con i provvedimenti di Conte. Al momento si sta vivacchiando sul lavoro di Conte.
    Q
    A gennaio con i dati Istat di dicembre ci diranno le verità

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  2. Detassare una moneta di 2 euro o una banconota di 5.

    E’ questo quello che dicono?

    Ma veramente?

    Vorrei proprio sapere se negli ultimi anni si è saputo di camerieri che hanno dichiarato al fisco di avere ricevuto mance. Almeno ai miei tempi, non usava nemmeno per sogno. E’ incredibile.

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