Majorino e l’identità che conta

Comunque andrà la corsa di Majorino in Lombardia, il Pd avrà salvato la faccia, presentando un nome e una storia di sinistra.

CAMERA ARDENTE DI GINO STRADA

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Comunque andrà la corsa di Majorino in Lombardia, il Pd avrà salvato la faccia, perché si sarà presentato agli elettori con un nome e una storia di sinistra. Ascoltare i consigli di De Benedetti o le furbate di Calenda e Renzi, cavalcando la candidatura della Moratti, poteva pure impensierire un po’ di più le destre e il loro governatore uscente Fontana, ma avrebbe sacrificato quei valori che i dem sostengono di difendere.

Così i campi sono chiari, e in politica l’identità paga, perché le elezioni si vincono e si perdono, ma se si perde la faccia non la si ritrova più. In questo quadro i 5 Stelle potranno correre da soli o diventare pure determinanti con l’europarlamentare del Partito democratico: tutto dipenderà dalle cose che intende fare per aiutare le imprese e soprattutto la povera gente, che le cronache nazionali nascondono come polvere sotto al tappeto, ma in realtà è tantissima pure in Lombardia.

Nel Lazio – l’altra regione chiamata tra breve al voto – il quadro è invece diverso, perché il partito di Letta ha scelto l’assessore alla Sanità uscente, D’Amato, che ha sposato il Terzo Polo e buttato via ogni credibilità con la storia dell’inceneritore. Ora che c’è da prendere i voti, D’Amato dice di non volerlo, ma questa era la stessa versione del compagno di partito Gualtieri prima di essere eletto sindaco di Roma.

Qui, dunque, i 5S hanno un argomento forte in più, anche se il sistema di potere della Capitale fa di destre e sinistra fortini quasi inespugnabili. Ma c’è più gloria a cadere con le proprie idee che a piegarsi sotto quelle lontanissime degli altri.

2 replies

  1. L’alternativa per il partito di Conte in Lombardia è correre da solo o come ruota di scorta del PD. A questo nuovo movimento piace tanto, pur di ottenere qualche assessorato, fare da cespuglio per non correre il rischio di diventare albero.

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  2. Conte non deve assolutamente allearsi col pd a qualsiasi livello elettorale anche se si trattasse solo di eleggere un presidente di circoscrizione. La candidatura della Moratti dimostra (ammesso che ce ne fosse bisogno) la totale inaffidabilità di questo cosiddetto ‘partito della sinistra’ e della sua degna classe dirigente. Per non parlare di Roma con l’ipocrita manfrina dell’inceneritore che va bene per La capitale ma nn per la regione Lazio come se Roma fosse in Venezuela. Meglio perdere che andare insieme a questa accolita di poltronari dediti solo alla spartizione e gestione del potere fine a se stesso, che ormai da decenni dimostra totale disinteresse per le istanze autenticamente di sinistra e progressiste di lavoratori e ultimi. Istanze oggi autenticamente e con coerenza e convinzione rappresentate da Conte e m5s, cui infatti gli elettori di sinistra delusi da anni dalle ‘politiche affaristiche di questo pd si orientano ‘spontaneamente’. Altro che ‘opa’ di Conte sull’ellettorato di sx! Ipocriti!

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