Al Nazareno siamo alla disperazione pura: in Lombardia il Pd incassa anche il no di Pisapia

(Giovanna Vitale – la Repubblica) – Sembra il remake del 25 settembre. Un incubo che ritorna, prefigurando una nuova batosta elettorale. In Lombardia, dopo il forfait di Carlo Cottarelli, anche Giuliano Pisapia si è chiamato fuori. E adesso il Pd è costretto a ricominciare daccapo per individuare un candidato alternativo sia a Letizia Moratti – sponsorizzata dal Terzo Polo fra i mugugni di un pezzo di democratici, contrari alla chiusura di Enrico Letta – sia al governatore leghista Attilio Fontana, che ha appena ufficializzato la sua corsa per il bis.

Nel Lazio, dopo il divorzio dai grillini certificato da Giuseppe Conte che l’altro ieri ha sparato a palle incatenate contro i Dem, si sta provando a costruire una convergenza con Azione su Alessio D’Amato, l’assessore regionale alla Sanità gradito a Carlo Calenda che non dispiace neppure al Nazareno. Ma le correnti sono in fermento e spingono per le primarie, che a questo punto non vengono escluse neppure a Milano e dintorni. Dove il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, su cui è iniziato un discreto pressing, non è certo contento di fare l’eterna riserva.

Tant’ è che in funzione anti-Moratti comincia a circolare anche il nome di Lia Quartapelle, 40enne responsabile Esteri del Pd, laurea e master in Economia, che potrebbe giocare sulla questione generazionale. Magari si perde – e non è detto, specie se la destra subirà smottamenti al centro – ma almeno il messaggio è chiaro: donna, giovane, espressione del territorio, riformista ma di sinistra.

Un rebus a geometria variabile per un campo che da largo si è fatto via via più stretto e adesso rischia persino di perdere altri pezzi. Vedi Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che si sono proposti come mediatori tra Pd e M5S ma, nel caso ricucire risultasse impossibile, intendono tenersi le mani libere.

«Nulla è scontato », spiega difatti il segretario di Si in Transatlantico: «Alle politiche c’è stata un’alleanza elettorale con il Pd ma, come abbiamo ripetuto più volte, c’erano diversi punti su cui non eravamo d’accordo, dalla guerra al governo Draghi. Ora, passata quella fase, si riparte da zero. Punto e a capo ». Del resto neppure il compagno di federazione e leader dei Verdi nasconde di condividere alcuni punti sollevati da Conte, in primis il no al termovalorizzatore di Roma: «Chi dice che serve contro i rifiuti, dice una bugia». Una spaccatura all’interno del centrosinistra che oggi potrebbe essere consacrata da un voto in Parlamento: i Cinquestelle hanno infatti presentato un emendamento al decreto Aiuti ter per cancellare i poteri speciali assegnati al sindaco Gualtieri per costruire l’impianto.

La sinistra dovrebbe votare con Conte. Il Pd e Azione contro.

Una scelta di campo in grado di orientare le alleanze future. La cui plastica rappresentazione si avrà nel pomeriggio al Teatro Brancaccio di Roma, dove l’assessore D’Amato riunirà i sostenitori per formalizzare, di fatto, la sua candidatura alla guida del Lazio. Avrà a fianco Calenda e probabilmente Maria Elena Boschi, oltre a diversi parlamentari dem: da Marianna Madia a Matteo Orfini, passando per Lui gi Zanda.

Non ci sarà invece nessuno del Movimento, che ieri ha disertato pure la conferenza stampa d’addio di Nicola Zingaretti alla Regione. Una sola componente grillina della giunta rossogialla si è affacciata al Tempio di Adriano, ma fuori tempo massimo, quando il caso era ormai esploso e i lavori conclusi. Segno inequivocabile di un rottura difficile da ricomporre.

Lo ha capito persino il quasi ex governatore: «Possiamo vincere le regionali anche senza il M5S», ha tuonato Zingaretti, che stamattina rassegnerà le dimissioni.

«Chi divide e rompe l’unità sbaglia perché non ce ne sono i motivi». A gongolare è Calenda, convinto che alla fine il patto con Letta possa estendersi anche alla Lombardia. «Sto dialogando con il Pd da molto tempo su Moratti e su D’Amato, anche se le due cose non sono collegate », afferma il leader di Azione. «Se loro non riescono a convergere sulla Moratti amen». Come a dire: si può fare l’accordo anche solo nel Lazio. E poi però chissà: un’intesa tira l’altra, hai visto che mai che il Nazareno non ci ripensi e decida di confluire sull’ex sindaca di Milano?

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11 replies

  1. Fratoianni è il casini di sinistra: lui “snasa” l’aria e si fionda dove lo attende la poltrona. Mani libere significa questo in politica.
    A ‘sto giro è andata di super lusso, tra l’altro. Lasciamo stare va’..

    Giuseppe Conte, stai alla larga, è gente che intende campare di politica tutta la vita.

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  2. Lia Quartapelle, di sinistra, giovane, espressione del territorio? Ahahahahahah, un seppuku a tutti gli effetti. 🤣🤣🤣🤣🤣

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  3. Belin.. Lia Qurtapelle e’ delll’82 (anni 40).. sposata con Martelli (viaggia verso gli 80…): ahhperoo’!

    Ancora piu’ sorprendente il PD che ancora pare accetti i corteggiamenti di Calenda (o viceversa…!) dopo “l’inculeta” che si e’ preso alle lezioni di un paio di mesi fa…

    Enricostaisereno ancora non ha capito una cippa:
    la legnata dei denti del 25 settembre non e’ bastata…

    A questo punto penso davvero ci sia la volonta’ di annientare il PD prima di marzo:
    niente congresso: si fara’ direttamente il funerale.

    Massi’.. meglio cosi’!

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    • Invidia per un 80enne che riesce a cuccarsi una 40enne.

      Ad occhio le loro prestazioni non devono essere proprio da Youporn, ma forse anche lui ha la pompetta.

      Quel che mi stupisce è lei. Che ci fa con uno che potrebbe quasi essere suo nonno?

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  4. Intanto…
    …Zanda”: «Moratti può vincere, il Pd la sostenga.
    In gioco non c’è solo la Lombardia»

    https://www.corriere.it/politica/22_novembre_08/zanda-moratti-puo-vincere-pd-sostenga-gioco-non-solo-lombardia-d6cdaef8-5fa1-11ed-8bc9-4c51e1976893.shtml

    Bravo Zanda. Dateci dentro con la Moratti. E se poi anche lei dicesse no… beh.. a Marina Berlusconi ci avete mai pensato?
    Io la butto la’.. mi par un’idea in linea col pensiero politico del PD…no?
    Dajeeeeee!!!!

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