Elezioni, i giallorosa si dicono addio. Nel Lazio ormai è rottura

Conte propone un programma con il no all’inceneritore di Roma, i dem virano su D’Amato, candidato di Azione e Iv. Nessuna mediazione, nessuna apertura, neppure un sorriso. “Il Pd voleva emarginarci e metterci alla gogna, ha infilato l’inceneritore nel decreto […]

(DI LUCA DE CAROLIS E WANDA MARRA – Il Fatto Quotidiano) – Nessuna mediazione, nessuna apertura, neppure un sorriso. “Il Pd voleva emarginarci e metterci alla gogna, ha infilato l’inceneritore nel decreto Aiuti, poi ha perfino candidato e ospitato nelle proprie liste gli scissionisti” ricorda, anzi accusa Giuseppe Conte dentro la sede del Movimento: e la furia traspare, malcelata.

Parla solo lui in conferenza stampa, per illustrare un pugno di punti di programma per il Lazio. “Proposte aperte a tutti” sostiene l’avvocato: ma nella evidente realtà – come anticipato dal Fatto – sono la via per sbarrare la porta a un accordo per le Regionali con i democratici, che non potranno mai accettare il no all’inceneritore di Roma, fortissimamente voluto dal sindaco dem Roberto Gualtieri. E a occhio, neppure la riconversione della centrale a carbone di Civitavecchia o il ritiro del progetto di un’autostrada Roma-Latina.

Tradotto, l’ex premier trasforma in crepaccio la distanza tra gli ex giallorosa, sparge sale su ferite mai suturate. Perché lì si precipita, verso l’ennesima spaccatura nel fu campo largo, perfino nel Lazio dove Pd e grillini governavano assieme. Da una parte ci sono i dem con Azione e Italia Viva, raggrumati dalla candidatura dell’assessore regionale uscente alla Sanità, Alessio D’Amato: lanciato da Carlo Calenda e poi deglutito da tutto il Pd locale, pronto a candidarlo anche senza primarie. Dall’altra, il M5S con un candidato di bandiera ancora da trovare – tra le ipotesi il professore Livio De Santoli, già candidato alle Politiche – più eventuali liste civiche. Mentre l’Alleanza di Verdi e Sinistra dirà come la pensa oggi. Non potrà che andare che così. “Noi abbiamo difficoltà politiche con questi vertici del Pd” conferma l’avvocato, che un no ufficiale all’intesa coi dem non lo scandisce. Ma è solo un artificio retorico. Aspetta che gli dicano no loro, gli ex alleati. Irritato anche da scorie recentissime, perché la trattativa incrociata sulle commissioni bicamerali, Copasir (destinato al Pd) e Vigilanza Rai (ambita dai 5Stelle) procede male. Non a caso l’ex premier invoca “discontinuità” sul comitato di controllo sui servizi, ed è un no innanzitutto a Lorenzo Guerini e poi a Enrico Borghi, i nomi dei dem per il Copasir. “Noi non portiamo rancore, lo voglio dire a tutto il mondo del Pd che in questi giorni si sta sbracciando chiedendoci un atto di generosità” mente sapendo di farlo Conte. E comunque “la nostra generosità non esiste se significa annacquamento dei nostri valori e principi. Il no agli inceneritori c’era già nel programma del Conte-2”. Finito qui? No, perché gli chiedono di Gualtieri, che da lì a pochi minuti racconterà in un’altra conferenza stampa il suo primo anno da sindaco. E l’avvocato non usa sfumature: “I problemi di Roma sono rimasti tutti sul tavolo, e sull’inceneritore c’è stata una fuga in avanti: abbiamo soluzioni molto più efficienti”.

L’avvocato saluta. E dal Pd parte la contraerea, con il segretario regionale Bruno Astorre: “Conte vuole far cadere il campo largo e mettere fine a un’ ottima esperienza di governo, su un tema che non riguarda la Regione Lazio come il termovalorizzatore di Roma”. Risponde, ovvio, anche Gualtieri: “Roma ha bisogno di impianti e del termovalorizzatore, perché dalla chiusura della discarica di Malagrotta manda i suoi rifiuti in giro per l’Italia: entro la fine del 2023 apriremo il cantiere”. E poco dopo arriva anche il Nazareno, con le consuete fonti: “Conte è ossessionato dal Pd, ma l’avversario da battere sarebbe la destra. Ha usato toni e argomenti carichi di rancore e astio”. Fanno anche balenare uno spiraglio: “Lasciare il Lazio alla destra è un errore che si può ancora evitare”. Mentre la sinistra dem, dalla consigliera regionale Marta Bonafoni all’ex deputato Marco Miccoli, chiede di “ragionare” sulla proposta di Conte. Ma sono successe troppe cose, tra gli ex giallorosa.

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2 replies

  1. Vffnkl De Carolis, all’unisono con la Marra, che, per l’occasione, ti è venuta dietro senza sputarti in un occhio.

    -“e la furia traspare, malcelata.” 😳

    -“Proposte aperte a tutti” sostiene l’avvocato: ma nella EVIDENTE REALTÀ (per lui, ndr) – come anticipato dal Fatto (cioè da lui ndr) – sono la VIA per SBARRARE la PORTA a un ACCORDO per le Regionali con i democratici, che NON POTRANNO MAI ACCETTARE il NO all’inceneritore di Roma, FORTISSIMAMENTE VOLUTO dal sindaco dem Roberto Gualtieri.”
    Ah, ecco… Che fosse QUESTO FATTO, in palese contraddizione col famoso punto 9 del programma congiunto del Conte2, noo eh? Quello non era fortissimamente voluto, a quanto pare.

    -“Tradotto (sempre da lui, ndr), l’ex premier trasforma in crepaccio la distanza tra gli ex giallorosa, sparge sale su ferite mai suturate.”
    E CHI le ha inferte, le ferite? 🤔

    -“Alessio D’Amato: lanciato da Carlo Calenda e poi DEGLUTITO da tutto il Pd locale, pronto a candidarlo anche senza primarie.”
    Ecco, questo sì che si può DEGLUTIRE! Questo sì che RAGGRUMA…i renziani di m.

    E poi:
    -“Ma è solo un artificio retorico. Aspetta che gli dicano no loro, gli ex alleati.”
    LUI LO SA.

    -“mente sapendo di farlo Conte” IDEM

    … e giù toni tra il prono e l’ammirato verso ciò che evidentemente considera “vera sinistra” rispetto a “scappati di casa”.
    Travaglioooo… hai una vedovella renziano inconsolabile in casa e non te ne sei accorto?
    E occhio che, dal tono, sembra pensare “come si permette, questo qui, questa mezza calzetta, di non battere subito i tacchi davanti al GRANDE PD?”
    Sei fuori dal tempo e dalla realtà, LDC!
    Ripigliati.

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  2. HANNO PROPRIO UNA FACCIA DI TOLLA!!
    si indignano e frignano perchè i 5S (Conte) non fanno gli zerbini come i fu transfughi andati a male.
    Sono come certi aristocratici decaduti alias conte Mascetti, vivono al di sopra delle loro possibilità.

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